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HOG40

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Qualche giorno prima dell’evento ricevo messaggio dal nostro editor nel quale mi chiede di preparare l’articolo ed io, che per natura non mi sottraggo mai alle sfide, decido di accettare e mi cimento in questa opera che ho deciso avrà l’impronta editoriale stile film di Tarantino, cioè una cronistoria a puntate 😊. Quindi buona lettura!!

La sera prima della partenza.

Dopo aver preparato i bagagli e mentre prepariamo la cena, consultiamo tutte le app meteo possibili ed immaginabili. Pare che la pioggia caratterizzerà la nostra tappa di avvicinamento, ma abbiamo una speranza di finestra senza acqua proprio nella fascia oraria della partenza. Alla mia esclamazione che tutto ciò è davvero una scocciatura (anche perché devo affrontare questo run con la nuova moto, quindi non è che sto proprio rilassata come un fiore) mio figlio replica: “Zitta mamma. I motociclisti viaggiano con qualunque condizione meteo!”.

Ci tocca stare veramente muti di fronte a cotanta saggezza ed io e mio marito, rassegnati da tutto ciò, andiamo a dormire, sperando in buoni auspici per la mattina successiva.

Giorno 1: Lost in Chianti, o no?

Sveglia presto e partenza, il ritrovo è  fissato presso l’area di servizio San Zenone per evitare di doverla percorrere in gruppo con il traffico intenso. Alle ore 9 partiamo che la pioggia inizia a lambire i nostri caschi; siamo 12 moto quindi in Autostrada facciamo la nostra bella figura.

Strada facendo qualche gocciolina, facciamo la prima sosta tecnica e ripartiamo appena Chiodini, il nostro Head Road, ci sprona al suono di “a bombazzaaaaaa!”. Appena entriamo in Emilia-Romagna il cielo si apre ed il nostro precisissimo Road Captain Enrico Lattuada ci porta fino in Toscana dove Sua Ortenzietà (mi scusi l’Editor se mi approprio della sua licenza poetica) prende lo Scettro del Potere e ci guida per le colline del Chianti: Chiese, Castelli, cipressi e curve dolci ci accompagnano nel nostro giro.

Giungiamo a Gaiole in Chianti dove nella piazza principale ci accomodiamo all’esterno di un bar e nell’attesa di rifocillarci lanciamo qualche Makumba alle nuvole grigie che si stagliano minacciose sopra di noi…. Non ci abbattiamo e partiamo alla volta di Spoleto ma la Makumba non ha funzionato! Becchiamo uno scroscio di acqua e Carlo, il “Road Director”, ci fa prontamente uscire e ci porta sotto la tettoia di un Eurospin, dove tra il metto e non metto alla fine indossiamo le tute antipioggia. Quasi quasi volevo fare la spesa, giusto per non perdere tempo, ma non avrei avuto posto dove ritirarla…

Ripartiamo: siamo in moto già da parecchie ore e la stanchezza inizia a farsi sentire, quindi di conseguenza iniziamo a straparlare. Sassi rivela che le tute antiacqua sulle donne hanno su di lui un effetto “rinvigorente”, Marinello sacrista perché’ la sua moto nuova non fa casino, Chiodini smanetta con le app dei distributori Eni…

Ma giungiamo comunque a destinazione presso l’agriturismo “Valle Rosa” a Spoleto e ci raggiungono anche i nostri dealer Antonio e Barbara. Siamo quindi a 14 moto. Doccia, phon a manetta per asciugare i nostri amati gilet, cena e poi alcuni si ritirano nei propri alloggi perché domani si riparte… ma altri temerari  si fermano nella “hobby room” dell’albergo, dove assistono ad una lezione di stiro da parte del Sassi che ci spiega come si fa a stirare bene un pantalone. Ancora non abbiamo capito perché in una “hobby room” debba esserci un asse, un ferro da stiro ed un telone da proiettore esattamente dietro all’asse medesimo. Che lo stirare sia considerato un hobby? Ma per noi non si butta via nulla, quindi il Sassi ci illumina con le sue conoscenze da casalingo navigato. Dopo questa sessione didattica si passa alla parte ludica con un incontro /scontro tra Direttivo e Soci a suon di Forza 4 e scopa con le carte napoletane, che per inciso praticamente nessuno di noi conosce e quindi dobbiamo cercare su Internet.

Oggi praticamente 600 km macinati, Roma dista 160 km da qui ma, secondo voi, noi prendiamo ed andiamo a Roma dritti per dritti? Macché! Noi dobbiamo guidare e goderci i nostri bolidi quindi faremo altri 400/500 km ….

Giorno 2: il carnazza day

Lasciamo di buon’ora l’agriturismo e partiamo per un run sulle colline circostanti con direzione Monteleone di Spoleto. Incantevole borgo con bellissima vista panoramica, il silenzio regna sovrano e la gente del luogo guarda con una certa curiosità questo numeroso e rumoroso gruppo di motociclisti giunti a disturbare la loro amena quiete.

Le nuvole sono ancora minacciose, il Road Director deve più volte riprogrammare il percorso perché l’inno di Cirignano recita: ”giragli intorno alle nuvole!!”. Scendiamo verso Leonessa direzione Roma. Dopo qualche km ci rifocilliamo in un bar lungo il percorso e ripartiamo verso la nostra meta. Arriviamo a Roma un po’ stanchi ed assetati, un caldo infernale alimentato dai nostri bicilindrici. Passiamo di fronte al Colosseo, Altare della Patria, Circo Massimo, San Giovanni in Laterano, Terme di Caracalla ed Il Tempio di Minerva. I nostri Safety hanno un bel da fare e si prendono un po’ di insulti in romanesco, ma sono bravi e tengono botta. Usciamo dal centro, prendiamo due goccioline e giungiamo sudatissimi in albergo dove ci aspetta il nostro Secretary Enrico Parolo già dotato di tessera alla mano e ci apre il cancellone del parcheggio. Ad oggi siamo arrivati a 15 moto.

Ci aspetta una serata al Kill Joy dove la carnazza regna incontrastata. Mangiamo, quattro chiacchere con membri di altri Chapter e poi indietro in albergo che domani ci aspetta un’altra giornata impegnativa…. Ma… Come facciamo a tornare che non si trovano taxi? Noi Marinello insieme ai Sassi ed a Valter riusciamo ad impietosire due del Lepini Chapter che carinissimi ci accompagnano in albergo. Elena ed Antonella finiscono nel bagagliaio di un taxi, Lattuada, Michele, Massimo e Parolo si siedono normalmente e riescono a tornare anche loro… Sua Ortenzietà, l’Assistant, Chierici e Guerrino non pervenuti…. Arriva un messaggio sulla chat che la partenza è alle 9.30 quindi presumiamo tutto bene…. Sperem….

Giorno 3: Belli tra i colli

Anche questa giornata inizia abbastanza presto. Questa cosa dei run è praticamente un lavoro!! Ci dobbiamo puntare la sveglia anche qui perché il programma è serrato.

Nel frattempo, nella chat di gruppo, seguiamo l’altro gruppo di soci che è partito questa mattina all’alba per raggiungerci e partecipare all’evento di questa sera.

Partiamo alla volta della concessionaria per il ritrovo pre run, ci accolgono i ragazzi dei Chapter romani con un gran sorriso e con un: “a moveteve che i cornetti stanno pe’ finì!” Ingurgitiamo le brioches e qualche biscotto e corriamo alle moto per la partenza e via! I Safety Romani fanno un gran lavoro, non è facile guidare qui, i locali sono piuttosto “creativi” e “coloriti” oltre che molto dediti all’utilizzo delle mani per gestacci di varia natura… sono anche da capire neh. Te ne vuoi uscire dalla tua viuzza, o da uno stop o da una rotonda e ti vedi arrivare centinaia di motociclisti con Harley che fanno un casino di Inferno… ma noi andiamo avanti per la nostra strada che tra l’altro è praticamente tutta occupata da noi. Guardo nello specchietto e vi assicuro che non si può descrivere se non lo vedete di persona: un serpentone infinito, il tempo ha tenuto ed il cielo è pieno di nuvolette che rendono l’atmosfera ancora più bella! Iniziamo a salire per i Colli Romani, giungiamo a Castelgandolfo dove il lago domina il panorama: sembra il cratere di un meteorite che si è riempito di acqua cristallina. Poi scendiamo giù e proseguiamo per giungere infine all’Eur dove ha sede la mostra motociclistica.

Iniziamo ad incontrare i volti già conosciuti, come i ragazzi del Licata, Salerno, Bergamo, Torino e Treviso. Giungiamo all’ingresso dove chiediamo numi per entrare e ci viene detto: “voi cor braccialetto arancione potete fa’ quello che volete!”

Entriamo e ci aggiriamo per stand e bancarelle fino ovviamente a fermarci a bere e mangiare.

Più tardi ci raggiunge il gruppo partito questa mattina all’alba: sono Frank, Marco Zaroli, Lucio, Ivan, Filippo, Enrico Fazio, Luigi. Siamo quindi al completo per un totale di 22 moto. Mica scherziamo noi quando ci muoviamo!

Rientriamo in albergo, ci docciamo e si va a Trastevere da “Ai spaghettari” insieme ai ragazzi dell’American Chapter di Torino. Come al solito il tragitto per le Vie di Roma è un parto, bisogna avere attenzione, scaltrezza e soprattutto prudenza ai massimi livelli, ma il nostro Road Enrico Lattuada ci porta a destinazione con parcheggio creativo compreso. Ci accomodiamo e mangiamo come se non avessimo mai cenato in vita nostra e poi via nuovamente per le strade romane destinazione Eur alle Terrazze.

Dopo 5 rampe di scale che hanno messo a dura prova le nostre coronarie, giungiamo sul terrazzo e ci fiondiamo a bere qualcosa, poi a vedere i vari spettacoli che hanno preparato per l’occasione.

Rientriamo perché il giorno dopo ci aspetta una caterva di Km per tornare a casa e scendendo incontriamo anche gli amici del Pescara che ci salutano con il loro consueto calore.

Giorno 4: back home

A li mortacci, ce tocca torna’ a casa!!! Oh mamma! Scusate! Sono entrata in mood romanesco! Ci aspettano 680 km e non è prevista pioggia.

Dovremo fare la Via Aurelia per poi imboccare la Cisa e proseguire verso Milano. Alla prima sosta presso l’area di servizio di Montalto di Castro sta per consumarsi un dramma passionale. Il Marinello, in un accesso di testosterone, fa notare alla Sacra Ortenzietà che le ballerine dello spettacolo della serata precedente erano delle gran gnocche. Peccato che si sia scordato che ha il casco in testa con microfono acceso ed io sento il tutto. Alla mia esclamazione di “stare schiscio” e fra l’ilarità di tutti, vedo avvicinarsi il Sassi con in mano la tuta antiacqua e mi propone di testare con lui la teoria che le tute antipioggia hanno effetto “rinvigorente”. Comunque, il lato positivo è che ottengo la licenza per poter fare anche io altrettanto nei prossimi run, quindi vi aggiornerò sugli sviluppi.

All’Autogrill successivo ci stiamo prendendo una pausa e stiamo chiacchierando e vediamo avvicinarsi un camper con la targa “CZ” (quindi Repubblica Ceca) che bello fresco entra nel parcheggio ignorando le barre in altezza e fracassa il tettuccio ed il condizionatore, rimanendo incastrato. Per forza che è successo, è cieco! 😊. Dopo gli insulti che la moglie del cecato autista rivolge al proprio consorte, arriva un addetto dell’Autogrill per prendere tutti i documenti per denunciare l’accaduto alla Società Autostrade…. insomma, di gente strana in giro ce n’è e non siamo solo noi!

Comunque… ci siamo sparati 1600 km in 4 giorni.

Mi faccio sempre più convinta che “normali” non siamo…. Ma questo è il bello no??

Alla prossima! LCI sempre nel ❤️

Cinzia

 

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