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Una Harley nel deserto

Una Harley nel deserto

Una Harley nel deserto…Una Harley nel deserto non si vede tutti i giorni.

Sono il titolo e il succo di una meravigliosa avventura mototuristica di 15 giorni attraverso il Marocco vissuta da me e Donatella a cavallo tra ottobre e novembre di quest’anno post-Covid, il 2022 che ci ha finalmente liberati dalle pastoie della pandemia e ci ha restituito la libertà di muoverci, vivere e viaggiare di nuovo in sella ai nostri cavalli di acciaio.

È stata un’iniziativa individuale, sganciata e indipendente dai programmi e dal calendario degli eventi organizzati o sponsorizzati dal nostro Chapter, ma ciononostante, con il consenso del Direttivo, abbiamo voluto portare la testimonianza dell’appartenenza al mondo HOG e in particolare al Legnano Chapter Italy, indossando con orgoglio durante le tappe del viaggio i nostri gilet con le patches ufficiali.

Eccoci dunque a Tangeri, porto del Mediterraneo di fronte alle coste spagnole e a Gibilterra, che raggiungiamo in aereo e dove troviamo ad attenderci nel parcheggio dell’Hotel la nostra Ultra Limited, trasportata fin lì a cura del Tour Operator che ha curato l’organizzazione del viaggio e ci mette a disposizione un tour leader e il “furgone scopa”, al seguito del gruppetto di moto di cui facciamo parte assieme a quattro BMW GS, una Honda Crosscountry, una Triumph 900 e una Suzuki V-Strom.

Sono tutte maxi-enduro decisamente più adatte rispetto alla nostra Harley per le strade che percorreremo. Un totale di 3600 Km, non sempre con asfalto impeccabile, spesso malandate con buche e sconnessioni, talora con tratti sterrati e sabbia traditrice.

Ma la nostra Ultra ha stretto un patto d’acciaio con noi e ci farà fare un figurone cavandosela sempre alla grande in ogni situazione, anche difficile, e facendoci guadagnare la stima e l’apprezzamento del tour leader e dei nostri compagni in sella a moto sicuramente più performanti in quelle circostanze.

Il Marocco ci stupisce al di là delle nostre più entusiastiche aspettative. Mare e coste che alternano spiagge meravigliose a scogliere rocciose con colori affascinanti e forme spettacolari scolpite dall’acqua e dal vento. Percorriamo tutta la costa atlantica da Tangeri a Mirleft attraversando Casablanca e il suo traffico che definire caotico è un eufemismo, ammirandone la Moschea (la più grande del Nord Africa) per poi fare tappa a Rabat, capitale odierna e prima grande Città Imperiale del nostro viaggio, e ad Essaouira, con la sua affascinante medina.

Abbandonata la costa dell’Atlantico, pieghiamo verso est e cominciamo a inerpicarci sull’Antiatlante e sull’Atlante propriamente detto, la catena che divide il Marocco settentrionale dalla parte desertica meridionale andando da sud-ovest a nord-est fino alla regione del Rif.

Montagne e passi ad oltre 2000 metri s.l.m. che si attraversano su strade spesso sconnesse, strettissime e pericolosamente esposte su strapiombi paurosi che si snodano aprendosi su paesaggi continuamente diversi ad ogni curva o tornante (ce ne sono davvero tante!) tra rocce di tufo rosso, arancione e giallo che a tratti fanno ricordare, per chi li conosce, i paesaggi dello Utah. Canyon e strette valli percorse da torrenti per lo più ridotti a rigagnoli d’acqua, che tuttavia permettono la crescita al fondo delle valli stesse di lussureggianti e fitti palmeti dove l’ombra regala un po’ di frescura. Infine, a sud, il Sahara, il simbolo del Maghreb, le cui dune in territorio marocchino vengono chiamate Erg. Noi dormiremo una notte ai margini dell’Erg Chabbi, dopo una escursione a dorso di dromedario che ci porta a godere un’affascinante e romantico tramonto sulla cima di una duna, circondati dal deserto a perdita d’occhio, fino alle montagne dell’Atlante che abbiamo appena attraversato a fare da sfondo, come la chiusura di una quinta teatrale.

Attraversiamo i passi di Tizen-Test e Tizen-Tichka (2260 metri slm!!) e raggiungiamo Marrakesh, seconda città Imperiale riconosciuta come la più colorita e movimentata città cosmopolita del Marocco. La strafamosa grande Piazza Jemaa el-Fna è il cuore della città e racchiude un mondo intero: si va dai ristorantini all’aperto montati su carretti, agli ammaestratori di scimmie, dai venditori di dentiere (sic!), agli incantatori di serpenti. La sera vi si riuniscono migliaia di turisti e di abitanti della città: la vista dall’alto, dalle terrazze dei locali attorno alla piazza, è quella di un coloratissimo formicaio di gente di tutti i tipi: tutti vendono o comprano qualcosa e tutti ti chiedono soldi, per qualsiasi cosa, una informazione, una fotografia, un oggetto che ti vogliono vendere…

Quello dei mercati delle medine (i centri storici delle città), ovvero i souk, sono un altro aspetto della vita del Marocco, e in genere di tutto il Maghreb, difficile da descrivere. Un dedalo di vicoli su cui si aprono centinaia di bottegucce in cui si vende e si compra letteralmente qualsiasi cosa. Se non si ha una guida non se ne esce, è un vero labirinto, dove si aggirano persone di tutti i tipi, dalle donne più o meno velate che fanno la spesa quotidiana ai carretti trainati da asini che trasportano merci improbabili, ai motocarri e motorette cinesi che, Dio (anzi Allah…) sa come, si districano tra gente e animali schiacciandoti contro i muri per evitarli.

Lo spettacolo si ripete nelle altre due città Imperiali che abbiamo visitato nel nostro tragitto: Fes e Meknes, che raggiungiamo dopo il deserto di Zagora e Merzuga a sud e dopo aver nuovamente scavalcato l’Atlante.

Chiudiamo il nostro tour con la visita di Chefchaouen, la Città Azzurra, con una straordinaria medina realmente tutta dipinta di bianco e di azzurro.

L’ultima cavalcata motociclistica ci riporta a Tangeri dove la nostra avventura si chiude. Il giorno successivo l’areo ci riporta a Milano e la nostra Harley, impolverata, sporca lercia (ma carica di gloria!) ci segue dopo un paio di giorni.

Negli occhi ci rimangono i colori del Mediterraneo e del deserto, con le stelle che di notte le puoi quasi toccare.

Nelle narici i mille odori, dalle piantagioni di Argan alle spezie che si vendono e si mangiano ovunque, ai “tajin” fumanti delle specialità gastronomiche per finire alle autentiche puzze insopportabili dei conciatori di pelli di Fes.

Nelle orecchie il vociare e la confusione delle medine, le nenie degli altoparlanti dei minareti che richiamano i fedeli islamici alle ore della preghiera, il frastuono del traffico caotico delle metropoli e i grandi silenzi dei deserti e delle montagne.

Su tutto il ricordo di un viaggio in moto tra i più affascinanti che si possano organizzare e la gioiaa di condividere al ritorno un’esperienza motociclistica ed umana indimenticabile.

Al prossimo moto-tour, inshallah….

 

Roberto, Donatella e la loro

H-D Ultra Limited

Dolomiti Run 2022

Dolomiti Run 2022

Ed eccoci ancora una volta pronti per una nuova avventura tra i passi e le montagne patrimonio dell’Unesco, le Dolomiti!!!!

Ci troviamo di buon’ora il venerdì in concessionaria, pronti e carichi ma con qualche preoccupazione per il clima che non promette un week end all’insegna del sole. Siamo tutti con il cell alla mano a confrontare una varietà quasi infinita di app meteo italiane e non (mi sembra che ci fosse anche una diretta dalla Luna perché da lassù la vista dei movimenti delle nuvole era più precisa J), fino a che Road Davide non dà il segnale della partenza.

Ci muoviamo ordinati con il nostro bel Pack di moto percorrendo le autostrade A8 e A4 fino a Brescia Est dove ci dirigiamo, via Statale 237 verso il lago D’Idro. Superato il lago arriviamo a Tione dove imbocchiamo la statale 239 verso Madonna di Campiglio dove è prevista la sosta pranzo al rifugio Patascoss.

Dopo la pausa Road Davide ci rimette in strada verso il passo della Mendola. Strada suggestiva e di grande impatto per la particolarità del panorama che si para davanti ai nostri occhi. Passiamo in quota sopra il lago di Santa Giustina, dove si può vedere netto l’impatto della siccità di questa caldissima estate, ed i meleti della Val di Non fino ad arrivare al Passo dove, mantenendo la dovuta attenzione ai tornanti della discesa, si può ammirare la piana di Bolzano, il lago di Caldaro e gli estesi vigneti della via del vino.

Passata la caratteristica strada nella roccia del passo scendiamo definitivamente verso Bolzano dove andiamo a trovare gli Amici del Dolomiti presso la concessionaria HD. Arrivati in concessionaria ci prendiamo un po’ di ristoro (birretta per i non astemi ahahah) e salutiamo sia i ragazze/i del Dolomiti Chapter che gli altri Hogger già arrivati ed in arrivo.

Preso commiato ci rechiamo in Hotel per una rapida sistemazione e ritorno in concessionaria per la serata.

Si parte tutti assieme per il Braugarten Forst di Lagundo in val Venosta dove partecipiamo ad una incantevole serata “vegana” a base di stinchi di brontosauri, varietà di salsicce e quanto di più tipico si possa gustare con della buona birra prodotta nell’adiacente birrificio Forst.

Terminata la cena si ritorna in Hotel per il giusto riposo dopo una giornata molto intensa ed appagante discutendo ancora al meteo etc etc (vedi inizio della storia).

Grampasso: Signori, ci fermiamo quando cala il sole.

Pipino: E la colazione?

Grampasso: L’avete fatta.

Pipino: Ne abbiamo fatta una, sì. Ma la seconda colazione?

Merry: Non credo che conosca la seconda colazione.

Pipino: E quella delle undici? Il pranzo? Il tè pomeridiano? La cena! Lo spuntino! Questi li conosce, no?

Merry: Non ci conterei. Pipino!

CIT. “Il Signore Degli Anelli”

Fatta colazione in Hotel si parte per la concessionaria di Bolzano dove al nostro arrivo ci aspetta un’altra colazione con tanto di dolce, salato, bevande varie e abbondante caffè, forse un po’ caldo J ma sicuramente corroborante per la giornata che ci aspetta.

Con teutonica puntualità si parte!!! Si esce da Bolzano e dopo pochi chilometri di strada abbastanza piana si comincia la salita verso il massiccio dello Sciliar muovendoci tutto sommato abbastanza agilmente visto il numero di motorette presenti. Affrontiamo il primo passo di giornata, il passo Pinei, e proseguiamo verso Ortisei e la Val Gardena. Dopo una sosta tattica al Plan De Gralba ci muoviamo per affrontare il passo Gardena, il secondo della giornata, che superiamo agilmente in mezzo ad un panorama mozzafiato di palestre di roccia verticali di notevole bellezza e prati praticamente pettinati dall’operosità dei contadini e allevatori della zona. Il tempo tiene e si prosegue fino a Corvara dove, a differenza dello scorso anno, si piega verso Sud verso il passo Campolongo, il terzo della giornata, e Arabba. Superata Arabba ci si prepara alla salita verso il Passo Pordoi dove è anche prevista la sosta per il pranzo.

La salita è impegnativa ma il meteo è clemente e quindi si viaggia su strada sostanzialmente asciutta che sicuramente aiuta visto la pendenza dell’ascesa. Arriviamo al passo dove le nuvole purtroppo coprono una parte delle cime, parcheggiamo le moto e ci prepariamo per il pranzo. Durante il pranzo la pioggia ci viene a trovare ma fortunatamente siamo al riparo J. Ancora una volta grande consultazione delle diverse App Meteo con intervento da Marte per verificare la perturbazione n. 3 del mese di settembre presente sull’Arabia Saudita meridionale … Ad ogni buon conto ci si barda con le antipioggia e ci si prepara alla partenza.

Si parte con prudenza sulla strada bagnata e poco dopo una pioggia battente ci tiene compagnia nella discesa dal passo. Si prosegue verso Canazei e la val di Fassa dove facciamo una sosta tattica per raggruppare i partecipanti al run dopo l’impegnativa discesa; dopodiché si riparte ancora senza pioggia, sotto un cielo che sta migliorando e che ci fa ben sperare per il proseguimento del run ed a Vigo DI Fassa si imbocca la strada per il quinto passo della giornata il passo di Costalunga. Si sfiora il lago di Carezza e si prosegue spediti verso il passo Nigra che (forse J) è l’ultimo della giornata.

Effettivamente dal passo Nigra si scende verso Bolzano dove in due gruppi si raggiungono sia la concessionaria che la Fiera, luogo dove si terrà l’vento della serata. Ormai il sole sta tramontando J e, dopo 6 passi ed una milionata di curve, possiamo finalmente alleggerire l’abbigliamento inadeguato per il clima che abbiamo trovato in città.

Breve passaggio in Hotel giusto per rinfrescarsi e cominciare e vedere il Derby de Milan, allietato da una bella birretta fresca, che si riparte verso Bozen Downtown per la fiesta!!!

Ci accolgono i Ragazzi del Dolomiti in bellissimi abiti tirolesi e via che si festeggia con un ottimo aperitivo con Birra (Forst) e ottime tartine seguita da una cena tipicamente locale a base di Canederli e Carne, Patate e Funghi…. L’immancabile Strudel di mele conclude la parte culinaria dell’evento. Eppoi si prosegue con musica, balli, premiazione dei Chapter presenti e tante chiacchere tra amici nuovi e ritrovati in una location accogliente ed adeguata all’evento.

A questo punto, visto i due giorni di utilizzo delle varie App Meteo, non fidandosi completamente e per sapere esattamente il secondo in cui partire in moto verso l’hotel, viene interpellata l’associazione cronometristi italiana che, triangolando il tempo di percorrenza delle nuvole sopra Bolzano, la distanza dell’Hotel e la velocità massima di ogni singola moto, ci accende il semaforo verde sullo schieramento di partenza del Bozen GP J

La mattina dopo, tutti pronti per il ritorno, Road Davide dà il segnale di partenza e prima di prendere l’autostrada si passa per la via del vino, con annesso pellegrinaggio al semaforo nascosto, fino a San Michele.

Procediamo spediti, per quanto la A22 lo permetta, e alla prima sosta benzina decidiamo di fermarci per pranzo a La Pacheca di Lazise per poi tornare a casa via A4 e A8.

Ancora una volta l’ospitalità della Concessionaria HD di Bolzano e del Dolomiti Chapter è stata eccezionale che unita alla particolarità paesaggistica e di tradizioni della zona ha reso ancora una volta questo run speciale. Al prossimo!!!

Alberto

7730 Run 2022 Perugia Chapter

7730 Run 2022 Perugia Chapter

Giovedì’ 04/08/2022: bollettino meteo al TG. L’Italia è ancora interessata dall’anticiclone africano: la città più’ calda venerdì e sabato sarà Perugia con una temperatura stimata in 37 gradi. E dove dobbiamo andare noi del Legnano Chapter? A Perugia ovviamente! All’evento 7730 Run 2022!

Ma noi non ci facciamo intimorire da un po’ di calduccio e venerdì alle 8.00 ci troviamo presso la Concessionaria e partiamo alla volta della nostra destinazione. Il viaggio procede senza intoppi, salvo qualche sporadico rallentamento dovuto al traffico ed alle 15 giungiamo in hotel, il tempo di cambiarci e ci tuffiamo in piscina. Gnocco tiene banco con le sue sagaci battute, salvo poi perdere (o ritrovare) un po’ sé stesso cominciando a trafficare con il pozzetto della piscina. A fare cosa nessuno lo ha capito, nemmeno Manu, sua inseparabile metà. Ad ogni modo, dopo tante risate e rinfrescati e brevemente riposati, partiamo per la Concessionaria che ospiterà l’evento.

Già all’arrivo ci rendiamo conto che qui non si scherza: le moto vengono fatte parcheggiare in un’area presidiata da una guardia, se vera od in travestimento non è dato saperlo visto che cominciamo a scorgere diverse persone con abbigliamento bizzarro… Ma non ci facciamo distrarre dall’atmosfera, perché noi abbiamo la missione di arrivare e divertirci e, dopo una breve camminata, arriviamo al ricevimento a ritirare i Rally Pack per il tramite di Manu, la nostra infaticabile Activity. La serata è bella, il Sole inizia a tramontare e si sente uno spiccato profumo di carne alla griglia… al che, come dei segugi affamati, ci avviciniamo e vediamo i volontari del Perugia Chapter tutti vestiti in tenuta da pallavolisti con i nomi stampati sulle loro magliette che stanno preparando vassoi come se non ci fosse un domani e con una linea di cucina da far invidia a Gordon Ramsay. Sono una macchina da guerra! Preparano vassoi con carne alla griglia, fagioli, verdure caponate e pane ad una velocità spaventosa e smaltiscono in brevissimo tempo la fila di persone in coda in attesa di godersi un lauto pasto!

Il tema della serata è basato sugli anni 80 e qui vediamo tutto il repertorio possibile ed immaginabile: dai cartoni animati Pollon, a Star Trek, arriva anche un Chapter con tutti i suoi membri travestiti da Puffi e non manca nemmeno la Puffetta! Intravediamo Hulk, Magnum P.I. (sfortunatamente per noi donne non altrettanto attraente quanto l’originale ma apprezziamo lo sforzo!). Anche L’Ape Maya partecipa all’evento accompagnata da un Calabrone.  Sassi si perde dietro alla ragazza vestita da Lamù, la famosa protagonista di un anime e si dispera per non aver trovato un adeguato travestimento vista la sua barba: gli facciamo notare che è uguale ad uno dei Sette Nani, per cui da qui gli viene affibbiato il soprannome di “Sassolo” anche se siamo fuori tema perché i  Sette Nani non sono certamente anni 80!

Noi donne, invece, osserviamo con interesse Sandokan ed una Wonder Woman un po’ stagionata nel corpo ma non certo nello spirito!

Quando tramonta il Sole si aprono le danze, perdiamo di vista Fazio che si lancia sulla pista in balli scatenati, salvo poi uscirne un’ora dopo con qualche chilo di meno da quanto ha sudato! Ma l’ora si fa tarda e torniamo in albergo per poterci riposare e preparare alla giornata di sabato.

 

La mattina successiva, dopo una rigenerante e cioccolatosa colazione, ci dirigiamo alla Concessionaria, prendiamo la Road Map e partiamo per il Run. Le colline umbre e paesaggi mozzafiato si stagliano tutti intorno a noi, ci fermiamo a scattare qualche foto vicino a degli stupendi campi di girasoli. Dopodiché riprendiamo la strada per recarci a Collazzone, un caratteristico borgo umbro che viene praticamente chiuso per ospitare frotte di motociclisti affamati ed assetati. Nella piazza centrale sono allestite bancarelle con ogni ben di Dio. Ci tuffiamo subito allo stand della porchetta e facciamo incetta di anguria! Mentre siamo accomodati all’ombra sopraggiungono i nostri cari amici del Pescara Chapter e scambiamo quattro goliardiche chiacchere. Nel pomeriggio visita a Spello e alla Basilica di Assisi e poi facciamo rientro in albergo per rinfrescarci e fare un riposino prima dell’evento serale.

Alle 20 ci rechiamo alla location della cena, la splendida Villa Buitoni che dà un’incantevole vista sulla città di Perugia. Appena giunti ai cancelli, tuttavia, abbiamo un problema: per raggiungere la Villa occorre percorrere un breve tratto sterrato e qui partono gli smadonnamenti di Gnocco perché lui il viale sterrato per arrivare alla villa non lo vuole fare per non sporcare la sua splendida moto! Ma i ragazzi del Perugia sono pronti a tutto e lo fanno entrare da un altro ingresso!

Entriamo belli contenti e carichi dopo qualche foto di rito e siamo accolti in un incantevole giardino con piscina e con tutti i tavoli già preassegnati ai vari Chapter. La cena è squisita ed allietata dalla musica di una band di ragazzi davvero bravissimi. Tra balli scatenati ed alcuni temerari che si buttano in piscina nonostante ci sia un certo venticello, passiamo una bellissima serata ed allo scoccare della Mezzanotte come Cenerentola rientriamo in hotel. I coniugi Morlacchi e Fazio hanno ancora la forza di farsi uno shottino prima di andare a dormire, ma se c’è una cosa che ho capito quando si gira con il Chapter è che c’è sempre tempo per divertirsi!

 

La mattina della domenica, dopo aver fatto colazione e preparato il tutto, osserviamo Gnocco alle prese con lo straccetto per la maniacale pulizia del suo elegante mezzo e partiamo alla volta di Cortona. Facciamo un breve giro del Borgo e poi montiamo tutti in sella per tornare a casa. Il viaggio prosegue bene, un po’ di traffico e ci prendiamo anche un pochino di pioggia, ma proprio poca neh! Ma Gnocco deve ripulire ancora la sua adorata Harley. Facciamo sosta a Modena per un breve pranzo e poi tutti a casa!

Altri 1200 km macinati, siamo stanchi ma con la gioia di aver trascorso del bellissimo tempo insieme grazie ad un evento al quale non si può mancare!

Grazie ai ragazzi del Perugia Chapter per averci fatto vivere questa bellissima esperienza! Alla prossima!!

Cinzia

 

FIVE LANDS

FIVE LANDS

Sabato 9 Luglio

‘Mare…. profumo di mareeee… sento che sto lasciandomi andareeee….’
L’avete cantata, né???
Questa volta vi racconto di un run (almeno per me) diverso dal solito: FIVE LANDS destinazione mare!
Sabato mattina, emozionata pensando a come avrei vissuto questo weekend, mi incontro in concessionaria, com’è solito fare, con parte del gruppo.
Stranamente, seppur sveglia dalle 3, arrivo per ultima, saluto e prima che Max dia il via alla partenza (perché puntuale come un orologio svizzero), cerco di fare qualche foto… E niente! … alle 8 si parte!
Strada perfettamente scorrevole, temperatura perfetta, poche moto, tra cui una sola Lady, Cinzia, oramai diventata una biker bravissima; dopo il run di Matera, questo per lei, é il giro del quartiere…
Dopo 150 km finalmente ci fermiamo in autogrill per fare benzina e Max accende il suo cronometro; quindi, scendo velocemente dalla moto per andare in bagno, bere un caffè e fumarmi una sigaretta… Dai che scherzo! Ovviamente so che le tempistiche vanno rispettate.
Comunque usciti dall’autogrill scambiamo due chiacchiere col Chapter del Torino,  incontrati lì perché
anche loro diretti al FIVE LANDS.
Riprendiamo il viaggio con a capo Max che ci guida e Roberto che fa da scopa e dopo poco più di un’ora arriviamo a Riva Trigoso; ci fanno parcheggiare sulla passeggiata del lungo mare…
Ci sono già tante moto e tanta gente e ad accoglierci troviamo anche Grazia e Valentino che, dopo i saluti e baci, con pazienza, ci consegnano tutto il necessario per partecipare all’evento: oltre alla patch, ritiriamo anche i simpatici ed utili gadget e ci prepariamo per il run.
Percorriamo le strade panoramiche del levante ligure, fino ad arrivare a Levanto dove parcheggiamo per poi dirigerci verso il traghetto riservato esclusivamente per noi harleysti; siamo in tanti, provenienti dai vari Chapter d’Italia, tutti uniti dalla stessa passione…
Il battello naviga lungo le cinque terre fino a Vernazza per poi arrivare a Monterosso dove facciamo una sosta per poter pranzare e visitare il piccolo paese, ammirando gli stretti vicoli in salita e le case tutte colorate, caratteristica tipica della Liguria.
Terminato il tempo di visita, mentre ritorniamo verso il traghetto, corro in spiaggia per toccare il mare, come se avessi scoperto la luna e metterci la bandiera! Gli altri mi guardano stupiti e sorridenti anche perché inevitabilmente mi sono bagnata piedi e scarpe.
Felice come una bambina si ritorna a Levanto per rimontare sulle nostre moto ed andare a Riva Trigoso.
Noi del Legnano Chapter, guidati dal nostro Road Captain, andiamo in albergo a Lavagna per poterci rinfrescare e lasciare i bagagli; nel frattempo Max e JJ vanno a vedere la concessionaria del Portofino.
Dopo poco più di un’ora ritornano e riprendo Max perché siamo stati più veloci del suo cronometro… ovviamente ci siamo messi a ridere: è così bello scherzare e farsi due risate.
Torniamo a Riva Trigoso con la via pedonale lungo il mare completamente ‘invasa’ da tantissime Harley, tutte parcheggiate ordinatamente, e gli abitanti del paese ed i turisti, affascinati da questo spettacolo, oltre che ammirare, si fanno pure qualche foto vicino ai bolidi americani.
Un’area é attrezzata con tavoli e panche dove poter mangiare e in un angolo, lo staff del Portofino si è attrezzato con pentoloni dove cucinano la pasta al sugo di pesce e pesciolini fritti; in un altro stand invece, offrono a tutti noi, acqua, birra e focaccia ligure come se non ci fosse un domani…
Finito di cenare il sole inizia a calare e ci regala un tramonto spettacolare sul mare… passeggiamo lungo la via del paese, cercando un posto dove sederci per un caffè, ma i bar, tra turisti e noi harleysti, sono tutti pieni. In uno di questi troviamo dei posti liberi ma un po’ sparsi, inutile è tentare di convincere la barista ad unirli! Ma, grazie al fascino che JJ sfoggia con la barista, riusciamo a spostare tavoli e sedie per far spazio a tutti noi e, per esserle grata, lui e Francesco si occupano del servizio al tavolo portandoci i caffè.
La serata si sta concludendo, ma prima di rientrare in albergo si svolgono le premiazioni dei Chapter intervenuti; faccio una foto al nostro Road e salutiamo lui e JJ perché tornano a casa.

Domenica 10 Luglio

Il giorno dopo purtroppo Cinzia e Marco devono ritornare per un imprevisto e noi, ultimi rimasti, decidiamo di bigiare il run per poter godere qualche ora di sole e di mare, aspettando il ritorno di tutti gli altri partecipanti.
È quasi mezzogiorno, quando sentiamo ad un tratto il rombo inconfondibile di tante Harley in arrivo con lo staff del Portofino già pronto tra i pentoloni per poterci preparare e consegnare il pranzo. E’ piacevole saziarsi seduti al tavolo con vista mare ed è altrettanto gratificante bere ‘litri’ d’acqua e birra visto il caldo; Demis, sempre gentile, si mette a disposizione per fare man mano rifornimento a tutti noi.
Quando si sta bene con le persone che ti circondano, quando ti diverti, il tempo vola via… Sono quasi le tre del pomeriggio e dopo il gelato, il caffè e le ultime chiacchiere con alcuni amici degli altri Chapter, decidiamo di tornare in albergo per ricomporci e partire.
Prima della partenza, la proprietaria del hotel coglie l’occasione per farsi qualche foto sulle nostre Harley perché le piacciono tantissimo; quindi salutiamo e ci avviamo per la strada del ritorno guidati da Francesco.
Insomma direi due giorni come sempre perfetti con un meteo meraviglioso, il mare incantevole, il run, il traghetto e tutti gli amici degli altri Chapter…
Quello che più mi piace di questi run è l’opportunità di poter conoscere meglio alcune persone del proprio Chapter, perché prima magari non ne hai mai avuto occasione, ma soprattutto perché agli eventi si lega di più.
Ogni volta che racconto di queste giornate ci metto il cuore e sorrido…

Lory

Il SEME: 30 ANNI

Il SEME: 30 ANNI

Quando capita l’occasione il Legnano Chapter partecipa sempre volentieri ad incontri benefici e di solidarietà sociale, spesso legati al nostro territorio (ma non solo).

Domenica abbiamo avuto la possibilità di partecipare alla festa organizzata da Il Seme per onorare i 30 anni della propria attività. È una cooperativa sociale che, grazie all’impegno dei primi volontari a partire dagli anni ’70, organizza tutta una serie di iniziative a sostegno di persone con disabilità e delle loro famiglie. Da quello che ho visto domenica, posso dire che hanno fatto tanta strada insieme. Complimenti a loro!

Domenica 5 giugno 2022

Il ritrovo è come sempre alla nostra casa/concessionaria Harley Davidson Legnano. L’orario fissato non richiede particolari sforzi, visto che il Road Max Tacchi lo ha stabilito per le 9.00-9,15 ed infatti arriviamo tutti abbastanza in anticipo e, prima di partire, ci scappa anche un caffettino dalla nostra barista di fiducia. Siamo una ventina di persone, non male. Facciamo l’appello: Marco e Mattia er Patchino, ci sono; Claudio Gnocco e la Manu, Enrico Ferrari ed Antonella, l’ingegnere teatrale dialettale Filippo con Simona presenti ed operativi tempo zero, Enrico Fazio con la figlia Francesca, Alberto Sciukky e poi, bella notizia, anche quattro “quasi” new entry: Antonella, Daniela, Michele e Claudio detto “C” per gli amici (deve avere amici molto sintetici evidentemente). Lungo la strada poi agganceremo Max Visentin ed Erika (già pronta con lo smartphone per riprenderci mentre passiamo. Mitologica!!).

Dobbiamo andare a Cardano al Campo; primo step la Messa alle 10.30 in centro al paese. Sono pochi km ed in una ventina di minuti, andando tranquilli, siamo sul posto. Parcheggiamo praticamente di fronte alla Chiesa e ci dividiamo in due gruppi: la parte devota entra a seguire la Messa, la parte alcolica si dirige al Roxy bar per verificare lo standard qualitativo di Spritz e Prosecco. Mi ci butto anch’io dando grande soddisfazione ai miei tutor etilici Alberto e Marco. Dai commenti direi che il test qualità è stato brillantemente superato.

Mentre il gruppo alcolico attende i “devoti”, compare all’improvviso un uomo con un bambino piccolo: “Scusate, tra di voi c’è anche Stefano Pianezzola?”. Momento di indecisione, rotelle che lentamente girano in testa a cercare la risposta ed un secondo prima che parta il classico “CHI?”, interviene Max Tacchi, guarda caso l’unico che non era entrato nel bar e quindi ancora lucido. “No, lo Chef non c’è. Forse farà un salto nel pomeriggio se riesce a liberarsi”. Mi colpisce un po’ il fatto che ci siano ancora persone che chiamino lo Chef col soprannome che usava da piccolo. Pochi minuti dopo ecco un rombo familiare: è lui o non è lui? Si, è lui! Frank arriva col suo bolide a fare un salutino. Avrebbe voluto partecipare anche lui ma oggi è il giorno della comunione di Martina che, neanche a farlo apposta, compare poco dopo in compagnia della mamma e della nonna. È ovviamente emozionata per la giornata che la attende, ma ben concentrata sul pezzo anche se Enrico Fazio cerca all’improvviso di confonderle le idee: “Rinunci a Satana?”. Lei lo guarda un po’ così, poi stiracchia un sorriso e tira dritto per la sua strada.

Tra un Satana ed un prosecco recuperiamo il gruppo che ha partecipato alla Messa; lo Gnocco brontola con la Manu, lei s’incazza, lui le sorride per stemperare e siamo pronti a ripartire. Quattro curve e raggiungiamo il parcheggio dove ci aspettano le bellissime auto d’epoca che sfileranno davanti a noi nella parata che attraverserà Cardano; in una ventina di minuti percorriamo in formazione le strade del paese, loro eleganti, noi rumorosi ed andiamo poi a sistemare le moto nello spazio interno che ci hanno riservato i ragazzi del Seme.

Giusto il tempo di spegnere le moto e veniamo circondati dai ragazzi e dai volontari entusiasti delle nostre Harley. Poco dopo compare la Manu alle nostre spalle: “Ragazzi, vi presento i signori Pianezzola, i genitori dello Chef” (ed inventori del soprannome Stefano aggiungerei). Anche loro con la stessa maglietta verde degli altri volontari, sono qui a dare una mano per la festa. Grandi!

Il profumo di carne alla griglia cucinata dall’Accademia della costina inizia ad arrivare alle narici, nonostante siano sistemati ad un centinaio di metri da noi, dall’altra parte del piazzale, e decidiamo quindi che è un’ottima ragione per entrare nella palestra adibita oggi a grande sala pranzo. I volontari ci accolgono alla grande come se avessimo fatto chissà che ma onestamente la cosa un po’ ci imbarazza perché è evidente che i fuoriclasse sono loro. È domenica, sono tutti giovani e potrebbero tranquillamente starsene in giro a pensare a loro stessi come la maggior parte dei loro coetanei ed invece sono lì, tantissimi, ad aiutare persone a superare le loro difficoltà e a non rimanere indietro. Troviamo due tavolate riservate a noi, ci posizioniamo e veniamo serviti di tutto punto: prima un antipasto di affettato, mozzarella e pomodori e poi finalmente la sospirata costina con patatine. Alla birra ci pensano gli esperti del gruppo ed in men che non si dica arrivano una trentina di Peroni sul tavolo…. La costina effettivamente è buona e cucinata al punto giusto, per cui teniamoci a memoria per il futuro il nominativo dell’Accademia. Per il fine pasto ritorniamo in “zona Pianezzola” dove gli Chef parents distribuiscono caffè ed amari come se non ci fosse un domani e ci scappa anche la foto di gruppo con loro.

Intanto in zona Accademia, che è la parte aperta al pubblico, iniziano i preparativi delle auto d’epoca per simulare la prova di regolarità e, conseguentemente, ci invitano a trasferire le nostre moto vicino a loro visto che la festa nel pomeriggio si sposterà lì. Provvediamo subito anche perché così abbiamo l’occasione di vederle da vicinissimo. Confermo che sono spettacolari (e costose). Scambiamo due parole con i proprietari, quasi da pari a pari fino a che uno di loro non apre il cofano motore. A quel punto tiriamo giù le orecchie e sbaviamo per un bel quarto d’ora: 1-0 per lui e fischio finale.

Ciondoliamo un po’ in giro, il caldo si sente e facciamo un pit stop in gelateria. Purtroppo, però, il cielo s’imbruttisce all’improvviso e pericolosamente; sui social locali iniziano ad uscire allerta meteo e decidiamo quindi che sarebbe una cosa molto intelligente riaccendere le belve e dirigerci verso casa. Il Road con molta magnanimità ci autorizza mentre lui, stoico, rimane lì insieme al Max Vise ed Erika. Come sempre salutiamo tutti i presenti rombando, ci avviamo ed in pochi minuti sistemiamo le moto nei rispettivi garage.

Chiudo ringraziando tutti i partecipanti perché è stata veramente una bella giornata che in molti, una volta rientrati a casa, hanno proposto di fare più frequentemente anche perché aiuta tutti a tenere i piedi per terra e ad apprezzare le cose veramente importanti che invece tendiamo a dare per scontato nella vita frenetica di tutti i giorni.

Vorrei salutarvi ma mio fratello, Dario il Perfido, mi fa bastardamente notare che tanto per cambiare sono riuscito a stare in giro col Chapter per tutta la giornata e come al solito a non comparire neanche in mezza foto. La verità è che sono campione olimpico indiscusso nell’essere sempre nel posto sbagliato. A settembre mi giocherò i mondiali con un giapponese che a nascondino beccano sempre per primo.

 

Alla prossima (che poi sarà il nostro compleanno The Great Show! Non potete mancare perché se no vi vengono a prendere lo Sheriff e BellaSimo). Ciao!

Davide

La… Ghè Sem! 2K22

La… Ghè Sem! 2K22

Dopo un venerdì freddo e piovoso, il sabato mattina è iniziato nel migliore dei modi: sole e temperatura mite, La Harley chiama dal garage e in men che non si dica ci ritroviamo con i cari Enrico e Giuseppe per le 8.10 alla nostra sede HD Legnano. Alle 8.20 siamo già pronti sulla A9 verso Alzate Brianza, sede del Como Lake Chapter, per un’ottima colazione con cappuccino e brioches fresche di pasticceria. Abbiamo giusto il tempo di aspettare gli altri Chapter e fare un giro all’interno della concessionaria, che il piazzale si riempie di rombanti HD. Le 10:30 arrivano subito mentre si organizza una partenza ordinata verso il colle Brianza ad est del lago di Lecco; tra strade collinari e verdi vallate ci dirigiamo poi verso la Valsassina, a Pasturo, dove ci attende Carozzi, noto produttore di formaggi di qualità della zona, che ci ospita per il pranzo. Nel suo piazzale antistante, che viene subito riempito da circa 200 Harley con scintillanti cromature ed i nuovi motori “All Black”, il pranzo ha inizio con delle confezioni di formaggi, taleggio, gorgonzola, quartirolo, salame e un tipo di bresaola locale che si scioglie in bocca, seguiti poi dai pizzoccheri come tradizione vuole e, per finire, un ottimo gelato, sempre prodotto da loro.

La giornata riparte verso le 15.30 in direzione Bellano; ora il caldo si fa sentire, soprattutto dopo i brindisi indetti dal Treviso e Versilia Chapter particolarmente attenti alle loro tradizioni imposte del Prosecco e movida…. Arrivati a Bellano il pomeriggio è fitto di impegni; dopo aver riempito il parcheggio del Palasole, riservato per noi, iniziamo una serie di attività molto interessanti, tra cui l’escursione con la lucia. È una nota imbarcazione da pesca Lariana che prende il nome da Lucia Mondella dei Promessi sposi del Manzoni, secondo il quale sarebbe stata la barca usata per la fuga da Pescarenico e quindi da Don Rodrigo, mentre nella realtà era usata dai pescatori Lariani del tempo per le sue caratteristiche del fondo piatto e una piccola tettoia per ripararsi dalle intemperie.

Oltre all’escursione è possibile visitare anche gli Orridi di Bellano, meta consigliata per allontanarsi dalla calura pomeridiana al fresco delle acque che scendono verso il lago attraverso gole scavate nella roccia durante i secoli.

Alle 18 ci aspetta la gara con le Lucie, a cui partecipano agguerriti Chapter marinai (Genova, Versilia, Napoli) e, col Varese e Tridentvm, anche niente poco di meno che il Legnano che, per tenere alto il nome, ha partecipato insieme agli agguerriti Hogger rematori. La vittoria è andata al Versilia Chapter; diciamo che abbiamo perso per colpa delle onde di un traghetto appena partito….

Arriva l’ora di cena che inizia con un abbondante aperitivo di spritz e prosecco, servito con degli ottimi antipasti preparati da dei giovanissimi ragazzi della scuola alberghiera Lariana che promettono un futuro da master chef; il tutto abbellito dalla cornice del tramonto sul lago di Lecco, con a fianco un fresco torrente che s’immette nel lago, un angolo di paradiso….

Per smaltire l’abbondante cena iniziano a suonare un gruppo scelto dal Como Lake che inizia un repertorio di Led Zeppelin, Deep Purple, Metallica e sul finire, il mio inno biker, niente poco di meno che gli Steppenwolf con “Born to be wild”: qui ho dovuto correre anch’io verso il palco per onorare quest’ode biker!

Arrivato il momento delle premiazioni il Versilia Chapter viene premiato con un originale miniatura di lucia realizzata da un artigiano locale e, a seguire, i Chapter presenti nella giornata di sabato tra cui: Tridentvm, Country Road, Route 76 (nostri vicini di tavolo), Riccione, Napoli, Versilia, Portofino, Varese, Alba, Augusta Taurinorum, American Torino  e Genova, Il Secretary del Como Lake mi ha detto che tra venerdì e sabato  hanno contato 18 Chapter intervenuti ad onorare il loro compleanno. Come tradizione, dopo i saluti finali e lo scambio dei regali, non potevano mancare i fuochi d’artificio per chiudere davvero con il botto un fantastico compleanno sul lago di Lecco.

Per concludere io e Liliana vogliamo ringraziare il nostro grande Road Captain Enrico, che ci ha guidato con la musica azzeccata della sua Harley per il tragitto e Giuseppe altra colonna storica del nostro Chapter. Arrivederci a tutti al prossimo anno per un run a due passi da noi che davvero merita per paesaggi e prodotti gastronomici.

See you next run!

Marco e Liliana

GARDA RIDE’N FUN

GARDA RIDE’N FUN

Un evento di due date … ha bisogno di più penne per essere raccontato! 

Paola&Fulvio insieme a Davide ci raccontanto l’evento del Brescia Chapter.

Sabato 21 Maggio 2022

Questo breve racconto è dedicato al nostro DAVIDE (Editor in prova) che con la sua simpatia, perseveranza, cortesia e supplica ha permesso l’incredibile…farci scrivere!!

La partenza è prevista per sabato 21 alle 10 dal concessionario… In realtà partono il nostro Road Captain Enrico Parolo insieme ad Alberto, Elena, Yasmine, Demis ed i ragazzi del Licata Chapter – con i quali abbiamo cenato insieme la sera precedente – mentre noi abbiamo un pit stop tecnico in officina Harley per cambio gomma. Dopo essere stati raggiunti dai nostri compari piemontesi Vittorio e Sabrina, partiamo anche noi con destinazione Padenghe al West Garda Hotel per riunirci al gruppo che, nel frattempo, ha visto l’arrivo di Massimo.

L’accoglienza alla concessionaria Harley Davidson di Brescia è festosa e golosa…nessuno di noi rinuncia ai ghiaccioli, provvidenziali visto il caldo. Incontriamo i Chapter di Palermo, Roma, Tirreno, Augusta. Genova, Alba…e molti altri con i quali, scortati dalla polizia in moto per uscire dalla città, partiamo per il run che si snoda sulle colline del sud ovest del lago di Garda tra uliveti e viste panoramiche passando da Salò a Gardone Riviera con il suo Vittoriale degli Italiani, terminando dopo circa due ore al Coco Beach Club di Lonato del Garda per la serata.

Il run sarà ricordato anche dai corridori della gara ciclistica che abbiamo interrotto inserendoci nel loro tragitto, obbligandoli a fermarsi. Ora potete dar libero sfogo all’immaginazione pensando alle amenità che hanno urlato, ai gesti di affetto e benevolenza nei confronti degli Harleysti, tra lo stupore dei movieri di gara che segnalavano, sbalorditi, il passaggio di motociclisti invece che ciclisti! Nonostante questo imprevisto, il gruppo strada del Brescia Chapter è stato impeccabile nella gestione della sicurezza e dell’organizzazione.

Arrivati accaldati e sudati al Coco Beach, noi piemontesi, sprovvisti del braccialetto di riconoscimento per l’accesso ancora in possesso di Enrico, restiamo sul piazzale del parcheggio sorvegliati dal buttafuori che ci credeva imbucati. Solo la telefonata di salvataggio da parte di Enrico alla Director del Brescia Chapter, ci permette l’ingresso ma, poco dopo, scopriamo di non avere i ticket necessari per la consumazione. Sempre più disidratati, cerchiamo di comprare qualsiasi bevanda fresca ma l’assenza della cassiera ha reso impossibile l’impresa. Rassegnati, attendiamo l’arrivo dei nostri compari legnanesi. Risolta la sete, la serata prosegue splendidamente in una location invidiabile con musica, spettacoli e balli in un clima da piena estate.

Vengono premiati i Chapter partendo dai più lontani che non saranno presenti per il run domenicale causa rientri. Alla fine, stanchi ma rinfrancati dalla serata, torniamo verso le nostre stanze a Padenghe per recuperare le energie necessarie ad affrontare il Run del giorno dopo.

Paola e Fulvio

 

Domenica 22 Maggio 2022         

Ed eccomi qua, sveglio come un grillo. Io la guardo e lei mi guarda. Ha questi enormi numeri arancioni che illuminano la camera come uno stadio e quando mi giro sul lato destro me li spara dritto in mezzo agli occhi. Potrei effettivamente cambiarla con qualcosa di meno invasivo ma in certe situazioni è comodo – per esempio quando decido di alzarmi al buio mi evita di rimbalzare contro i mobili come un Roomba rincoglionito.

Però sono le 5.59. Forse mi conviene allungare il braccio e bloccarla prima che… mmmm… Troppo tardi, troppo lento ed ecco subito pronta Radio Sportiva. Il conduttore sta intervistando un tifoso VIP del Milan che pregusta già lo Scudetto e mi sorge spontanea una domanda: ma un interista che si alza alle sei della domenica mattina è evidente che ha già i suoi problemi e la prima cosa che deve sentire deve proprio essere un tifoso del Milan che gongola? Brutti presagi… Però alcuni del Sassuolo hanno detto che si impegneranno perché non vogliono fare brutta figura… Vediamo….

Tra una speranza e l’altra arriva in un attimo il momento di andare verso la concessionaria, anche perché se arrivo tardi mi faccio rampognare dal Max Tacchi. Giubbotto, casco, broooom e via! Più tardi farà sicuramente un caldo boia ma per adesso l’aria è frizzantina.

Dopo due mesi che a causa di vicissitudini paterne non ho potuto mettermi in strada insieme al resto del Chapter, devo ammettere che non vedo l’ora. Altroché farmi svegliare…

Neanche a farlo apposta arrivo insieme proprio al Road Captain di cui sopra ma lui è già in maniche corte da macho, a braccia alte aggrappato al suo ape hanger; subito spiegato in un’immagine perché lui è un Road ed io un editor in prova col giubbotto e lo scaldacollo 😊. L’entrata in scena è importante quando arriviamo da qualche parte. La Lory e Tony sono come sempre già qui visto che lei, svegliandosi alle 3, fa in tempo a prepararsi, riassettare casa, imbiancare la sala e sostituire la moquette dei vicini, se no vengono gli acari. A ruota arrivano Giuseppe, Michele, Max, Alberto, Davide+Serena, Tiziano+Maristella e poco dopo Manuel con Sara. Check delle presenze, ci siamo tutti e via che ci dirigiamo verso l’autostrada, direzione Sirmione.

Il viaggio è molto lineare visto che non c’è particolare traffico ed in circa un’oretta e mezza – giusto un attimo prima che i maroni tocchino l’asfalto per la noia – compare l’uscita che ci riguarda e dieci minuti dopo siamo addirittura già dentro il Garda Village, punto di partenza per il Run organizzato dal Brescia Chapter.

Facciamo appena in tempo a toglierci il casco e ad individuare gli altri soci del Legnano Chapter arrivati il giorno prima, che bisogna riaccendere i motori e partire. Sembra siano circa 300 le moto presenti che sono arrivate dalle varie Regioni italiane. Il gruppo strada del Brescia avrà il suo bel daffare e sinceramente si rivelano bravissimi, organizzati e previdenti.

Il Run, sotto un caldo bestiale, è un salire, scendere e curvare tra i vari paesini in collina e quelli sulle rive del Lago di Garda, in mezzo ad uliveti, vigneti e villeggianti con lo smartphone in mano (anche questi ultimi coltivati sul posto, credo, visto che sono tantissimi). Padenghe, Polpenazze, Puegnago, Cunettone, Calvagese, Bedizzole ed infine Mazzano, dove arriviamo alla splendida Villa Mazzucchelli, monumento nazionale, per il pranzo ed i festeggiamenti.

Dalle foto che pubblicherà il webmaster si vedrà meglio la bellezza della villa, difficile da spiegare per iscritto. Costruita nel Settecento, già il solo salone centrale dove entrano tutti gli ospiti di questo evento, e dove troviamo poi anche i tre tavoli riservati per noi del Legnano, è incredibilmente ampio. Solo Enrico, il nostro punto di riferimento odierno, secondo me non si scompone perché la sua sala cinema compete alla grande. Da questo salone poi si diramano altre stanze che a loro volta portano in altre ancora, sempre di altissimo livello estetico, che accolgono tutti i tavoli dei vari Chapter. La villa si sviluppa su tre piani ma per tutti noi, che siamo centinaia, ne basta uno. Ad ogni movimento dello sguardo incroci affreschi, sculture ed oggetti dell’epoca e la sensazione di “stare” in mezzo alla Storia è proprio nitida. Anzi, come direbbe Parrello: “indimenticabile”.

Come noi abbiamo il Gruppo Strada, la Villa ha il suo Gruppo Sala: gentilissimi, veloci e soprattutto pazienti col Galli e Tiziano che ogni dieci minuti ne chiamano uno a rapporto. Il menu è all’altezza del posto, sia i piatti che il vino della cantina Avanzi.

Il pranzo scorre in allegria, come sempre ci succede quando siamo insieme, e dopo il secondo piatto (Guancetta di Mora Romagnola con polenta di Storo tanto per capirci), veniamo invitati nel parco secolare sul retro della villa. Curatissimo ed immenso, chiama una sensazione di pace e relax pazzesca. Peccato che siamo metà di mille, quindi per la pace e relax sarà per un’altra volta. La direttrice del Brescia Chapter si posiziona in cima alla scalinata che dà sul parco e richiama l’attenzione di tutti; vista dal basso, sembra che stia su un balcone del Ventennio ma lei è simpaticissima ed intelligente ed i discorsi che pronuncia sono di amicizia e fratellanza Harley. Ad uno ad uno i responsabili dei 14 Chapter presenti oggi vengono chiamati sul pseudo-balcone per le premiazioni ed un attimo dopo siamo tutti lanciati sulla buonissima torta.

Ancora qualche bollicina, un caffè ed è ormai il momento di avviarci verso casa. Il viaggio di ritorno è un pelo più trafficato ma Enrico Parolo si divincola con classe e ci porta in tempi rapidi nelle nostre zone. Siamo tutti un po’ stanchini per il gran caldo per cui decidiamo di saltare il ritorno in concessionaria e di salutarci man mano che raggiungiamo le nostre uscite autostradali e per le 18.00 sono già sul divano, carico di speranza, per l’inizio delle partite decisive. Dopo soli 36 minuti la speranza è già finita: il Milan vince 3-0. Temo che quelli del Sassuolo che volevano impegnarsi si siano dimenticati di avvertire il resto della squadra. Amen, ci riproveremo la prossima stagione perché il bello dello sport è proprio questo: puoi sempre riprovarci.

Grazie a tutti per la bellissima giornata. È veramente sempre un piacere stare insieme a voi. Ciao ed alla prossima!

Davide

XII Ombelico del Mondo

XII Ombelico del Mondo

Il mondo è meraviglioso, ma il run L’Ombelico del mondo è da rimanere senza parole. Un’avventura che non ti lascia tregua, dove si intrecciano emozioni continue. Sin dalla partenza tutto viene avvolto da atmosfera contagiosa con uno stato d’animo che non ti abbandonerà mai: l’allegria. Il sorriso delle persone si presenta già all’arrivo nel primo piazzale di ritrovo prima di imboccare l’autostrada per Genova dove ci aspetta l’imbarco sulla nave della compagnia GNV. Il programma, ben scandito dal Road capitan Enrico prima della partenza, trova subito delle carenze: il Parrello si dimentica le carte da gioco! Lo Gnocco fulmina il Parrello che da buon novello comincia una caccia al mazzo di carte che fortunatamente trova in un negozio dell’Autogrill. Si può partire! Road Enrico seguito dalle nostre ladies Emanuela, Marty, Elena e Monica seguite dal Parrello con Mariangela e Valentino e Mariagrazia e, infine, il mitico Gnocco che cura ogni nostra mossa. Nelia decide che cotanto gruppo necessita di un tender di supporto; quindi, parte con una auto bianca dalle forme arrotondate che agile come una tigre morde la strada per raggiungerci a Genova all’imbarco. Appena Il tempo di scendere dalle moto che un rombo ci fa alzare lo sguardo, una compagnia di bikers proveniente da Torino ci saluta con entusiasmo. Il tempo trascorre rapido e senza accorgersi siamo già in cabina. La partenza è sempre una emozione, la nave lascia le luci di Genova alle spalle rapidamente ed una luna piena ci inonda con la sua energia magica che lo Gnocco cattura con una fotografia che solo lui poteva inventare. Sul ponte della nave siamo invitati dai nostri amici di Torino che, come un mago esperto, fanno uscire dalle loro borse ogni genere di cibo, vino e non dico altro. Mi rendo conto che quel meraviglioso oggetto parcheggiato nella stiva mi ha fatto entrare in un mondo dove chi lo possiede non crea più differenze e lo dimostra perché la felicità della condivisione è spontanea. Immediatamente Cornelia grazie al suo tender di supporto come dicono i nostri amici di Palermo “esce” delle bontà inaspettate tra cui spiccano delle bottiglie di prima qualità. Iniziano i brindisi, si alzano i calici e si inneggia ai nostri vessilli, non mancano le danze, anche perché un dj, non improvvisato, mixa canzoni di ogni genere. Quando le donne si ritirano i duri incominciano giocare; il Parrello piazza sul tavolo le carte e si tira tardi. Il bello che dopo ore di gioco non si è capito chi abbia vinto. La traversata del mare Mediterraneo è tranquilla, ritmata da onde lunghe e da un sole che ci scalda sempre in compagnia dei nostri compagni di Torino dai quali ci si separa allo sbarco. Mentre loro si dirigono nel centro di Palermo noi con destrezza e abilità percorriamo le strade di Palermo per raggiungere Autostrada che ci conduce alla Perla del Golfo a Terrasini. La cena preannuncia che in Sicilia con il cibo non si scherza: antipasto, primo, secondo con pesce di ottima qualità. Ormai convinti che fosse l’ora del caffè, il maître ci ricorda che il dolce sta arrivando. Ma secondo voi ne è rimasto un pezzetto? Il risveglio ci lascia tutti a bocca aperta le nostre stanze danno sul mare e il sole brilla su uno scenario incantevole. Si preannuncia una grande giornata. Dopo una frugale colazione…. il Vale non contento della brioche semplice la imbottisce di nutella e dopo un paio di bocconi si stampa due baffi da fare invidia a Salvador Dalì. Il fischio del Road ci richiama alla partenza. Le nostre moto seguite dal tender guidato dalla Cornelia partono verso il castello di Mussomeli, fortezza costruita tra il XIV e il XV secolo. Lo scenario che nel primo pezzo attraversa alcune città dell’entroterra siciliano ad un certo punto si trasforma in un paesaggio collinare con diverse sfumature di verde inaspettato. Come da programma, il Road ci porta alle 12 in punto per la visita guidata del castello che si erge su una rocca calcarea dalla cui vetta si domina una valle dalla vista indimenticabile. La guida con una professionalità impeccabile incomincia la descrizione minuziosa delle varie sale, ma immediatamente capisce che dietro quella parvenza di serie persone si cela un animo di bambini monelli; infatti, iniziano gli scherzi, le battute e le risate che contagiano anche lei fino al punto che alla fine il racconto passa dalla storia alla leggenda con tutti i suoi retroscena. L’allegria sviluppa un appetito che con i nostri stomaci che brontolano ci ricorda che è ora di metter i piedi sotto il tavolo. Lo Gnocco prende in mano la situazione e in pochi minuti siamo in un rinomato ristorante per un pranzo con specialità siciliane. Il ritorno a casa trova un imprevisto, una strada interrotta, il navigatore impazzisce e ci perdiamo. Come al solito l’imprevisto si trasforma in un’opportunità perché la strada si staglia tra colline che attraversiamo lentamente a contemplare la meravigliosa natura che circonda. Quando il navigatore riprende il segnale, raggiungiamo Corleone per una breve tappa prima del rientro in Hotel. La cena conclude una giornata indimenticabile. Ah, dimenticavo il dolce: una cassata da urlo. La notte è lunga e la digestione richiede un aiuto; quindi, armati di carte e digestivo, iniziamo a giocare alternando racconti che producono risate con le lacrime agli occhi. Al risveglio il sole, che fino a quel momento ci ha accompagnato, lascia il posto a un vento caldo ma forte che ci fa decidere per una giornata di visita alla città di Monreale il cui duomo ci ruba il cuore con i suoi mosaici che lo rendono unico al mondo. Dopo un pranzo nei famosi locali di street food di Palermo, proseguiamo la visita della città che ci assorbe per tutto il pomeriggio. Stanchi e contenti torniamo in albergo. Ormai pensando di esserci abituati al cibo siciliano, eccoci subito smentiti con antipasto di fritto misto fumante seguito da primo e secondo ed il “solito “dolce fantastico. Ormai la signora proprietaria dell’Hotel ci considera di casa e ci fa accomodare con tutti i comfort necessari per affrontare la serata nella nostra sala privata. Il venerdì il rombo delle Harley invade il piazzale dell’Hotel: la festa organizzata dal Palermo Chapter ha inizio. L’ombelico del mondo viene raggiunto da vessilli provenienti da tutta Italia. Noi veniamo raggiunti dai nuovi arrivi ed il Legnano Chapter è al gran completo: Carlo, il Chiodo, i due Enrico, Filippo e il Road Foley. L’Accoglienza è degna dei siciliani: come degli amici che si rincontrano dopo tanto tempo gli abbracci e le strette di mano tipiche dei bikers HD si intrecciano in continuazione. Il rombo fantastico delle moto continua interrotto per tutto il pomeriggio, ormai ogni angolo è occupato dalle nostre Harley dai colori scintillanti Alle 19 si parte per raggiungere il luogo della festa. Il sole, calando, lascia nel cielo i colori del tramonto che si uniscono alla musica dei nostri motori. Questo concerto fa venire i brividi per l’emozione. Lentamente il serpentone di moto si snoda per le strade di Terrasini e raggiungiamo una birreria al cui interno ritroviamo diverse postazioni che dispensano cibi tipici del territorio. Centinaia di persone affamate e neanche una fila, la birra comincia scorrere, i decibel della musica salgono, ormai non esistono più estranei perché siamo tutti insieme con le nostre patch che danzano al ritmo incalzante di canzoni di ogni genere che ci accompagnano fino notte tarda. La mattina dopo ci si ritrova, da veri duri, presto perché il Legnano Chapter, con gli amici del Vicenza, capitanato dal Road Captain Paolo ci porterà a scoprire uno degli angoli più belli del mondo. Il sole scalda sin dalle prime ore del mattino e il nostro gruppo parte in anticipo per poi ricongiungersi con tutti gli altri per l’ora di pranzo a Segesta, sede di uno dei templi ancora intatti in una valle verdeggiante mozzafiato. Usciti dall’Hotel, dopo poche curve, si incomincia a percorrere la litoranea che porta a Castellammare del Golfo. I nostri sensi percepiscono ogni meraviglia del posto i profumi della macchia mediterranea si fondono con i colori del mare che sfumano in un cielo di un azzurro intenso. Ogni curva svela una sorpresa e proseguiamo fino a San Vito lo Capo dove una terrazza sul mare impone una tappa obbligatoria. Le nostre retine imprimono nel cervello delle immagini indimenticabili che la memoria conserverà per sempre. Il paese di San Vito lo Capo si affaccia su una spiaggia bianca dove i primi segni della estate imminente si incominciano a percepire. Il tempo di un caffè e si riparte per raggiungere gli altri a Segesta dove un ristorante, posto su altura che domina la valle del tempio, ci accoglie per un pranzo preceduto da un buffet ricco di ogni prelibatezza ed un ottimo vino. Durante il pranzo, i cori e gli olè con brindisi senza intervallo si diffondono per la sala. L’allegria ormai ha contagiato tutti e ci fa trascorrere mischiandoci nei tavoli, contraddistinti dalle bandiere dei vari Chapter, le ore del pomeriggio. Solo a quel punto ti rendi conto che la vera festa quella che scandirà e suggellerà il run L’Ombelico del mondo deve ancora iniziare. Ragazzi questa esperienza una volta nella vita bisogna provarla! Doccia e pronti per ripartire. Il Resort che ci accoglie per la serata è preparato in modo molto accurato per una festa indimenticabile. La cena: un optional! Infatti, un gruppo rock e non solo rock inizia a suonare da subito. Un concerto con tutti gli amici HD che ballano. Le portate al tavolo impongono delle pause di breve durata. Prima del dolce vengono premiati per la partecipazione tutti i directors dei numerosi Chapter HD presenti; il Chapter di Legnano, ci è stato fatto notare, era l’unico Chapter Lombardo a partecipare a questa grande festa. Un discorso molto emozionante e coinvolgente del Director del Palermo Chapter ci riporta alla realtà; qualche lacrima spunta per l’emozione, gli applausi e la commozione esprimono tutto il ringraziamento di ognuno di noi. La cena si conclude con la classica cassata siciliana. Le torte, delle magnifiche Cassate di diverse dimensioni, vengono portate in una sorta di processione da diversi camerieri in divisa elegante, preceduta da una maestosa e scenografica torta Cassata enorme con un quadro disegnato rappresentante il Palermo Chapter tanto che un artista non avrebbe fatto di meglio. Che dire… se non fosse stata una bontà dopo tutto il mangiare di quei giorni sarebbe rimasta tutta; invece, i piatti vuoti parlavano da soli. Ormai l’ora tarda per i più scandiva il termine della serata e solo i più “duri” continuavano in Hotel i festeggiamenti fino a notte fonda. E come gli eroi dei combattimenti il giorno dopo raccontano le loro imprese anche i nostri “duri” ci racconteranno il seguito della serata. La ripartenza è ormai prossima ma nessun segno di tristezza; una allegria spensierata ci accompagna nei preparativi della partenza, anche perché la nave ci aspetta al porto, ma con noi ci sarà una compagnia straordinaria e una sorpresa. Imbarcati e preso possesso della cabina, dopo pochi minuti eccoci in una saletta privata per una festa finale con gli amici molto simpatici del Vicenza Chapter. La mitica Cornelia, con il suo fedele “tender” ed accompagnata dalla Copilota Mariangela, nella mattinata procurano un bottino spettacolare di specialità siciliane che in pochi minuti vengono distribuiti sui tavoli, mentre gli amici del Vicenza tirano fuori dalle loro borse da MOTO l’inimmaginabile. Si mangia e si beve in compagnia fino a sazietà. Poi il nostro mitico Road, acclamato da tutti, inizia con maestria a raccontare delle barzellette che ci tolgono il fiato dal ridere. Non poteva finire meglio. Il giorno dopo il viaggio sarà impegnativo perché la nave ci porta a Civitavecchia e da lì il ritorno a casa sarà di molti chilometri. Tutti a nanna, quindi, perché la sveglia sarà alle 6.30. Alle 8.30 siamo pronti per la partenza, il Road Captain dà il comando per il via e le Ladies HD, con le quali mi complimento perché si sono dimostrate sempre straordinarie, si incolonnano seguite da tutti noi. Il viaggio è come al solito organizzato alla perfezione. Le tappe stabilite con precisione per i rifornimenti ed i Safety Officers, distribuiti tra di noi a protezione e prevenzione di ogni eventualità, ti creano un senso di sicurezza e soprattutto ti fanno comprendere che noi apparteniamo ad un gruppo dove il senso dello stare insieme ha un valore e un significato che raramente si trova. La moto, l’Harley, una vacanza, permettono di far nascere un’amicizia vera con le persone con cui si condivide lo stesso spirito. Questo lo noti soprattutto quando, ormai arrivati in prossimità della meta, un po’ alla volta ci si stacca come uno stormo che ha volato in modo ordinato e con una massima disciplina per tornare a casa ed ogni volta che uno si stacca viene salutato con entusiasmo e un’emozione che sentivo essere condivisa da tutti. Ringrazio tutti di cuore. Ognuno di voi mi ha regalato un pezzetto di felicità durante questa vacanza che resterà nella mia memoria e nel mio cuore per sempre. Ah, dimenticavo: il “tender” della Cornelia mi ha permesso di affrontare il viaggio di ritorno con più facilità e tranquillità perché ha trasportato non solo il mio bagaglio ma anche la mia adorata mogliettina. A Cornelia, Lady HD Officer e amica, dedico perciò un ringraziamento speciale che penso sia condiviso da tutti.

Daniele

Socc’mel che run 2022

Socc’mel che run 2022

Altro giro, altra corsa!
No… Non sto parlando delle giostre, ma del nostro Chapter on the road!
Potrei sembrare banale a raccontare le stesse cose…. ci siamo incontrati in concessionaria… eravamo entusiasti…. il caldo… il freddo… ma non è così: ogni volta le emozioni sono diverse quanto i Run che ci aspettano.
E’ il 9 aprile ed il viaggio in programma ci porterà a Bologna per due giorni da trascorrere insieme ed inizio già ad immaginare l’avventura che ci aspetta…
L’incontro in concessionaria è alle 9, ma io sono già sveglia dalle 5 (te pareva!), corro più veloce dell’orologio! Sono un misto di adrenalina ed ansia perché continuo a rassicurarmi di aver preparato e preso tutto ciò che mi potrà servire.
Alle 7:30 io e Tony siamo già fuori casa, ammazziamo il tempo facendo il pieno alla moto….la colazione in un bar…una sigaretta quando, finalmente arrivati in concessionaria, vediamo arrivare gli altri.
Subito dopo i saluti inizio a stressarli con le prime foto! Quindi, dopo un altro caffè, le ultime disposizioni e la pazienza delle pose da me richieste, partiamo.
Trascorse due ore e mezza di viaggio arriviamo alla concessionaria Harley Davidson di Bologna dove troviamo già tantissimi bikers provenienti da ogni dove ed ancora ne stanno arrivando! Veniamo accolti con un brunch arricchito di stuzzichini e bevande organizzato per tutti i presenti e, tra un boccone e l’altro, si scambiano quattro chiacchiere con gli amici ritrovati degli altri Chapter; mi diverto anche a guardare e fotografare alcuni modelli di moto particolari, una Jeep Renegade con tanto di scritta Harley Davidson su tutta la fiancata ed anche due moto dei Carabinieri.
Alle 15 il Road Captain del Bologna Chapter – con un microfono, ovviamente, per farsi sentire in quel casino – ci invita a prepararci ed a posizionarci per la partenza del Run che hanno organizzato.
Ora… provate a immaginare ben 23 chapter, 400 biker e sicuramente almeno 350 moto (se non di più) allineate tutte in fila per due… (col resto di uno, che sono io senza! Va beh…)
Nonostante fossimo in tanti, il gruppo dei Safety Roadè stato bravissimo e ci hanno fatto viaggiare in sicurezza; inoltre eravamo scortati dai due carabinieri già presenti in concessionaria. Wow! Quasi quasi mi sentivo importante.
Abbiamo percorso 90 km tra i colli bolognesi e nonostante la giornata incerta abbiamo potuto ammirare un bellissimo gioco di colori tra l’azzurro del cielo e il verde delle valli, tratti con alti lati rocciosi e un fiumiciattolo che abbiamo affiancato più volte. Tra una curva e l’altra arriviamo verso le 17 a Castel San Pietro Terme ed il tempo, che fin lì era stato clemente, proprio in quel momento iniziò a peggiorare per fortuna solo con una leggera pioggia.
Come un esercito in marcia, a bassa velocità su un lungo viale alberato, ci dirigiamo verso tre hotel l’uno adiacente all’altro. C’è chi si occupa di far parcheggiare le moto ordinatamente ed infine ogni Chapter si reca al proprio hotel assegnato per fare il check in. Il tempo di una doccia, un’oretta abbondante per riprenderci e prepararci per la serata.
Alle 18 all’interno del hotel Castello Centro Artemide inizia l’aperitivo… quando entro nella sala vedo, anzi intravedo, due tavolate con vassoi contenenti stuzzichini di ogni genere, bibite e spumante nelle flute. Con tutta quella gente intorno inizio a dubitare di trovare ancora qualcosa nei vassoi, ma io e Rosy di certo non ci fermiamo davanti a tutti loro e andando tra una tavolata e l’altra ci deliziamo il palato.
La cosa divertente di questo evento è il dress code richiesto: “Abbigliamento anni 20”.

Nella sala già si notano alcuni uomini e donne vestiti da gangster e pupe che ovviamente non posso fare a meno di fotografare! Poi noi due, che ci siamo adeguate più semplicemente con degli accessori adatti all’outfit.
È quasi ora di cena, ma i nostri soci del Legnano Chapter ancora non si vedono! Però mi ritrovo intorno i due carabinieri … bodyguard fino alla fine!
Un incaricato travestito da poliziotto americano, provvisto di microfono e molto simpatico, inizia a chiamare i vari Chapter in ordine alfabetico per farli accomodare al tavolo assegnato loro accompagnati da un hostess di sala; ad ogni chiamata si alza un “OLEEEE” ma ecco che al nostro turno… ci presentiamo solo io e Rosy!!! Il (finto) poliziotto, spalancando gli occhi perché sorpreso, ci chiede: ‘ma siete solo in due?’. Rispondiamo ovviamente di no e che il resto del gruppo sta arrivando! Insomma, ci ha fatto sorridere perché a questo punto al microfono ha detto: “fate entrare le due gnocche del Legnano” e non sapevamo se sentirci imbarazzate od onorate.
La sala è immensa con tanto di palco dove una band ci intrattiene con musica dal vivo. Pian piano si riempie ed ecco che finalmente arrivano anche i nostri del Legnano! Che sorpresa vedere Serena e Simona vestite a tema, sono uno spettacolo. La serata procede tra un brindisi e l’altro.Dopo due primi, due secondi, la torta e le varie premiazioni mi butto in pista per ballare. Non lo facevo da un po’ di tempo vista la situazione degli ultimi anni causa covid. Ballo come se non ci fosse un domani e canto a squarciagola molte canzoni… sono riuscita a tirare dentro anche Sara, Simona, Serena e Laura. Alla fine ci raggiunge Carlo con Filippo ed a quel punto la band canta la canzone di Vasco “BRAVA” e Carlo, ballando, interpreta il testo gesticolando verso Laura, ma ironizzando sulle parole. Tutti noi gli andiamo dietro e così senza volerlo facciamo una sorta di musical tipo Grease, avete presente? Quante risate! È un peccato andar via tanto è vero che, scherzando, dico loro che mi sono fatta dare le chiavi del locale per chiudere .
Sono quasi le due ed è ora di rientrare nelle nostre stanze perché l’indomani ci aspetta il viaggio di ritorno. Io e Rosy torniamo in hotel sperando che Tony e Lino ci aprano la porta della stanza (sono andati via prima perché stanchi e sicuramente già caduti in un sonno profondo) o dovremo dormire nella hall.
Alle sei del mattino sono già sveglia dopo solo quattro ore di sonno (tanto per cambiare) e mi dirigo nella sala adibita alla colazione, salutando con voce da “posseduta” chiunque arrivi… dopo un cappuccio, un caffè e due brioches inizio a ricordarmi del perché sono lì
Ci mettiamo in marcia alle nove e mezza, il cielo è tornato azzurro come il mare e il sole brilla… guidati sempre dal nostro Road Captain Enrico, usciamo dall’autostrada ed andiamo in un agriturismo a Praticello, un paese tra Modena e Parma. Lì abbiamo l’opportunità di conoscere Andrea, proprietario della fattoria Marchesini nonché produttore di parmigiano reggiano, salumi e altri prodotti da allevamento. Si rivela essere una persona molto disponibile ed oltretutto amante del mondo Harley.
La tenuta è molto pulita ed ordinata; ci sono mucche, maiali e pure un tacchino, delle oche e due asinelli. Andrea ci spiega il ciclo produttivo del parmigiano e ci mostra la cantina dove conserva le forme di formaggio da 40 kg l’una pronte per la stagionatura ed i vari tipi di salumi da loro prodotti.
Per noi gente di città non è da tutti i giorni vedere un ambiente così, che ci ha stupito ed incuriosito ed è un po’ come una gita scolastica. Bravo Enrico!
Si è fatto mezzogiorno ed a vedere tutto quel ben di dio la fame inizia a sentirsi; così prendiamo posto nel piccolo, ma grazioso ristorante dove possiamo ordinare i loro piatti caserecci, concludendo con un assaggio di parmigiano di varia stagionatura offerto dal proprietario.
Soddisfatti del pranzo e di quanto abbiamo visto – ed anche imparato direi – salutiamo Andrea e ci rimettiamo in viaggio verso la strada del ritorno.
Ci fermiamo un’ultima volta in autogrill per salutarci; siamo stanchi ma felici e fino all’ultimo non ci siamo fatti mancare battute, risate e tantissime foto!
In totale abbiamo percorso 680 km, ma ne è valsa la pena, perché è un altro ricordo da mettere nel cassetto insieme alle 200 foto e vari video , ed anche adesso che ve lo sto raccontando, sorrido ancora… 

Lory

Attenti a Quei 6

Attenti a Quei 6

Ricordo che quando si andava alla gita scolastica  già dalla sera prima avevo i livelli di adrenalina alti ed, alla mattina, mia madre non doveva chiamarmi più di una volta per buttarmi giù dal letto!
Ecco! Quando devo partecipare ad un Run è la stessa cosa con la sola differenza che già all’alba sono sveglia!
E vi chiederete: ma da dove viene tutta questa emozione?? Perché so che tutti insieme siamo uno spettacolo che non passerà di certo inosservato!!

27 marzo: ATTENTI A QUEI 6!…

Primavera alle porte, temperatura favorevole, incontro con altri Chapter: What else?
Il ritrovo, come sempre dietro la concessionaria, è alle 8.00; forse a militare dormono di più! Ovvio che scherzo  ma ci sta! La mattina ha l’oro in bocca!
Quando arrivo percepisco sempre aria di festa, sembra il primo appuntamento e, come ad un primo appuntamento, siamo carichi ed emozionati! Qualche chiacchiera, le prime foto, un caffè, ultime disposizioni tra lo staff ed ecco il fischietto, non di inizio partita, ma di partenza!
Invece no!!! È Luciano che ci fa gli scherzi!!! Dice di fare le prove tecniche!  “Lucianooooo!!!!”

Ma noi abbiamo ancora un occhio chiuso!!! Sarà l’orologio indietro di un’ora, sarà l’incontro alle 8 il giorno prima erano le 7, sarà l’insonnia che non mi molla… Va beh! Se il Run vuoi fare, ti devi svegliare!
Con i nostri gilet patchati e spillati, a cavallo delle nostre moto, tutti disposti in ordine, siamo pronti per la nostra parata: 43 moto rombanti che al loro passaggio emozionano i passanti (fa anche rima).

Prima tappa alle 10:00 al McDonald di Desenzano;  arrivati lì ci incontriamo con i Chapter di Mantova, Gate 32, Brescia, Vicenza, Emilia Road. Insomma, ancora due e potevamo organizzare i quarti di finale!
Tutti in ordine, uno dietro l’altro, entriamo per la colazione; devo dire un posto molto ben organizzato per l’evento, scattanti e disinvolti nel servirci. Poi sigarettina, fotina (sono già arrivata a più di 50 foto) e pronti per il tour organizzato dal Chapter del Vicenza.
Dopo due anni di pandemia a questo Run ( che ormai è diventato una tradizione e si ingrandisce sempre di più) si sono ritrovati 270 harleysti e ben 220 moto!
Finalmente da Desenzano partiamo percorrendo tra Brescia e Mantova ben 69 km tra distese di campi ed attraversando paesi (che non sto ad elencare o diventerebbe una lezione di geografia) , ammirando torri e castelli che trovi ovunque volgio lo sguardo.

L’emozione che si prova quando si è in gruppo, quando le persone lungo la strada ti filmano e ti salutano, è indescrivibile; come canta Jovanotti: il più grande spettacolo dopo il Big Bang siamo noi!

Un’ora e mezza di strada ed a un certo punto il rumore dello stomaco vuoto è pari al rombo delle nostre moto.

Finalmente arriviamo all’agriturismo Santa Lucia a Valeggio sul Mincio e non appena entriamo nel parcheggio inizio a ridere: uno sterrato dove al nostro arrivo una nube di polvere ci avvolge ed è così che parte l’elenco di tutti i santi (si fa per dire né!) da parte di qualche maschietto maniaco della pulizia della propria moto. Non faccio nomi: 50 sfumature di Tony (così soprannominato) , ma sono certa che non sia stato l’unico!
Sistemati i ferri si entra nella grande sala e iniziano a servire in tavola le portate che fanno dimenticare fin da subito che ci sarà la propria moto da lavare.

Il bello di ritrovarsi con gli altri Chapter é poter fare nuove conoscenze ed immortalare i momenti più belli. Infatti, mentre sono vicino a delle altre ladies, cerco di attirare l’attenzione del nostro fotografo Max chiamandolo per nome per farci fare una foto: caspiterina é il fotografo Raul del Brescia… uguale!! E fu così che abbiamo scoperto i gemelli diversi!
Terminato il pranzo, consegnati i premi ai rappresentanti dei 6 Chapter con relativi saluti, baci ed abbracci – e dopo più di 150 foto e qualche video – ci si ricompone per il rientro.

Ci fermiamo prima a fare benzina e Frank, usufruendo del servizio bancomat di uno di noi, fa 10 euro e ne consegna 20! E bravo Frank! Con te si che si risparmia sulla benzina! Certo che la prendiamo sul ridere, dopotutto la stanchezza si fa sentire ed è ovvio che qualche cavolata possa scappare.
Anche mentre si percorre la strada del ritorno, non posso non ammirare l’attenzione e la sicurezza che ogni volta ci danno i nostri Safety.
Sono orgogliosa del mio Chapter, ognuno col proprio ruolo, ognuno di noi che ci mette del suo ed è proprio questo che alla fine crea il gruppo.

 

Lory

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