Il SEME: 30 ANNI

Il SEME: 30 ANNI

Quando capita l’occasione il Legnano Chapter partecipa sempre volentieri ad incontri benefici e di solidarietà sociale, spesso legati al nostro territorio (ma non solo).

Domenica abbiamo avuto la possibilità di partecipare alla festa organizzata da Il Seme per onorare i 30 anni della propria attività. È una cooperativa sociale che, grazie all’impegno dei primi volontari a partire dagli anni ’70, organizza tutta una serie di iniziative a sostegno di persone con disabilità e delle loro famiglie. Da quello che ho visto domenica, posso dire che hanno fatto tanta strada insieme. Complimenti a loro!

Domenica 5 giugno 2022

Il ritrovo è come sempre alla nostra casa/concessionaria Harley Davidson Legnano. L’orario fissato non richiede particolari sforzi, visto che il Road Max Tacchi lo ha stabilito per le 9.00-9,15 ed infatti arriviamo tutti abbastanza in anticipo e, prima di partire, ci scappa anche un caffettino dalla nostra barista di fiducia. Siamo una ventina di persone, non male. Facciamo l’appello: Marco e Mattia er Patchino, ci sono; Claudio Gnocco e la Manu, Enrico Ferrari ed Antonella, l’ingegnere teatrale dialettale Filippo con Simona presenti ed operativi tempo zero, Enrico Fazio con la figlia Francesca, Alberto Sciukky e poi, bella notizia, anche quattro “quasi” new entry: Antonella, Daniela, Michele e Claudio detto “C” per gli amici (deve avere amici molto sintetici evidentemente). Lungo la strada poi agganceremo Max Visentin ed Erika (già pronta con lo smartphone per riprenderci mentre passiamo. Mitologica!!).

Dobbiamo andare a Cardano al Campo; primo step la Messa alle 10.30 in centro al paese. Sono pochi km ed in una ventina di minuti, andando tranquilli, siamo sul posto. Parcheggiamo praticamente di fronte alla Chiesa e ci dividiamo in due gruppi: la parte devota entra a seguire la Messa, la parte alcolica si dirige al Roxy bar per verificare lo standard qualitativo di Spritz e Prosecco. Mi ci butto anch’io dando grande soddisfazione ai miei tutor etilici Alberto e Marco. Dai commenti direi che il test qualità è stato brillantemente superato.

Mentre il gruppo alcolico attende i “devoti”, compare all’improvviso un uomo con un bambino piccolo: “Scusate, tra di voi c’è anche Stefano Pianezzola?”. Momento di indecisione, rotelle che lentamente girano in testa a cercare la risposta ed un secondo prima che parta il classico “CHI?”, interviene Max Tacchi, guarda caso l’unico che non era entrato nel bar e quindi ancora lucido. “No, lo Chef non c’è. Forse farà un salto nel pomeriggio se riesce a liberarsi”. Mi colpisce un po’ il fatto che ci siano ancora persone che chiamino lo Chef col soprannome che usava da piccolo. Pochi minuti dopo ecco un rombo familiare: è lui o non è lui? Si, è lui! Frank arriva col suo bolide a fare un salutino. Avrebbe voluto partecipare anche lui ma oggi è il giorno della comunione di Martina che, neanche a farlo apposta, compare poco dopo in compagnia della mamma e della nonna. È ovviamente emozionata per la giornata che la attende, ma ben concentrata sul pezzo anche se Enrico Fazio cerca all’improvviso di confonderle le idee: “Rinunci a Satana?”. Lei lo guarda un po’ così, poi stiracchia un sorriso e tira dritto per la sua strada.

Tra un Satana ed un prosecco recuperiamo il gruppo che ha partecipato alla Messa; lo Gnocco brontola con la Manu, lei s’incazza, lui le sorride per stemperare e siamo pronti a ripartire. Quattro curve e raggiungiamo il parcheggio dove ci aspettano le bellissime auto d’epoca che sfileranno davanti a noi nella parata che attraverserà Cardano; in una ventina di minuti percorriamo in formazione le strade del paese, loro eleganti, noi rumorosi ed andiamo poi a sistemare le moto nello spazio interno che ci hanno riservato i ragazzi del Seme.

Giusto il tempo di spegnere le moto e veniamo circondati dai ragazzi e dai volontari entusiasti delle nostre Harley. Poco dopo compare la Manu alle nostre spalle: “Ragazzi, vi presento i signori Pianezzola, i genitori dello Chef” (ed inventori del soprannome Stefano aggiungerei). Anche loro con la stessa maglietta verde degli altri volontari, sono qui a dare una mano per la festa. Grandi!

Il profumo di carne alla griglia cucinata dall’Accademia della costina inizia ad arrivare alle narici, nonostante siano sistemati ad un centinaio di metri da noi, dall’altra parte del piazzale, e decidiamo quindi che è un’ottima ragione per entrare nella palestra adibita oggi a grande sala pranzo. I volontari ci accolgono alla grande come se avessimo fatto chissà che ma onestamente la cosa un po’ ci imbarazza perché è evidente che i fuoriclasse sono loro. È domenica, sono tutti giovani e potrebbero tranquillamente starsene in giro a pensare a loro stessi come la maggior parte dei loro coetanei ed invece sono lì, tantissimi, ad aiutare persone a superare le loro difficoltà e a non rimanere indietro. Troviamo due tavolate riservate a noi, ci posizioniamo e veniamo serviti di tutto punto: prima un antipasto di affettato, mozzarella e pomodori e poi finalmente la sospirata costina con patatine. Alla birra ci pensano gli esperti del gruppo ed in men che non si dica arrivano una trentina di Peroni sul tavolo…. La costina effettivamente è buona e cucinata al punto giusto, per cui teniamoci a memoria per il futuro il nominativo dell’Accademia. Per il fine pasto ritorniamo in “zona Pianezzola” dove gli Chef parents distribuiscono caffè ed amari come se non ci fosse un domani e ci scappa anche la foto di gruppo con loro.

Intanto in zona Accademia, che è la parte aperta al pubblico, iniziano i preparativi delle auto d’epoca per simulare la prova di regolarità e, conseguentemente, ci invitano a trasferire le nostre moto vicino a loro visto che la festa nel pomeriggio si sposterà lì. Provvediamo subito anche perché così abbiamo l’occasione di vederle da vicinissimo. Confermo che sono spettacolari (e costose). Scambiamo due parole con i proprietari, quasi da pari a pari fino a che uno di loro non apre il cofano motore. A quel punto tiriamo giù le orecchie e sbaviamo per un bel quarto d’ora: 1-0 per lui e fischio finale.

Ciondoliamo un po’ in giro, il caldo si sente e facciamo un pit stop in gelateria. Purtroppo, però, il cielo s’imbruttisce all’improvviso e pericolosamente; sui social locali iniziano ad uscire allerta meteo e decidiamo quindi che sarebbe una cosa molto intelligente riaccendere le belve e dirigerci verso casa. Il Road con molta magnanimità ci autorizza mentre lui, stoico, rimane lì insieme al Max Vise ed Erika. Come sempre salutiamo tutti i presenti rombando, ci avviamo ed in pochi minuti sistemiamo le moto nei rispettivi garage.

Chiudo ringraziando tutti i partecipanti perché è stata veramente una bella giornata che in molti, una volta rientrati a casa, hanno proposto di fare più frequentemente anche perché aiuta tutti a tenere i piedi per terra e ad apprezzare le cose veramente importanti che invece tendiamo a dare per scontato nella vita frenetica di tutti i giorni.

Vorrei salutarvi ma mio fratello, Dario il Perfido, mi fa bastardamente notare che tanto per cambiare sono riuscito a stare in giro col Chapter per tutta la giornata e come al solito a non comparire neanche in mezza foto. La verità è che sono campione olimpico indiscusso nell’essere sempre nel posto sbagliato. A settembre mi giocherò i mondiali con un giapponese che a nascondino beccano sempre per primo.

 

Alla prossima (che poi sarà il nostro compleanno The Great Show! Non potete mancare perché se no vi vengono a prendere lo Sheriff e BellaSimo). Ciao!

Davide