Run della Mole, ovvero un rally….

Run della Mole, ovvero un rally….

L’appuntamento era uno di quelli che non puoi perdere: il Run della Mole 2023 si presentava con tutte le carte in regola per essere un evento davvero interessante, in una location immersa in una verde vallata, un percorso su strade ricche di curve e panorami.

Ma… c’è sempre un ma: la meteo ci ha messo lo zampino (anzi, la pinna…) e fin da mercoledì una pioggia insistente ha bagnato il Torinese e le valli circostanti.

Ciascuno di noi probabilmente sperava in un colpo di coda – inaspettato – e in una parentesi, se non serena, perlomeno asciutta (non succede, me se succede…) e invece no: venerdì mattina una coltre di nubi grigie sovrastava anche la Lombardia, tanto che attorno all’ora di pranzo nella chat dedicata il road Max Tacchi comunica che, al termine di un summit (io me li immagino tutti attorno a un tavolo tipo Congresso di Vienna) è stato deciso che il run si farà ma… in auto!

Passato lo sgomento iniziale, il buon Alberto Sciuccati con la sua consueta sagacia ci ricorda che “… si fa il Rally della Mole” (come dargli torto): come sempre è giusto porre l’accento sullo spirito che ha guidato le scelte dei nostri Officer, ovvero che la sicurezza viene prima di tutto: gli eventi, anche dolorosi, legati al maltempo degli ultimi giorni ci ricordano che non vi sono le condizioni per andare in moto in completa sicurezza e spensieratezza.

Viene così aggiornato l’orario della partenza, alle 9 del sabato mattina dalla concessionaria: essendo in nove a partire da Legnano riempiamo due auto e ci avviamo verso la prima tappa, cioè Harley Davidson Torino, che raggiungiamo in circa un’ora e mezza (per dovere di cronaca, sotto una pioggia che non diminuisce mai di intensità). All’arrivo, l’atmosfera è strana: c’è il calore familiare dei ritrovi tra amici, non mancano gli abbracci ed i saluti calorosi, la maggior parte dei partecipanti è però arrivata in auto: i pochi temerari che si sono avventurati in moto hanno steso gli indumenti antipioggia ad asciugare, tra gli eroici sopraggiunti su due ruote ci sono i nostri Demis e Yasmine, che dalla cima del Lago Maggiore hanno raggiunto Torino sulla loro Harley! Grandissimi ragazzi!

Dopo esserci ristorati con caffè e qualche fetta di torta, e dopo numerosi e languidi sguardi alle moto esposte, verso le 11.30 si parte per la meta finale, ovvero Pragelato, ameno comune della Val Chisone (scopriremo, una volta in loco, che il nome non è stato dato a caso…) dove al villaggio Kinka è stata allestita la location per il pranzo e per la cena della sera.

Ovvio che le avverse condizioni meteo hanno fatto saltare tutti i programmi, per cui il run previsto per il pomeriggio non viene effettuato, dopo il pranzo a turno si sosta davanti al camino, dando la doverosa precedenza a chi, giunto fin lì in moto, ha parecchia umidità da far asciugare….

Una parte di noi, per ingannare il tempo, decide di risalire in macchina ed arrivare sino al Sestriere, altri rimangono a Pragelato, a metà pomeriggio grazie ai buoni uffici del Torino Chapter viene organizzata la visita ad un negozio di prodotti locali, con annessa degustazione (il famoso potere riscaldante dei distillati di erbe alpine…), altri ancora si cimentano nel karaoke.

Alle ore 20,30 viene poi servita la cena, un antipasto che riassume le specialità piemontesi (peperoni con il bagnèt verd, fonduta, robiolina, vitello tonnato ed altre prelibatezze) ed una sontuosa grigliata di carni miste: se fuori è freddo e la pioggia cade incessante, all’interno del locale l’atmosfera è riscaldata dall’allegria dello stare insieme e dalle risate tra vecchi e nuovi amici; in fondo, a volte non importa dove sei ma con chi sei…

Dopo le 22.30 si decide comunque di rientrare, la partenza viene fissata per le 23 circa, al termine del giro di saluti tra chi rientra e chi rimane: raggiungiamo Legnano dopo l’una, gli ultimi messaggi sono di Demis e Yasmine che ci comunicano di essere rientrati anche loro, dopo un viaggio tranquillo e prudente.

Fino ad ora è l’esperienza più strana che mi sia capitata, un run che non è un run, sotto uno dei cieli più cupi che io ricordi; tuttavia, quando sei in compagnia delle persone giuste, puoi raddrizzare anche le giornate più storte.

Alla prossima.

Luca