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Rompighiaccio 2024

Rompighiaccio 2024

Sono passati poco più di 3 mesi da HOG Inverno a Torino e il QFFF è stato annullato per maltempo, per cui c’è parecchio fermento per l’apertura della stagione. Infatti, al lancio delle iscrizioni, le adesioni sono così numerose, che il limite massimo di iscritti viene innalzato per ben due volte.

L’incognita pioggia, però, è la proverbiale “Spada di Damocle” che pende sui nostri caschi. Per almeno una settimana (se non di più), si martellano i siti e le app dei meteo, ma i responsi sul 10 marzo sono sempre inclementi… Quindi, sulla chat dedicata, cominciano ad arrivare i primi pareri, le prime impressioni, e sorgono i primi dubbi e le prime perplessità… Io, il mio primo consulto, lo faccio direttamente in famiglia, e qui mi rendo conto di aver creato un mostro (nel senso amorevole e appassionato del termine… si intende). A metà settimana, infatti, per galanteria e correttezza coniugale, chiedo a Stefania cosa preferirà fare in caso di mal tempo; mi sento rispondere, in maniera repentina e bonariamente stupita: “Moto!!! Perché me lo chiedi?”… Quindi, con la mia fidata Zavorker al fianco, io so già felicemente “di che morte morire”.

Le 24 ore precedenti alla partenza sono quelle che maggiormente agitano i soci… ma ormai le decisioni devono essere prese: esserci comunque o rinunciare, auto o moto…

Domenica mattina, ore 6:00 la sveglia suona e la prima cosa che i neuroni mi permettono di fare, è guardare oltre le griglie delle imposte… acqua, pioggia, scrosci, rovesci, temporale, chiamatelo come volete, ma il risultato non cambia. È ufficiale: Wet Run!!!

Ovviamente eravamo pronti sia psicologicamente che materialmente, e quindi iniziamo a prepararci quasi “come se niente fosse”. Il primo appuntamento è poco fuori Lodi dove, al riparo di un distributore, ci raggiungono in sequenza Fabio e poi Lucio e Chiara. Ripartiamo tutti insieme e, in meno di 30 chilometri, siamo all’area di servizio di Somaglia Ovest, dove abbiamo la reunion con tutti gli altri. Arriviamo e la moto del Melo si staglia già nel parcheggio, probabilmente è almeno un’ora che ci aspetta. Sono le 8:20 e l’appuntamento è per le 9:00.

Arrivano due o tre auto con a bordo qualche ragazzo e alcune Ladies del Legnano, ma delle moto, ancora niente. Quando ormai siamo più preoccupati che altro, alle 9:40 entrano in area di servizio in formazione Max, Paolo e Filippo. Hanno avuto grossi problemi di viabilità fino alla zona prima di Lodi, ecco il perché del ritardo. Ci raccontano di momenti di tensione e pericolo a causa di allagamenti e forte vento. Effettivamente è un problema che abbiamo avuto anche noi arrivando da casa, soprattutto il vento, ma evidentemente in misura diversa.

Le “anti pioggia” sono indossate, i guanti inforcati, i caschi già grondanti e i motori avviati… Finalmente si può partire, direzione Reggio Emilia. Max come Road, a seguire Stefania, io, Franz, Lucio & Chiara, Paolo, Melo e Filippo come scopa. Faccio i primi metri in apnea, sperando non tanto che la pioggia smetta, quanto che il vento non soffi lateralmente in maniera troppo forte. L’andatura è molto tranquilla, si viaggia intorno ai 100 km/h tra prima e seconda corsia. Fin dopo Piacenza la pioggia non sembra essere particolarmente intensa, e il vento, come preventivato, è il maggiore dei problemi, ma dopo essere entrati in terra emiliana le gocce si intensificano notevolmente. Max, da quell’ottimo Road Captain che è, ci tiene compatti, allineati e in piena sicurezza.

Proseguiamo in formazione (con un certo stupore anche degli occupanti delle auto che incontriamo e che non perdono occasione di farci filmati che non vedremo mai) sull’A1 per poco meno di cento chilometri dalla ripartenza, fino all’uscita di Reggio Emilia che raggiungiamo intorno alle 11:05. Allo svincolo imbocchiamo la tangenziale (SS722) e, paradossalmente, al limite della città ci accoglie il sole… si proprio lui, l’ormai insperato compagno di viaggio. Non smette di piovere, ma il sole ci illumina con i suoi raggi quasi come ad indicarci la strada e come premio per aver sfidato le intemperie come si addice ai veri bikers. La situazione è abbastanza surreale, ma l’essere inserito, seppur casualmente, in quel mix di natura e paradosso, mi ha fatto sentire vivo e speciale. Attraverso le arterie principali di Reggio, raggiungiamo la parte sud della città dove ci aspetta la nostra meta. Infatti il RUN da Correggio era programmato per le ore 10:30, ma arrivando noi in zona troppo tardi, ci siamo diretti subito a “Ruote da Sogno”, ormai classica location della festa organizzata dagli amici dell’Emila Road Chapter.

Alle 11:30 tutte le moto sono parcheggiate, ci siamo cambiati e abbiamo iniziato a salutare i primi amici che vivranno con noi la giornata. Arrivano alla spicciolata anche tutti gli iscritti del Legnano… la distribuzione dei Rally Pack, qualche risata, un po’ di cagnara, e siamo pronti per entrare. L’organizzazione è però piuttosto ferrea, quindi aspettiamo il nostro turno, senza nemmeno dirlo, sotto l’acqua, che nel frattempo ha ricominciato a cadere.

Nonostante i numeri dicano che siamo in 980 persone (circa), lo spazio è notevole e tutti gli iscritti ai 37 Chapter (giunti da tutta Italia e uno anche dalla Svizzera) che partecipano, riescono a prendere posto all’interno della struttura. Tra musica, filmati, proiezioni e intrattenimento, iniziamo a mangiare… Antipasto e due primi. Dopo di che, ci sono le premiazioni per tutti i Chapter convenuti, a seguire il secondo e i dolci. Anche se l’adesione è stata veramente alta, pure quest’anno in cucina hanno mantenuto, come del resto praticamente sempre, molto alto il livello del servizio: diciamo pure che è all’altezza della location che ci ha fatto passare qualche ora “in un altro mondo”… Tra una portata e l’altra si può infatti girare tra auto e moto da favola: Ferrari, Porsche, Jaguar, Corvette, McLaren e perfino una Stratos la fanno da padrone rendendo l’ambiente e l’atmosfera che si respira, decisamente “fuori dall’ordinario”.

A riportarci alla realtà ci pensa un messaggio di Alberto che recita: “Per chi è in moto partenza ore 15:00!!!”. La preparazione non è delle più semplici, pertanto non bisogna perdere tempo. Ricomporsi ed essere operativi per il viaggio di ritorno ci lascia con un po’ di affanno, ma è veramente giunta l’ora di rientrare. Allineamento dettato da Max e controllato da Filippo davanti al parcheggio, e poi si parte. Ci fermiamo prima di rientrare in autostrada solo per il rabbocco del carburante.

Il viaggio di ritorno è leggermente più sostenuto grazie al fatto che, non solo ha smesso di piovere, ma le nuvole si sono talmente diradate, che il sole (che in mattinata è stato solo un piacevole fuori programma) diventa attore principale della nostra risalita verso nord.

In meno di un’ora di viaggio arriviamo a rivarcare il confine con la nostra Lombardia, e da lì inizia lo sfoltimento del gruppo. Prima il Melo a Guardamiglio, poi io, Stefania, Franz, Lucio e Chiara a Lodi abbandoniamo le tre moto che proseguono verso Milano e oltre. Solo qui ed ora realizzo (visto che in mattinata i pensieri erano ben diversi) che Paolo è stato, e sarà, l’unico a viaggiare con un Road “dedicato” e una scopa tutta per lui, quasi come un “Paolo mini-Run”, roba da farci una patch… questo pensiero mi coglie e mi fa sorridere proprio mentre cerco di evitare di incagliarmi nella sbarra del telepass che, per la quarta volta su quattro oggi, non si apre al mio passaggio…

Prima di parcheggiare le moto in garage, ci concediamo ancora un caffè insieme. Lo facciamo forse più per la voglia di stare ancora in giro, che per la necessità vera e propria di assumere della caffeina. Per le 18:00 siamo però definitivamente a casa, e sulla chat di gruppo dell’evento, continuano a rincorrersi foto e video della giornata e arrivano i messaggi con le conferme che tutti siano giunti sani e salvi ai loro domicili.

La stagione 2024 è quindi ufficialmente cominciata. Quest’anno il “Rompighiaccio” si sarebbe potuto anche chiamare “Spartiacque Run”, oppure “Double Face Run” o ancora “Gone with the wind Run”, ma per noi l’importante è stato esserci ed esserci in moto. Alla prossima e buona strada a tutti.

Stefano Biker58

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Rompighiaccio 2023

Rompighiaccio 2023

Anche quest’anno il Rompighiaccio è l’apertura ufficiale dell’annata HOG e nell’aria c’è grande voglia di incontrarsi, re-incontrarsi e togliere un po’ di ruggine dalle nostre moto… e anche da noi…

Partecipo al run, come praticamente sempre succede, con la mia dolce zavorrina o zainetta che dir si voglia. Sveglia “all’alba” per lasciare la casa in mano ai figli e al cane, e alle ore 7:00 si parte dal garage per raggiungere l’autogrill di Somaglia Ovest dove incontreremo gli altri. Siamo decisamente in anticipo e con il pieno già fatto; quindi, ci permettiamo una piccola colazione.

Il resto della truppa arriva in due tranche: siamo 10 soci divisi in 6 equipaggi. Ci siamo io e Stefania, lo zio Melo con Deborah, Alfred, Filippo e Simona, Paolo ed Enrico con Francesca, la sua inseparabile cucciola: il Legnano Chapter Italy è pronto.

Dopo che chi è arrivato per ultimo si è preso un caffè, partiamo tutti insieme in formazione canonica percorrendo la A1 verso sud. Il tempo non è dei migliori: è coperto e la temperatura, pur non essendo così bassa come l’anno scorso, non è nemmeno così mite come il giorno precedente faceva presupporre… Del resto siamo sempre a marzo… Arriviamo poco dopo Piacenza Sud e le nuvole, comunque mai nere e troppo minacciose, si addensano sempre più. L’aria è “freschina” e si fa sentire attraverso il casco.

Una delle cose che mi è sempre piaciuta di run con una location geografica simile al Rompighiaccio, è che capita spesso di affiancare, o essere affiancati, da altri Chapter in avvicinamento al punto di ritrovo. A volte sembra di essere in un film e gli automobilisti di passaggio, ci osservano piuttosto straniti ed incuriositi. Questa volta, causa forse anche il largo anticipo della partenza, abbiamo sorpassato solamente un Chapter, ma è stato comunque emozionante, proprio come piace a me.

Passiamo Parma e arriviamo all’uscita di Reggio Emilia con il tempo che, anche se non sembra migliorare, almeno non peggiora. Usciamo dall’autostrada e prendiamo la statale in direzione Correggio, una sosta per un rifornimento, più di sicurezza che realmente necessario, e poco prima delle 9:30 arriviamo all’appuntamento all’America Graffiti (o meglio all’ex America Graffiti) dove ritiriamo i Rally Pack, facciamo colazione ed aspettiamo l’arrivo di tutti gli amici che arrivano da più lontano.

Alla giornata di oggi partecipano 45 Chapter da tutta Italia e dalla Svizzera, siamo circa 1200 persone e le moto sono, seppur mal contate, sicuramente più di quelle dell’anno scorso, che erano già circa 750…

Alle 11:00 iniziamo l’allineamento per dare vita al run. Polizia in testa ed in coda, ma soprattutto decine di Safety nel mezzo che ci fanno come sempre da angeli custodi. Il tracciato è ovviamente tutta su strade secondarie: passiamo da Bagno in Piano e diverse altre frazioni prima di raggiungere, da sud, la zona della meta “finale” per il pranzo. Il Run in sé non è molto lungo, per ovvie ragioni, sono infatti poco più di 22 chilometri, e, prendendocela con molta calma, dopo un’oretta circa, siamo al “Ruote da Sogno”.

Nel tragitto sono immancabili i saluti a, e da, tutti quelli che si assiepano a bordo strada richiamati dal rumore dei motori e dalla curiosità. Alle rotonde, e non solo, c’è qualche auto in attesa del nostro passaggio (del resto non siamo pochi a formare la colonna) e quasi nessuno protesta con il Safety di turno… quasi nessuno, ripeto…

La location del pranzo è, come sempre, all’altezza della mia più sfrenata libido motoristica, e anche il cibo è decisamente valido con un servizio di altissimo livello… Teniamo sempre conto del numero di persone che sono presenti… Antipasti e primo, secondo e contorno e alla fine dolce e caffè nella massima morigeratezza alcoolica, siamo troppo bravi…

Dopo le premiazioni di rito e i discorsi di ringraziamento, facciamo un giretto per gli antri del locale e, con il gusto del caffè in bocca, riavviamo le moto per il rientro a casa.

Arriviamo insieme alle porte della Lombardia, poi ci sgraniamo come da accordi preventivi (e di regolamento) con il Road Captain. Imbocchiamo quindi l’uscita di Lodi e alle 16:45 siamo davanti a casa, almeno noi, qualcuno aveva ancora qualche chilometro da fare…

Per noi, in totale 311 km che, come dice il saggio, non sono “né troppi, né troppo pochi … il giusto”. L’importante è però averli fatti in relax, in compagnia, in sicurezza e divertendosi.

Un forte abbraccio a tutti i “vecchi amici” che abbiamo ritrovato dopo qualche mese di inattività e a quelli “nuovi” che abbiamo conosciuto ed iniziato a conoscere in queste settimane.

Buona strada a tutti.

Stefano “Biker58”

 

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