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Run delle Cime Innevate

Run delle Cime Innevate

Il nome scelto per il run in programma il 23 luglio (proposto da Danilo, Roberto e Gianfranco) è di quelli da non farsi scappare: per noi poveri oppressi dalla caldazza stagnante il pensiero di una giornata al fresco è stato un chiodo fisso durante tutta la settimana precedente.

Così ci si trova alle 8 di domenica mattina, puntuali, sul retro della concessionaria.

Neanche il tempo di togliersi il casco ed iniziare il giro dei saluti di rito, che dalle nuvolette che assediano il cielo di Legnano piovono alcune gocce: qualche minuto scarso di pioggia ed il piazzale è umido come Saigon, per fortuna siamo pronti a partire, ci si incolonna e via, al comando del road Davide Solbiati.

Pochi km ed imbocchiamo la A4 a Marcallo/Mesero, direzione Torino e poi A5 fino a Pont Saint Martin, dove usciamo dall’autostrada e percorriamo la statale puntando verso Aosta: la strada si snoda tra i vari paesi con un piacevole alternarsi di curve e saliscendi, cime rocciose e verdi pendii sfilano via veloci.

Attraversiamo qualche località famosa (Arnad tra tutti, con un pensiero al lardo…) e passiamo ai piedi del forte di Bard, che ci guarda severo dall’alto della rupe su cui è stato costruito: nel corso dei secoli ha visto passare armate a cavallo ed altri eserciti, oggi vede il passaggio dei valorosi del Legnano Chapter (una volta eravamo Mirmidoni, ma questa è un’altra storia…).

Giunti alle porte di Aosta due lunghe gallerie ci permettono di imboccare la strada per Valpelline e quindi, risalendo la vallata, Bionaz e su su (al fresco finalmente…) sino alla diga di Place Moulin, spettacolare opera di ingegneria: alta 155 metri, larga 678 m, può contenere fino a 93 milioni di metri cubi d’acqua immagazzinata a scopo idroelettrico.

Dopo una breve sosta per ammirare la diga e le creste alpine circostanti si iniziano a sentire dei brontolii, non sono tuoni ma i nostri stomaci che segnalano “abbiamo fame!”, veloci quindi si rimonta in sella per scendere un pochino di quota, giusto qualche chilometro di strada e qualche centinaio di metri più in basso per accomodarsi in una graziosa area verde sulle rive del lago Lexert: prato, alberi e tutto quanto necessario per fare un picnic in assoluta tranquillità.

Si sa però che, da buoni motociclisti, non si riesce a star fermi più di tanto… per cui alle ore 15 tutti pronti per il rientro: delle due strade proposte (una più dritta e l’altra più tortuosa) prevale ovviamente la più movimentata, quindi scendiamo nuovamente fino ad Aosta per ritornare lungo la statale fino a Saint Vincent, dove pieghiamo a destra ed imbocchiamo una strada secondaria che si arrampica fino al Col de Joux per poi ridiscendere fino a Brusson e da lì a Verres, sul fondovalle (magnifica la vista del castello che domina il paese), dove imbocchiamo l’autostrada in direzione casa.

A fine giornata il contachilometri, azzerato alla partenza, segna quota 474, una bella cifra per una giornata davvero piacevole in compagnia di bella gente (come sempre), attraversando paesaggi meravigliosi.

Alla prossima.

Luca

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