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Rompighiaccio 2024

Rompighiaccio 2024

Sono passati poco più di 3 mesi da HOG Inverno a Torino e il QFFF è stato annullato per maltempo, per cui c’è parecchio fermento per l’apertura della stagione. Infatti, al lancio delle iscrizioni, le adesioni sono così numerose, che il limite massimo di iscritti viene innalzato per ben due volte.

L’incognita pioggia, però, è la proverbiale “Spada di Damocle” che pende sui nostri caschi. Per almeno una settimana (se non di più), si martellano i siti e le app dei meteo, ma i responsi sul 10 marzo sono sempre inclementi… Quindi, sulla chat dedicata, cominciano ad arrivare i primi pareri, le prime impressioni, e sorgono i primi dubbi e le prime perplessità… Io, il mio primo consulto, lo faccio direttamente in famiglia, e qui mi rendo conto di aver creato un mostro (nel senso amorevole e appassionato del termine… si intende). A metà settimana, infatti, per galanteria e correttezza coniugale, chiedo a Stefania cosa preferirà fare in caso di mal tempo; mi sento rispondere, in maniera repentina e bonariamente stupita: “Moto!!! Perché me lo chiedi?”… Quindi, con la mia fidata Zavorker al fianco, io so già felicemente “di che morte morire”.

Le 24 ore precedenti alla partenza sono quelle che maggiormente agitano i soci… ma ormai le decisioni devono essere prese: esserci comunque o rinunciare, auto o moto…

Domenica mattina, ore 6:00 la sveglia suona e la prima cosa che i neuroni mi permettono di fare, è guardare oltre le griglie delle imposte… acqua, pioggia, scrosci, rovesci, temporale, chiamatelo come volete, ma il risultato non cambia. È ufficiale: Wet Run!!!

Ovviamente eravamo pronti sia psicologicamente che materialmente, e quindi iniziamo a prepararci quasi “come se niente fosse”. Il primo appuntamento è poco fuori Lodi dove, al riparo di un distributore, ci raggiungono in sequenza Fabio e poi Lucio e Chiara. Ripartiamo tutti insieme e, in meno di 30 chilometri, siamo all’area di servizio di Somaglia Ovest, dove abbiamo la reunion con tutti gli altri. Arriviamo e la moto del Melo si staglia già nel parcheggio, probabilmente è almeno un’ora che ci aspetta. Sono le 8:20 e l’appuntamento è per le 9:00.

Arrivano due o tre auto con a bordo qualche ragazzo e alcune Ladies del Legnano, ma delle moto, ancora niente. Quando ormai siamo più preoccupati che altro, alle 9:40 entrano in area di servizio in formazione Max, Paolo e Filippo. Hanno avuto grossi problemi di viabilità fino alla zona prima di Lodi, ecco il perché del ritardo. Ci raccontano di momenti di tensione e pericolo a causa di allagamenti e forte vento. Effettivamente è un problema che abbiamo avuto anche noi arrivando da casa, soprattutto il vento, ma evidentemente in misura diversa.

Le “anti pioggia” sono indossate, i guanti inforcati, i caschi già grondanti e i motori avviati… Finalmente si può partire, direzione Reggio Emilia. Max come Road, a seguire Stefania, io, Franz, Lucio & Chiara, Paolo, Melo e Filippo come scopa. Faccio i primi metri in apnea, sperando non tanto che la pioggia smetta, quanto che il vento non soffi lateralmente in maniera troppo forte. L’andatura è molto tranquilla, si viaggia intorno ai 100 km/h tra prima e seconda corsia. Fin dopo Piacenza la pioggia non sembra essere particolarmente intensa, e il vento, come preventivato, è il maggiore dei problemi, ma dopo essere entrati in terra emiliana le gocce si intensificano notevolmente. Max, da quell’ottimo Road Captain che è, ci tiene compatti, allineati e in piena sicurezza.

Proseguiamo in formazione (con un certo stupore anche degli occupanti delle auto che incontriamo e che non perdono occasione di farci filmati che non vedremo mai) sull’A1 per poco meno di cento chilometri dalla ripartenza, fino all’uscita di Reggio Emilia che raggiungiamo intorno alle 11:05. Allo svincolo imbocchiamo la tangenziale (SS722) e, paradossalmente, al limite della città ci accoglie il sole… si proprio lui, l’ormai insperato compagno di viaggio. Non smette di piovere, ma il sole ci illumina con i suoi raggi quasi come ad indicarci la strada e come premio per aver sfidato le intemperie come si addice ai veri bikers. La situazione è abbastanza surreale, ma l’essere inserito, seppur casualmente, in quel mix di natura e paradosso, mi ha fatto sentire vivo e speciale. Attraverso le arterie principali di Reggio, raggiungiamo la parte sud della città dove ci aspetta la nostra meta. Infatti il RUN da Correggio era programmato per le ore 10:30, ma arrivando noi in zona troppo tardi, ci siamo diretti subito a “Ruote da Sogno”, ormai classica location della festa organizzata dagli amici dell’Emila Road Chapter.

Alle 11:30 tutte le moto sono parcheggiate, ci siamo cambiati e abbiamo iniziato a salutare i primi amici che vivranno con noi la giornata. Arrivano alla spicciolata anche tutti gli iscritti del Legnano… la distribuzione dei Rally Pack, qualche risata, un po’ di cagnara, e siamo pronti per entrare. L’organizzazione è però piuttosto ferrea, quindi aspettiamo il nostro turno, senza nemmeno dirlo, sotto l’acqua, che nel frattempo ha ricominciato a cadere.

Nonostante i numeri dicano che siamo in 980 persone (circa), lo spazio è notevole e tutti gli iscritti ai 37 Chapter (giunti da tutta Italia e uno anche dalla Svizzera) che partecipano, riescono a prendere posto all’interno della struttura. Tra musica, filmati, proiezioni e intrattenimento, iniziamo a mangiare… Antipasto e due primi. Dopo di che, ci sono le premiazioni per tutti i Chapter convenuti, a seguire il secondo e i dolci. Anche se l’adesione è stata veramente alta, pure quest’anno in cucina hanno mantenuto, come del resto praticamente sempre, molto alto il livello del servizio: diciamo pure che è all’altezza della location che ci ha fatto passare qualche ora “in un altro mondo”… Tra una portata e l’altra si può infatti girare tra auto e moto da favola: Ferrari, Porsche, Jaguar, Corvette, McLaren e perfino una Stratos la fanno da padrone rendendo l’ambiente e l’atmosfera che si respira, decisamente “fuori dall’ordinario”.

A riportarci alla realtà ci pensa un messaggio di Alberto che recita: “Per chi è in moto partenza ore 15:00!!!”. La preparazione non è delle più semplici, pertanto non bisogna perdere tempo. Ricomporsi ed essere operativi per il viaggio di ritorno ci lascia con un po’ di affanno, ma è veramente giunta l’ora di rientrare. Allineamento dettato da Max e controllato da Filippo davanti al parcheggio, e poi si parte. Ci fermiamo prima di rientrare in autostrada solo per il rabbocco del carburante.

Il viaggio di ritorno è leggermente più sostenuto grazie al fatto che, non solo ha smesso di piovere, ma le nuvole si sono talmente diradate, che il sole (che in mattinata è stato solo un piacevole fuori programma) diventa attore principale della nostra risalita verso nord.

In meno di un’ora di viaggio arriviamo a rivarcare il confine con la nostra Lombardia, e da lì inizia lo sfoltimento del gruppo. Prima il Melo a Guardamiglio, poi io, Stefania, Franz, Lucio e Chiara a Lodi abbandoniamo le tre moto che proseguono verso Milano e oltre. Solo qui ed ora realizzo (visto che in mattinata i pensieri erano ben diversi) che Paolo è stato, e sarà, l’unico a viaggiare con un Road “dedicato” e una scopa tutta per lui, quasi come un “Paolo mini-Run”, roba da farci una patch… questo pensiero mi coglie e mi fa sorridere proprio mentre cerco di evitare di incagliarmi nella sbarra del telepass che, per la quarta volta su quattro oggi, non si apre al mio passaggio…

Prima di parcheggiare le moto in garage, ci concediamo ancora un caffè insieme. Lo facciamo forse più per la voglia di stare ancora in giro, che per la necessità vera e propria di assumere della caffeina. Per le 18:00 siamo però definitivamente a casa, e sulla chat di gruppo dell’evento, continuano a rincorrersi foto e video della giornata e arrivano i messaggi con le conferme che tutti siano giunti sani e salvi ai loro domicili.

La stagione 2024 è quindi ufficialmente cominciata. Quest’anno il “Rompighiaccio” si sarebbe potuto anche chiamare “Spartiacque Run”, oppure “Double Face Run” o ancora “Gone with the wind Run”, ma per noi l’importante è stato esserci ed esserci in moto. Alla prossima e buona strada a tutti.

Stefano Biker58

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HOG INVERNO 2023

HOG INVERNO 2023

Giorno 1: il pre Hog by LCI

È una notte buia e tempestosa, lampi di luce illuminano la corsa a perdifiato di un uomo tra gli alberi. Porta con sé una sacca e cerca di sfuggire a numerosi Tyrannosaurus Rex che lo stanno inseguendo. Corre, corre…. ma poi all’improvviso inciampa su di un ramo e cade rovinosamente al suolo proprio davanti a me. Io cerco di aiutarlo, lui si alza e……. È il Sassi!! Mi sorride e mi dice:

“a sto giro nun ce so’, ma a’ tuta antipioggia nun te serve, a’ tengo io che famo cose quanno torni”. Chi ha letto l’articolo di Eternals sa di cosa parlo e del “Sassi effetto rinvigorente” che producono le donne che indossano una tuta antipioggia… ad ogni modo tutta questa spatafiata drammatica per dire che la notte prima della partenza lui mi viene in sogno e mi preannuncia che la tuta antipioggia non servirà… quindi chi sono io per non dargli retta? Penserete che mi stia inventando tutto per dare “teatralità” al pezzo, ma vi assicuro che questo sogno c’è stato sul serio ed è fedelmente riportato!

Alle 7.20 arriva messaggio sulla Chat del ns road Davide Solbiati che ci dà la carica; io sono già bella carica di mio: dai che si parte ed è pure il Black Friday! Mio marito mi guarda con sopracciglio alzato e con un solo occhio aperto e mi fa: “Del Black Friday non me ne frega una beata cippa e stai calma che la partenza è oggi pomeriggio”. Ma come? Non alle 8.30/9.00 come al solito? Ma quando mai si parte dopo pranzo? Eppure, è così e nemmeno la mia funzione di “Editor pro tempore” convince quel disgraziato del mio consorte a dirmi dove andremo. La destinazione del venerdì, infatti, è ignota ai soci, come da tradizione LCI per la partenza del giorno che precede l’HOG Inverno. Non mi resta che rassegnarmi ad aspettare e non posso nemmeno uscire a far compere per usufruire del Black Friday perché mio figlio, approfittando del fatto che i suoi due pazzi vecchi genitori se ne vanno per un week end, si è preso la mia auto… in Chat riecheggia la suoneria militare per la sveglia di gruppo.. vado a fare il caffè e verifico se Sassi ha ragione che la tuta non serve… il cielo è azzurrissimo, nemmeno una nuvola anche se è freschetto… ma è presto e c’è ancora tempo perché la temperatura si alzi giusto di quel tanto per non farci diventare dei ghiaccioli! Arrivano i primi messaggi di servizio sulla Chat, Sua Ortenzietà condivide l’elenco partecipanti e… wow! Saremo davvero un bel gruppo una volta che tutti ci ritroveremo a Torino!

Eh sì, una parte del gruppo da prodi eroi, “Le Rocce”, quelli del venerdì appunto, partono oggi in moto: ore 14 ci si trova finalmente in Concessionaria e si parte! Siamo in 10 moto e 13 persone. Prendiamo la Tangenziale Ovest con direzione Genova, usciamo ad Alessandria e ci dirigiamo verso il Monferrato. Saliamo a Loazzolo per giro panoramico: con Road Solbiati curve e tornanti sono assicurati! Ma non è che siamo al Run delle Dolomiti, oh??? Scendiamo a Cannelli e ci rechiamo all’Hosteria dei Meravigliati dove consumiamo allegramente un aperitivo offerto dalla Sua altissima Direttorialità Carlo Ortenzi per festeggiare il suo nuovo rombante mezzo. Se volete rendere felici i soci del LCI fate pagare aperitivi a qualcuno che, quando si è a scrocco, sono tutti belli contenti!!! A parte gli scherzi, location top e compagnia altrettanto top!

Ripartiamo alla volta di Cherasco dove si trova il nostro albergo “Il Campanile”, una dimora storica situata in una piazzetta immersa nel nulla con di fronte appunto il Campanile che rintocca lo scoccare di ogni ora. Adesso è un pochino freschetto, ma non si molla! All’arrivo davanti all’ingresso dell’albergo troviamo il nostro Assitant Director Giovanni Chiodini che ci dirige per effettuare un parcheggio da manuale e ci hanno anche raggiunto il Secretary Enrico Parolo e Cornelia, capo delle nostre Ladies. Ora siamo in 15 partecipanti.

Alle 20.30 ci troviamo per la cena: partono le discussioni più disparate.  Dai Solbiati che litigano per il piano della cucina, alla nonna centenaria di Filippo che ne combina più di Bertoldo e se indossa una delle sue parrucche bisogna iniziare a temere il peggio…  a Chiodini che per far contenta la sua mamma e comprarle un torrone da 10 euro, per permetterle di fare un dolce a Natale, è costretto a fare un ordine minimo di 300 euro e quindi parte a raccogliere le ordinazioni tra di noi: chi vuole la liquirizia, chi le fragoline, io opto per le coca cole frizzantine…. Preparatevi perché alla cena di Natale andremo tutti in coma diabetico…

Decidiamo allora di dare una svolta più seria alla serata: Filippo inizia quindi a spiegarci come si fa a trovare l’ispirazione per uno spettacolo teatrale in dialetto: semplice, una bazzecola. Si va al bar del paese, ci si siede a bere qualcosa ed a un certo punto a voce alta si dice ad esempio: “gomme quattro stagioni!”. Gli avventori del bar a quel punto partono a dire ognuno la loro, gli animi si surriscaldano, tutti vogliono avere ragione e si sfiora la rissa… Filippo ironizza che lui ci trae ispirazione per i suoi personaggi e spettacoli, ma per quelle persone è vita vera. Nel raccontare di queste avventure apprendiamo anche che in quel di Arluno è stata avvistata una razza di animale unica nel suo genere: l’Alce di lago, con grande cresta e corporatura dalla forma tondeggiante. Il concittadino di Filippo ne raccontava i dettagli in modo abbastanza preciso, Filippo per dovere di cronaca e trasparenza fa presente che era mezzogiorno passato quando il fatto veniva raccontato di fronte ai basiti avventori del bar; quindi, lui non può’ garantirne la veridicità e non si assume la responsabilità della mancata scoperta di una nuova specie animale. Proveremo a sentire Alberto Angela in merito.

Andiamo avanti: procediamo quindi al “Battesimo” dei soci che partecipano al loro primo Hog Inverno. Scene che definire “imbarazzanti” è dir poco: Paolo si esibisce in un balletto classico che denota una mobilità nei movimenti non male per un uomo della sua stazza… di certo, comunque, la grazia e leggerezza non gli appartengono… scusa Paolo, ti sei impegnato ma io devo dire le cose come stanno perché un Editor, anche se pro tempore, deve scrivere il vero! Serena canta con un tale trasporto che a momenti ci tagliamo tutti le vene, Massimo deve imitare un film con pessimi risultati visto che Enrico dice che stava imitando “Rain Man” e non ci azzeccava nulla. Solo Raffaella si salva dallo sfacelo totale: bendata deve individuare chi è il socio che le viene fatto toccare, ovviamente essendo stata prima attenzionata di non avvicinarsi alle parti basse! Si approfitta di questa situazione per “testare” la canzone che dovremo cantare la sera dell’evento: un macello, sarà un disastro di proporzioni epiche, faremo una figuraccia colossale e si racconterà di questa tremenda performance per anni. Dovremo essere in 47 del Legnano Chapter a cantarla. La Hog avrà una perdita a bilancio per questo perché, poco ma sicuro, verremo cacciati a pedate dall’evento e dalla Hog! 🤣 ma “la nostra banda suona il rock” gracchiata da noi riecheggerà nell’Eternità 🤣.

Oggi abbiamo cavalcato i nostri destrieri per 250 km, affrontato un po’ di vento e di freddino verso sera; quindi, a mezzanotte ci ritiriamo nelle nostre dimore per il meritato riposo che domani siamo ancora in pista!

 

Giorno 2: Il segreto della visita del Castello di Racconigi e Road to Torino 

Sabato mattina alle 8.30 ci troviamo tutti per la colazione: Sua Ortenzietà giunge nella sala come un profeta di pessime notizie e con in mano una strana pergamena: di cosa si tratterà? E cosa volete che sia? Ieri sera tra cena e dopocena si sono bevuti praticamente tutto il bar dell’albergo ed ora c’è da pagare il conto! Nessun problema: Solbiati coordina i lavori di conteggio ed il conto è presto saldato, ci imbacucchiamo e partiamo alla volta di Racconigi perché abbiamo prenotato visita guidata al Castello Reale.

Giungiamo a destinazione dopo una mezz’oretta e ci fermiamo per un veloce caffè, nel frattempo,  Davide e Serena vanno alla biglietteria per coordinare l’entrata alla Reggia. Li vediamo uscire con sguardi cupi al che capiamo che qualcosa non va: abbiamo prenotato la “visita con guida” ma questi del Castello intendono che la guida ce la dovevamo portare noi!! Insomma, tira e bistira non ci vogliono far entrare, ci propongono come alternativa visita alle 12 perché alle 10.30 non c’è una guida disponibile, ma a noi non va bene come tempistica. Parolo e Chiodini vanno allora al bar della Piazza a vedere se qualcuno del posto può darci una mano; ci dicono di andare a parlare con l’Assessore che è la farmacista del paese. Parolo e Chiodini vanno quindi a “prelevare” la farmacista che, con ancora indosso il camice, si reca con loro alla biglietteria. Ma è incredibile! Nemmeno la politica smuove la rigida bigliettaia! ‘Sta visita non s’ha da fare! Usciamo sconsolati, ci facciamo una foto davanti alla cancellata come se fossimo incatenati ad essa ed a quel punto Chiodini vede una donna in lontananza vicino ad una delle porte del Castello e le urla: ”fateci entrareeeee!!!!!!”.

Qui c’è un segreto: non ci è dato sapere cosa sia successo poco dopo, se Chiodini abbia sbattuto le ciglia, fatto gli occhi dolci a questa signora, agitato la sua fluente chioma bionda…. Sta di fatto che veniamo richiamati ad entrare perché una guida di nome Daniela ci vuole accompagnare all’interno del Castello… ci viene incontro e ci dice:

“mi hanno detto che c’è un gruppo di storti che vuole visitare la tenuta, quindi eccomi qua!”.

Negli anni di epiteti nei nostri riguardi ne ho sentiti tanti: “boomer”, “maranzi”, “tamarri” ecc…. ma “storti” non ce lo aveva mai detto nessuno!!! Avrete capito che la originatrice di tale complimento è la signora verso cui Chiodini aveva rivolto il suo strappalacrime grido di aiuto per entrare e perciò entriamo! Si capisce da subito che il Castello è bellissimo, Daniela con grande passione e competenza ce ne racconta la storia e quella dei Savoia e ci guida attraverso tutte le stanze spiegandoci dettagli storici ed architettonici. La visita dura poco più di un’ora ma il tempo è volato perché è stata talmente brava questa signora a descrivere il tutto che non ce ne siamo nemmeno accorti. Onorata anche la parte culturale di questa giornata risaliamo in sella e ci dirigiamo a Torino presso il Concessionario dove mangiamo velocemente, scambiamo quattro chiacchere e, cosa più importante di tutte, ci hanno raggiunto i rimanenti soci del nostro Chapter. Ci dirigiamo quindi verso l’albergo e dopo check-in, doccia e breve riposino alle 18.30 siamo nuovamente in sella per raggiungere la Polisportiva San Remo a Grugliasco dove consumeremo la cena insieme al Treviso Chapter ed American Chapter. Dopo una bella pasta e fagioli ed una bistecca alla Flinstones, riprendiamo i nostri destrieri ed andiamo all’evento presso Lingotto Fiere: ma non vi immaginerete che sfortuna dell’accidenti! Essendo andati un po’ lunghi con la cena siamo arrivati all’evento dopo il tempo limite per cantare la canzone; quindi, le nostre tessere H.O.G. sono salve! Ci siamo risparmiati una figuraccia del menga come si dice dalle nostre parti!

L’evento si svolge come di consueto con musica e con l’immancabile furgone del Vida Loca, seguono le varie premiazioni dei Chapter con l’annuncio ufficiale che il prossimo H.O.G. Inverno si terrà sotto il patrocinio del Pescara Chapter.

Per quanto concerne il nostro di Chapter alla fine il numero di partecipanti è stato significativo: 20 moto e 48 persone, direi proprio non male! Bravi tutti!

 

Giorno 3: il rientro 

Nella giornata di domenica ce la prendiamo comoda comoda: alle 9 colazione, poi con calma ci prepariamo ed alle 11 il gruppo motorizzato parte per rientrare a casa. Intorno alle 14 siamo al calduccio tra le pareti domestiche anche perché, nemmeno a farlo apposta, sembra che stia per arrivare la prima bottarella di freddo vero… vediamo se stanotte mi giunge qualche altro sogno premonitore…. Alla prossima bella gente e sempre LCI nel ❤️!!

 

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Run P&P: Panorama e Palato Run

Run P&P: Panorama e Palato Run

“P&P”, un acronimo che è tutto un programma… Panorama e Palato…

Per domenica 5 novembre viene programmato un run interno all’LCI che ricalca in pieno lo spirito HOG dei mesi più freddi: fare qualche chilometro per sgranchire i cilindri e stare insieme al gruppo per divertirsi con gli amici. Detto fatto: obiettivo centrato.

Sveglia (per noi che “arriviamo da lontano”) intorno alle 6:00 o poco più. Abbiamo più strada e dobbiamo anche verificare il tempo. Infatti, fino a metà della notte ha piovuto parecchio e – anche se il meteo sembra mettersi al bello – dobbiamo valutare bene quello a cui andiamo incontro. Quindi appena si aprono gli occhi, lo sguardo si rivolge oltre le persiane della stanza e.… è buio, umido, ma per fortuna non piove.

A questo punto la preparazione “anti freddo” è minuziosa: termica, calze pesanti, stivaletti invernali, una calda felpa, mezzo antipioggia (più preventivo che altro), giubbotto invernale e guanti riscaldati. Siamo ufficialmente pronti.

Abbiamo appuntamento alle 7:40 con Lucio, orfano della sua Chiara, al “solito posto”, arriviamo e ci sta già aspettando, quindi, senza indugiare usciamo da Lodi ed imbocchiamo l’autostrada. Arriviamo al “solito autogrill” (quello di San Giuliano sulla tangenziale ovest) dove ci aspettano Franz e la nuova versione del Melo (senza barba sembra un’altra persona). Il tempo di salutarsi e si riparte in direzione Legnano.

Il ritrovo è alle 9:00 alla nostra concessionaria Harley Davidson Legnano, con partenza alle 9:30. Arriviamo tra i primi e possiamo permetterci anche un caffè.

Quando siamo tutti presenti il Direttore ci catechizza come “Road Captain” di giornata: andremo belli tranquilli, ma attenzione al fondo, soprattutto nel pezzo di arrivo all’eremo… poche parole ma lapidarie.

Il gruppo strada si completa con Marco “chiudi rotonde” e Giovanni “non serve lo specchietto, intanto lo senti quando arriva” come safety (una sicurezza!) e con “tranquillità” Filippo che ci fa da scopa.

Nell’allineamento allietato dal sole, abbiamo due lady pilota (Cinzia e Stefania) e poi il gruppo: siamo 19 moto in tutto che scorrazzano in giro 27 amici pronti per una domenica “diversa” dal solito. Purtroppo, abbiamo anche due defezioni: Max ed Enrico. Capiamo fin da subito quanto ci mancheranno: Silvia, vista la situazione, viene eletta “fotografa per un giorno”.

Usciamo da Legnano attraverso Corso Italia, il sottopasso della stazione e poi giù per via Novara. Imbocchiamo la SP148 fino ad immetterci nella SS336dir in direzione ovest. Allo svincolo di Oleggio si svolta a sinistra sulla SS527 con cui passiamo confine tra Lombardia e Piemonte sul fiume Ticino. Attraversiamo Oleggio per poi raggiungere con la SS32 Pombia e Borgo Ticino. Da qui seguiamo per Comignago e poi, con la SP159, Oleggio Castello e Ghevio. Poco dopo Ghevio ci fermiamo per un caffè e una difficoltosa “sosta tecnica” (a causa dell’abbigliamento, l’andare in bagno diventa un’impresa ardua…). Presso il caffè “Le Camelie” facciamo quindi una pausa più che altro “preventiva”, visto che, giustamente, veniamo avvertiti che all’eremo di San Salvatore “non c’è niente” se non la prima “P” del nostro run: il PANORAMA…

Ripartiamo, ma i chilometri da fare non son tanti; infatti, all’altezza di Lesa svoltiamo a sinistra e iniziamo a inerpicarci sul monte San Salvatore. Arriviamo nel piazzale dove parcheggiamo, poco prima delle ore 11:30. Sistemiamo le moto e facciamo l’ultima scalinata per arrivare alla chiesa di San Salvatore antistante il punto panoramico.

Qui ci hanno raggiunto in auto in 4, Valter, Paola, Mariangela e Daniele, portando così il numero totale a 31 più 2 “amici pelosi” al seguito.

Raggiunto il punto sovrastante il parcheggio, ci godiamo la vista: in primo piano il lago Maggiore, in secondo piano il lago di Varese e sullo sfondo la pianura lombarda con al centro Milano. Siamo fortunati, perché la giornata è sufficientemente tersa e limpida per avere una visuale decisamente suggestiva.

Abbiamo possibilità anche di visitare la chiesetta di San Salvatore, la cui costruzione si inizia intorno all’anno 1000 grazie alla volontà dei monaci benedettini dell’abbazia di Massino. Durante il passare dei secoli, la chiesetta subì diverse trasformazioni, infatti l’attuale cappella laterale d’oriente, era prima l’abside della chiesa. Qui sono state rinvenute, durante i restauri, alcune opere del XV secolo probabilmente di Giovanni de Campo, che aveva operato per volere di Lancillotto Visconti, feudatario di Massino. Intorno alla fine del XV secolo, si assistette ad un declino dell’abbazia fino all’arrivo sul monte dei monaci eremiti di Sant’Agostino che allargarono il complesso e si stanziarono fino al 1660. Di quel periodo sono il campanile e la sacrestia. Nel XVII secolo la struttura della chiesa venne stravolta, modificandola in quella che ancora oggi possiamo vedere.

Dopo aver scattato alcune foto, aver mangiato qualche biscotto gentilmente offerto, aver perso gli sguardi nell’orizzonte della pianura, raccolto un po’ di castagne e, diciamocelo pure, anche parecchio cazzeggio, veniamo richiamati all’ordine da Carlo che ci “invita dolcemente” ad appropinquarci alle moto per raggiungere la seconda “P” del nostro run: il PALATO…

Altri 7/8 chilometri e raggiungiamo la Trattoria San Salvatore (giusto per rimanere in tema…), ripiego (rivelatosi ottimo) della meta culinaria originale che non ci avrebbe potuto accogliere tutti.

Ci disponiamo su due tavolate, e il languorino ci assale… Ci servono un antipasto di salumi misti decisamente ottimo, accompagnato con del paté di fegato di pollo e l’immancabile giardiniera. Subito dopo passiamo ad un buonissimo risotto con arance: alla richiesta di bis, ad un paio di “sfacciati” (tra cui io), in parecchi si “sacrificano” e si immolano alla dea cucina. Concludiamo con il dolce e il caffè.

Di chiacchierate ne abbiamo fatte parecchie durante la giornata, e quindi il Direttore non ci lascia molto tempo per “digerire”, ma, giustamente, si preoccupa di farci viaggiare in piena sicurezza e con il chiaro: in questa stagione bisogna sempre tener ben conto dell’orario e del tramonto.

Si riparte quindi dal ristorante costeggiando il lago in direzione sud verso Arona sulla SS33. Prima del Parco della Rocca Borromea, svoltiamo a destra e saliamo verso il “San Carlone”, la colossale statua dedicata sul Sacro Monte a San Carlo Borromeo. Scendiamo ancora verso Arona e da qui imbocchiamo la SP142 verso Oleggio Castello. Entriamo sulla A26 che ci porta direttamente sulla A8. Svoltiamo verso ovest e ripassiamo il confine tra Piemonte e Lombardia. Da qui, diretti verso l’uscita di Castellanza, dove ci stacchiamo dal gruppo che ripiega verso il concessionario, mentre noi torniamo verso casa.

Arriviamo a casa poco prima delle 17:00 ma non prima di aver salutato chi ci ha accompagnato verso Lodi. Noi abbiamo fatto circa 280 km che, tutto sommato, per una fredda ma non piovosa domenica di inizio novembre non è poi così male.

Vorrei concludere con una cosa molto personale, ma che mi ha fatto comprendere le diverse percezioni di chi “ci vede” da fuori e di chi invece viaggia in gruppo, e soprattutto lo fa con un gruppo come il nostro… allo svincolo della SS32 con la SP32dir, Stefania (come Lady neofita) era francobollata al RC, quindi in testa al gruppo. Io invece facevo bella compagnia alla scopa nelle ultimissime retrovie. La strada ci ha fatto fare un ampio tornante a 360 gradi leggermente in salita, quindi, durante la ripartenza sulla strada appena imboccata, lei vede il “serpentone” del gruppo e mi sussurra nell’interfono: “Che belli che siete…”. Io, con un po’ di emozione in corpo ho pensato: “…Che siamo, mia adorata zavorker… che siamo!!!”. (Per chi non lo sapesse la “zavorker” è l’essere mitologico che nasce quando la “zavorrina” si trasforma in “biker”…).

Buona strada a tutti, alla prossima.

Stefano – Biker58

LADIES NATIONAL RUN 2023

Si dice che se delle donne si ritrovano a confabulare, il diavolo prende appunti: figuriamoci con 800 donne! Ci si potrebbe scrivere un libro intero..

Invece vi racconto io cosa fanno 800 donne tutte insieme!

14 e 15 ottobre: una data tanto attesa per un week end tutto ‘rosa’ per il Ladies National Run organizzato dal HOG Bologna Chapter.

Un raduno preparato benissimo che, oltre ad emozionare ed emozionarci, ha anche un fine benefico: il ricavato dalle vendite delle magliette verrà infatti devoluto all’associazione Veronesi che si occupa della ricerca sui tumori femminili.

L’evento si avvicina, ma le previsioni meteo non sono a nostro favore e quindi moto si o moto no? Ma arrivato il venerdì, il tempo sembra stringerci l’occhiolino e così si decide di andare in moto.

La sera preparo tutto… metto la sveglia anche se so che è inutile: infatti alle 5.00 già in piedi mi preparo. Alle  7.15 vado in concessionaria e sono la prima!  Verso le 7.30 iniziano ad una ad una a raggiungermi le altre comprese le 9 ladies che si sono organizzate in due macchine.
Ad omaggiare la nostra partenza c’è sia il nostro Dealer Antonio ma anche Marco, Tony, Roberto ed Enrico che non possono fare a meno di catturare con scatti fotografici la nostra partenza.
Sono quasi le 8:00, ci posizioniamo e salutiamo gli ometti. Sembra che Tony, più che salutare me, dia la benedizione alla moto (sia mai né?!) e via che si parte!

Io e Cinzia chiudiamo il gruppo, Cornelia è la nostra bravissima  Road Captain che ci guida per oltre 500 km e noi tutte belle allineate ( nemmeno gli ‘ometti’ sono così bravi).
Dopo circa 60 km arriviamo a San Zenone dove ci incontriamo con i Chapter del Monza, Mediolanum, Gate 32, Como e Lugano; facciamo rifornimento, un caffè, due chiacchiere con le ladies degli altri Chapter, fin quando Lara del Monza, col suo fischietto, inizia a farci ripartire. Seconda tappa a San Martino ed infine all’area di servizio Cantagallo dove ci ritroviamo “col resto del mondo rosa”: l’area è completamente invasa da più di 300 Harley tra i tir con i camionisti incuriositi ed in ammirazione. Intanto la temperatura si è alzata (così come l’adrenalina) permettendoci di guidare meno bardate. A capo del serpentone c’è Chantal del Roma Chapter che ci conduce tutte alla Polisportiva di Calderara di Reno dove pranziamo nel centro sportivo gentilmente concesso dal sindaco che decide di unirsi a noi.
Le nostre ladies partite in macchina, prima di ricongiungersi con noi in concessionaria, ne approfittano per godersi un tour nei paraggi. Il gruppo in macchina con Susy si dirige a visitare il labirinto della Masone a Fontanellato ed a fare ‘shopping’ a Fidenza. Il gruppo in macchina con Paola visita invece il chiosco storico Agnese delle Cocomere e fa una sosta al Caffè dei gomitoli, dove tra un sorso e l’altro, hai anche la possibilità di lavorare a maglia qualora tu lo volessi.
Finito di pranzare risaliamo sulle moto e ci avviamo verso la Harley Davidson Bologna. Giusto il tempo di visitare la concessionaria e piazzare qualche acquisto che si riparte per raggiungere l’albergo Savoia, una struttura molto spaziosa ed elegante con tanto di piscina e una grande fontana davanti all’entrata. Abbastanza velocemente ci ricomponiamo ed alle 19.00 ci ritroviamo nel giardino dell’albergo per l’aperitivo con isole imbandite di stuzzichini e camerieri che servono da bere. Con il clima tiepido, le lucine poste intorno agli alberi e la piscina illuminata il tutto risulta grazioso e piacevole. Successivamente ci fanno accomodare in due grandi sale per cenare
Il dress code è Pink / Rock ed ogni Chapter si è organizzato con un outfit a tema. Sarà perché siamo tutte donne ma ognuno di noi ha qualcosa di rosa addosso.
Noi del Legnano Chapter indossiamo un foulard di seta, occhiali a cuore e dei braccialetti fluorescenti, il tutto esclusivamente e rigorosamente rosa!
La serata è molto movimentata, mangiamo, balliamo… c’è anche una band e vengono premiati i circa 60 Chapter partecipanti, tra cui alcuni provenienti dalla Francia e dalla Svizzera. Visto che la notte prima ho dormito solo tre ore perché eccitata dalla partenza, quasi a mezzanotte, decido di ritirarmi in stanza cercando di riposare per paura di non farcela il giorno dopo. C’è chi invece tiene duro come Tanya e Federica che resistono fino alle 3 di notte…ah beata gioventù!

E’ l’alba, anzi no, sono appena le sei e già sveglia mi preparo per la colazione. Ovviamente sono la prima in assoluto nella sala, mi manca solo di aiutare i camerieri a finire di preparare il banco..
Man mano vedo arrivare le altre peccato che io sia già pronta e che continui a girovagare per l’albergo come un fantasma in attesa che tutte loro siano pronte per la partenza.
Ci allineiamo sulle moto nel parcheggio dell’albergo per la parata mentre le altre ladies, venute in auto, saranno portate a destinazione da un pullman.
L’emozione mi sta travolgendo sempre di più: quando ci ritroviamo per strada tra la gente che ci saluta, ci filma, ci sorride, inizio a sentire le lacrime che scendevano sul mio viso mentre guido..
La parata si svolge tra le strade di questa bellissima città e le sua incantevoli colline fino ad arrivare alla grande piazza dei caduti 8 agosto 48 al centro di Bologna. Di fronte alla piazza dove parcheggiamo le moto, c’è il monumento con una grande scalinata dove si sono già posizionate le altre ladies giunte in pullman . Al nostro arrivo esultano e vederle là tutte insieme ad accoglierci mi fa scendere ancora una volta le lacrime. È difficile descrivere quello che proviamo durante questo raduno, perché siamo una forza tutta al femminile, dove facciamo sentire la nostra voce❤️. Un evento che emoziona tutte noi e chi ci guarda. Un evento che ripeto, oltre a farci unire e divertire, è anche utile per beneficenza!

Finito il questo momento di gloria esclusivamente nostro ci prepariamo per tornare in albergo per il pranzo. Ora siamo adesso più di 350 moto e la parata si svolge in sicurezza grazie anche alle Safety del Bologna che sono state bravissime a gestire il gruppo e alla polizia che ha contribuito con il suo prezioso aiuto. Tornate in albergo ci aspetta il pranzo ma ancora una volta il tempo minaccia pioggia nel tardo pomeriggio. Mentre quelle di noi in moto partono verso Legnano, le lady in auto decidono così di rimanere

Certi momenti vorresti non finissero mai ma la stanchezza ti ricorda quanto sia bello anche tornare a casa. Qualcuna di noi è talmente veloce che è già pronta in sella creando anche un po’ di ansia a tutte. Martina da questo ha preso spunto per inventare il suo motto: “chi per prima accende la moto per prima crea ansia”! Abbiamo così stabilito che, quando il nostro Road Cornelia è pronta, solo allora, possiamo tutte accendere la propria moto!!

Ah le donne… È proprio vero! Se non ci fossero dovrebbero inventarle.

Ciao a tutte e tutti. Alla prossima!

Lory

 

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RUN DELLA LOMELLINA 2023

RUN DELLA LOMELLINA 2023

Succede che il Genova Chapter organizza un bel Run aperto ad altri Chapter HOG, che oltre a portarci in giro per la Lomellina, abbina anche un bellissimo sostegno alla Fondazione Onlus “Dopo di Noi” che realizza strutture residenziali per aiutare ed accogliere persone disabili.

E succede, quindi, che il Legnano Chapter, sempre molto sensibile a questi argomenti, si iscriva in gran numero così come fanno anche il 100 Torri di Pavia e l’American Chapter di Torino. Arrivano pure delle rappresentanze dell’Alba Chapter e del Gate 32 ed alla fine di tutto questo ne viene fuori una giornata bellissima. Partiamo?

Ritrovo fissato dal Road Max Tacchi alle 8.30 in concessionaria Harley Davidson Legnano e, ridendo e scherzando, siamo 47 soci iscritti. Mettetevi comodi che ve li elenco tutti… Paura, eh?

Max, per raggiungere Gropello Cairoli, punto d’incontro con gli altri Chapter, studia un percorso di circa 80 km che da Legnano ci porta giù ad Inveruno per poi svoltare a destra verso Castano Primo e, dopo aver attraversato il Ticino, scende a Trecate, Vigevano, Garlasco e dulcis in fundo a Gropello (grazie ancora a Teskio per alcuni interventi importanti).

Quando arriviamo nel parcheggio di fronte all’ingresso dell’autostrada troviamo già un nutrito gruppetto del 100 Torri ed a brevissima distanza arrivano anche tutti gli altri. Un po’ di riposo, un po’ di saluti e ripartiamo per il Run studiato dall’organizzazione. L’obbiettivo è Cerreto Lomellina ed il tragitto è studiato per farci scoprire il territorio: grazie a strade secondarie, che ci permettono di apprezzare la natura costeggiando campi, qualche ruscello  con pescatori (speriamo che i pescatori abbiano finito di insultarci per la musica dei nostri scarichi che spaventavano i pesci)  scopriamo anche i centri dei piccoli paesini della Lomellina che altrimenti non avremmo conosciuto. Sostanzialmente saliamo verso nord e circumnavighiamo Garlasco per andare a ovest e poi ancora a sud verso Scaldasole (è proprio il nome giusto per giornata di fine giugno…ops inizio ottobre ma col caldo che c’era… ) e successivamente ancora a nord-ovest verso la nostra meta. I Gruppi Strada del Genova Chapter e del 100 Torri lavorano molto bene mentre noi affrontiamo con coraggio una milionata di buche divertendoci anche a fare lo slalom fra i tombini: con il millesimo, complice un passaggio a livello chiuso, decido di farci amicizia e l’ho invitato alla nostra festa di Natale. Se non avrà qualche scooter da far cadere mi ha promesso che verrà volentieri a bersi un prosecchino.!

Ma ecco l’Avvocato del diavolo (ops del Director): “scusi Editor. Mi sembra che lei stia un po’ divagando”.

Nella piazza di Cerreto ci aspettano i volontari della Fondazione che dopo averci fatto sistemare le moto molto ordinatamente, ci guidano ai tavoli per il pranzo a base di salumi locali, gorgonzola, risotto, arrosto e torta. Il tutto accompagnato da un gruppo Rock Heavy Metal molto bravo e preparato: i Bad Bon Roses. Non male come festa col gruppo che  parte con calma per poi crescere d’intensità, raggiungendo il picco quando il frontman propone la canzone “base” di Flashdance e le nostre Ladies si lanciano in pista dandogli meritata soddisfazione. Io non sono un grande intenditore di musica però a me sembrano proprio bravi questi ragazzi.

Ma riecco l’avvocato del Diavolo ( sempre del Director): “scusi Editor. Lei non ha barba, né tatuaggi; di musica rock non sa quasi niente. Cosa ci fa nel Chapter?”

Editor: “Avvocato… ma non stava andando a giocare a mosca cieca in autostrada?”.

Dopo tre ore di musica non propriamente da piano-bar il Director – sua maestosità – Carlo, insieme ai direttori degli altri Chapter presenti, riceve dalla Fondazione un attestato di merito che il nostro boss orgogliosamente posta subito sulla chat di gruppo. La festa con la musica dei Bad Bon Roses va avanti ma il buon Road Tacchi ci richiama ai nostri fedeli destrieri: è il momento di rimetterci in sella verso casa.

Il tragitto di ritorno è tranquillo e serafico come lo è stata tutta la giornata bucolica e per le 18.30 giungiamo alla nostra concessionaria Harley-Davidson Legnano per i saluti… ma  già pronti per il prossimo run!

Alla prossima. Ciao.

Davide

 

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HOG40

HOG40

Qualche giorno prima dell’evento ricevo messaggio dal nostro editor nel quale mi chiede di preparare l’articolo ed io, che per natura non mi sottraggo mai alle sfide, decido di accettare e mi cimento in questa opera che ho deciso avrà l’impronta editoriale stile film di Tarantino, cioè una cronistoria a puntate 😊. Quindi buona lettura!!

La sera prima della partenza.

Dopo aver preparato i bagagli e mentre prepariamo la cena, consultiamo tutte le app meteo possibili ed immaginabili. Pare che la pioggia caratterizzerà la nostra tappa di avvicinamento, ma abbiamo una speranza di finestra senza acqua proprio nella fascia oraria della partenza. Alla mia esclamazione che tutto ciò è davvero una scocciatura (anche perché devo affrontare questo run con la nuova moto, quindi non è che sto proprio rilassata come un fiore) mio figlio replica: “Zitta mamma. I motociclisti viaggiano con qualunque condizione meteo!”.

Ci tocca stare veramente muti di fronte a cotanta saggezza ed io e mio marito, rassegnati da tutto ciò, andiamo a dormire, sperando in buoni auspici per la mattina successiva.

Giorno 1: Lost in Chianti, o no?

Sveglia presto e partenza, il ritrovo è  fissato presso l’area di servizio San Zenone per evitare di doverla percorrere in gruppo con il traffico intenso. Alle ore 9 partiamo che la pioggia inizia a lambire i nostri caschi; siamo 12 moto quindi in Autostrada facciamo la nostra bella figura.

Strada facendo qualche gocciolina, facciamo la prima sosta tecnica e ripartiamo appena Chiodini, il nostro Head Road, ci sprona al suono di “a bombazzaaaaaa!”. Appena entriamo in Emilia-Romagna il cielo si apre ed il nostro precisissimo Road Captain Enrico Lattuada ci porta fino in Toscana dove Sua Ortenzietà (mi scusi l’Editor se mi approprio della sua licenza poetica) prende lo Scettro del Potere e ci guida per le colline del Chianti: Chiese, Castelli, cipressi e curve dolci ci accompagnano nel nostro giro.

Giungiamo a Gaiole in Chianti dove nella piazza principale ci accomodiamo all’esterno di un bar e nell’attesa di rifocillarci lanciamo qualche Makumba alle nuvole grigie che si stagliano minacciose sopra di noi…. Non ci abbattiamo e partiamo alla volta di Spoleto ma la Makumba non ha funzionato! Becchiamo uno scroscio di acqua e Carlo, il “Road Director”, ci fa prontamente uscire e ci porta sotto la tettoia di un Eurospin, dove tra il metto e non metto alla fine indossiamo le tute antipioggia. Quasi quasi volevo fare la spesa, giusto per non perdere tempo, ma non avrei avuto posto dove ritirarla…

Ripartiamo: siamo in moto già da parecchie ore e la stanchezza inizia a farsi sentire, quindi di conseguenza iniziamo a straparlare. Sassi rivela che le tute antiacqua sulle donne hanno su di lui un effetto “rinvigorente”, Marinello sacrista perché’ la sua moto nuova non fa casino, Chiodini smanetta con le app dei distributori Eni…

Ma giungiamo comunque a destinazione presso l’agriturismo “Valle Rosa” a Spoleto e ci raggiungono anche i nostri dealer Antonio e Barbara. Siamo quindi a 14 moto. Doccia, phon a manetta per asciugare i nostri amati gilet, cena e poi alcuni si ritirano nei propri alloggi perché domani si riparte… ma altri temerari  si fermano nella “hobby room” dell’albergo, dove assistono ad una lezione di stiro da parte del Sassi che ci spiega come si fa a stirare bene un pantalone. Ancora non abbiamo capito perché in una “hobby room” debba esserci un asse, un ferro da stiro ed un telone da proiettore esattamente dietro all’asse medesimo. Che lo stirare sia considerato un hobby? Ma per noi non si butta via nulla, quindi il Sassi ci illumina con le sue conoscenze da casalingo navigato. Dopo questa sessione didattica si passa alla parte ludica con un incontro /scontro tra Direttivo e Soci a suon di Forza 4 e scopa con le carte napoletane, che per inciso praticamente nessuno di noi conosce e quindi dobbiamo cercare su Internet.

Oggi praticamente 600 km macinati, Roma dista 160 km da qui ma, secondo voi, noi prendiamo ed andiamo a Roma dritti per dritti? Macché! Noi dobbiamo guidare e goderci i nostri bolidi quindi faremo altri 400/500 km ….

Giorno 2: il carnazza day

Lasciamo di buon’ora l’agriturismo e partiamo per un run sulle colline circostanti con direzione Monteleone di Spoleto. Incantevole borgo con bellissima vista panoramica, il silenzio regna sovrano e la gente del luogo guarda con una certa curiosità questo numeroso e rumoroso gruppo di motociclisti giunti a disturbare la loro amena quiete.

Le nuvole sono ancora minacciose, il Road Director deve più volte riprogrammare il percorso perché l’inno di Cirignano recita: ”giragli intorno alle nuvole!!”. Scendiamo verso Leonessa direzione Roma. Dopo qualche km ci rifocilliamo in un bar lungo il percorso e ripartiamo verso la nostra meta. Arriviamo a Roma un po’ stanchi ed assetati, un caldo infernale alimentato dai nostri bicilindrici. Passiamo di fronte al Colosseo, Altare della Patria, Circo Massimo, San Giovanni in Laterano, Terme di Caracalla ed Il Tempio di Minerva. I nostri Safety hanno un bel da fare e si prendono un po’ di insulti in romanesco, ma sono bravi e tengono botta. Usciamo dal centro, prendiamo due goccioline e giungiamo sudatissimi in albergo dove ci aspetta il nostro Secretary Enrico Parolo già dotato di tessera alla mano e ci apre il cancellone del parcheggio. Ad oggi siamo arrivati a 15 moto.

Ci aspetta una serata al Kill Joy dove la carnazza regna incontrastata. Mangiamo, quattro chiacchere con membri di altri Chapter e poi indietro in albergo che domani ci aspetta un’altra giornata impegnativa…. Ma… Come facciamo a tornare che non si trovano taxi? Noi Marinello insieme ai Sassi ed a Valter riusciamo ad impietosire due del Lepini Chapter che carinissimi ci accompagnano in albergo. Elena ed Antonella finiscono nel bagagliaio di un taxi, Lattuada, Michele, Massimo e Parolo si siedono normalmente e riescono a tornare anche loro… Sua Ortenzietà, l’Assistant, Chierici e Guerrino non pervenuti…. Arriva un messaggio sulla chat che la partenza è alle 9.30 quindi presumiamo tutto bene…. Sperem….

Giorno 3: Belli tra i colli

Anche questa giornata inizia abbastanza presto. Questa cosa dei run è praticamente un lavoro!! Ci dobbiamo puntare la sveglia anche qui perché il programma è serrato.

Nel frattempo, nella chat di gruppo, seguiamo l’altro gruppo di soci che è partito questa mattina all’alba per raggiungerci e partecipare all’evento di questa sera.

Partiamo alla volta della concessionaria per il ritrovo pre run, ci accolgono i ragazzi dei Chapter romani con un gran sorriso e con un: “a moveteve che i cornetti stanno pe’ finì!” Ingurgitiamo le brioches e qualche biscotto e corriamo alle moto per la partenza e via! I Safety Romani fanno un gran lavoro, non è facile guidare qui, i locali sono piuttosto “creativi” e “coloriti” oltre che molto dediti all’utilizzo delle mani per gestacci di varia natura… sono anche da capire neh. Te ne vuoi uscire dalla tua viuzza, o da uno stop o da una rotonda e ti vedi arrivare centinaia di motociclisti con Harley che fanno un casino di Inferno… ma noi andiamo avanti per la nostra strada che tra l’altro è praticamente tutta occupata da noi. Guardo nello specchietto e vi assicuro che non si può descrivere se non lo vedete di persona: un serpentone infinito, il tempo ha tenuto ed il cielo è pieno di nuvolette che rendono l’atmosfera ancora più bella! Iniziamo a salire per i Colli Romani, giungiamo a Castelgandolfo dove il lago domina il panorama: sembra il cratere di un meteorite che si è riempito di acqua cristallina. Poi scendiamo giù e proseguiamo per giungere infine all’Eur dove ha sede la mostra motociclistica.

Iniziamo ad incontrare i volti già conosciuti, come i ragazzi del Licata, Salerno, Bergamo, Torino e Treviso. Giungiamo all’ingresso dove chiediamo numi per entrare e ci viene detto: “voi cor braccialetto arancione potete fa’ quello che volete!”

Entriamo e ci aggiriamo per stand e bancarelle fino ovviamente a fermarci a bere e mangiare.

Più tardi ci raggiunge il gruppo partito questa mattina all’alba: sono Frank, Marco Zaroli, Lucio, Ivan, Filippo, Enrico Fazio, Luigi. Siamo quindi al completo per un totale di 22 moto. Mica scherziamo noi quando ci muoviamo!

Rientriamo in albergo, ci docciamo e si va a Trastevere da “Ai spaghettari” insieme ai ragazzi dell’American Chapter di Torino. Come al solito il tragitto per le Vie di Roma è un parto, bisogna avere attenzione, scaltrezza e soprattutto prudenza ai massimi livelli, ma il nostro Road Enrico Lattuada ci porta a destinazione con parcheggio creativo compreso. Ci accomodiamo e mangiamo come se non avessimo mai cenato in vita nostra e poi via nuovamente per le strade romane destinazione Eur alle Terrazze.

Dopo 5 rampe di scale che hanno messo a dura prova le nostre coronarie, giungiamo sul terrazzo e ci fiondiamo a bere qualcosa, poi a vedere i vari spettacoli che hanno preparato per l’occasione.

Rientriamo perché il giorno dopo ci aspetta una caterva di Km per tornare a casa e scendendo incontriamo anche gli amici del Pescara che ci salutano con il loro consueto calore.

Giorno 4: back home

A li mortacci, ce tocca torna’ a casa!!! Oh mamma! Scusate! Sono entrata in mood romanesco! Ci aspettano 680 km e non è prevista pioggia.

Dovremo fare la Via Aurelia per poi imboccare la Cisa e proseguire verso Milano. Alla prima sosta presso l’area di servizio di Montalto di Castro sta per consumarsi un dramma passionale. Il Marinello, in un accesso di testosterone, fa notare alla Sacra Ortenzietà che le ballerine dello spettacolo della serata precedente erano delle gran gnocche. Peccato che si sia scordato che ha il casco in testa con microfono acceso ed io sento il tutto. Alla mia esclamazione di “stare schiscio” e fra l’ilarità di tutti, vedo avvicinarsi il Sassi con in mano la tuta antiacqua e mi propone di testare con lui la teoria che le tute antipioggia hanno effetto “rinvigorente”. Comunque, il lato positivo è che ottengo la licenza per poter fare anche io altrettanto nei prossimi run, quindi vi aggiornerò sugli sviluppi.

All’Autogrill successivo ci stiamo prendendo una pausa e stiamo chiacchierando e vediamo avvicinarsi un camper con la targa “CZ” (quindi Repubblica Ceca) che bello fresco entra nel parcheggio ignorando le barre in altezza e fracassa il tettuccio ed il condizionatore, rimanendo incastrato. Per forza che è successo, è cieco! 😊. Dopo gli insulti che la moglie del cecato autista rivolge al proprio consorte, arriva un addetto dell’Autogrill per prendere tutti i documenti per denunciare l’accaduto alla Società Autostrade…. insomma, di gente strana in giro ce n’è e non siamo solo noi!

Comunque… ci siamo sparati 1600 km in 4 giorni.

Mi faccio sempre più convinta che “normali” non siamo…. Ma questo è il bello no??

Alla prossima! LCI sempre nel ❤️

Cinzia

 

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Run delle Dolomiti ’23

Run delle Dolomiti ’23

Ed eccoci qui, raccolgo la penna dal nostro mitico Safitor (un po’ Safety, un po’ editor…) provato dalle erculee fatiche legate al racconto del nostro europeo, e ci provo io, a raccontare uno dei più bei run di questa stagione: il Run delle Dolomiti 2023.

Siccome le cose o si fanno bene, o non si fanno, l’appuntamento del sabato ci ha fornito l’occasione di passare tre giorni in allegria: partenza al venerdì e rientro alla domenica… cosa vuoi di più?

Il messaggio nella chat dedicata al run, ricevuto qualche giorno prima della partenza, recita: “ritrovo alle ore 8.30 con partenza alle 9.00 di venerdì 01 settembre”… dai che andiamo!!!!

E così…

DAY 1

Come detto, partenza fissata per le 9, alla testa del gruppo il Road Max Tacchi. Il percorso di avvicinamento a Bolzano si preannuncia veramente interessante: autostrada fino a Lomazzo Sud, percorriamo poi la statale fino ad Arosio dove ci immettiamo sulla Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga, il percorso è veloce e molto spesso in galleria fino a Bellano, dove abbandoniamo la superstrada e scendiamo in paese per una sosta caffè.

Ne approfitto per scrivere a casa “ciao, sosta a Bellano per un caffè” e in tutta risposta ricevo “ma stai andando a Bolzano, cosa ci fai sul lago di Como?????”: domanda legittima ma si sa, l’importante non è la meta ma il viaggio…. E poi, tutte le strade portano a Bolzano, no?

Tornando a noi, rifocillati dopo la sosta caffè ripartiamo percorrendo la strada provinciale 72 in direzione dell’alto lago e della Valtellina, tra verdi panorami ed il lago che placido ci guarda passare: in breve, sfiorata la penisola di Piona raggiungiamo Colico e subito dopo il trivio di Fuentes, dove imbocchiamo la Statale 38 dello Stelvio in direzione Sondrio, il traffico è poco e la nuova variante della statale ci permette di bypassare i paesi della bassa valle, in men che non si dica siamo a Teglio, oltrepassiamo l’abitato di Tresenda e pieghiamo a destra per salire lungo le curve della Statale 39 che attraverso verdi boschi e ripide pareti rocciose ci porta fino all’Aprica, località in cui è prevista la sosta per il pranzo. Il menù (redatto peraltro dai migliori cardiologi, per cui sono in lista pizzoccheri, ravioli con bresaola ed altre specialità locali a base di colesterolo liquido) soddisfa pienamente il nostro appetito e dopo esserci rimpinzati siamo pronti a ripartire, in direzione di…. Bolzano, direte voi… sì sì ma prima, qualche curvetta per stimolare la digestione!

Scendiamo quindi fino a Edolo, da qui via verso Ponte di Legno e il passo del Tonale, che raggiungiamo non prima di aver ammirato, anche solo di sfuggita, il complesso dell’Adamello con il suo ghiacciaio. Cominciano ad apparire i primi cartelli con scritto “Trento” (visto che in Trentino ci arriviamo???) infatti dai 1883 metri del tonale iniziamo la discesa verso il trentino, attraversiamo Cles e sfioriamo il Lago di Santa Giustina raggiungendo poi Mezzolombardo, pieghiamo a nord e percorrendo un tratto di Strada del Vino raggiungiamo Appiano ed infine Bolzano, la nostra meta prima di raggiungere l’hotel è, ovviamente, la concessionaria Harley di Bolzano dove sono già presenti alcuni Chapter. Finita la giornata, direte voi… e invece no! Dopo una breve sosta in hotel per “rimettersi in sesto” ci rechiamo nuovamente in concessionaria e da lì, una volta raggruppati tutti in Chapter partecipanti, puntiamo in direzione nord fino a Naturno, per andare a cena al Biergarten della Forst Brauerei. Lungo la strada si agganciano alla colonna anche gli amici Stefano e Stefania, Lucio e Chiara, partiti da Lodi in un secondo momento. Giunti in birreria, riusciamo a sederci tutti ad un unico tavolo per una cena in allegria, cena squisita ed accompagnata da ottima birra. A fine serata possiamo fare rientro all’hotel per il meritato riposo, in previsione di un sabato che si annuncia davvero spettacole, anche in virtù del meteo, quest’anno estremamente favorevole.

DAY 2

Sabato mattina, giorno in cui è fissato il Run organizzato dal Dolomiti Chapter, partiamo alle 9 dall’hotel per raggiungere la concessionaria. Quest’anno, rispetto all’anno scorso, il run è stato organizzato con un percorso ad anello e 4 check point da toccare per far timbrare la cartolina dell’evento: i Chapter presenti sono stati divisi in due gruppi, che effettueranno il percorso ad anello in direzioni opposte; ciascun Chapter all’interno del gruppo assegnato potrà percorrere il giro con il proprio ritmo, l’importante sarà avere i quattro timbri dei check point a fine giornata.

Siccome è più facile da fare, che da raccontare, in breve siamo pronti per la partenza: partiamo primi all’interno del nostro gruppo (con noi in seconda posizione il Chianti Chapter ed a seguire il Lepini Chapter): lasciamo Bolzano puntando a nord attraverso la Statale 38 fino a Lana, lasciata la statale iniziamo a salire attraverso distese di conifere e pascoli fino ai 1781 metri del Passo Castrin, abbiamo raggiunto il primo check point respirando a pieni polmoni tutti i profumi del bosco. Breve sosta, e poi si riparte in direzione Matzlaun, risaliamo per la forcella di Brez, poi sfioriamo Tret e Senale, puntiamo nuovamente verso nord e siamo ai 1518 metri del Passo Palade raggiungendo così il secondo check point.

Nel frattempo, si è fatta l’ora di pranzo e dobbiamo spostarci verso la seconda parte del percorso: scendiamo verso Lana e Merano, risalendo poi la Val Passiria ci fermiamo per pranzo al Martinerhofs Brauhotel di San Martino in Passiria. Ripartiamo poco dopo le 15 in direzione del passo Giovo, che dista pochi chilometri: raggiunta la cima siamo a 2094 metri e al terzo check point… ormai ne manca solo uno per completare il giro.

Iniziamo la discesa (asfalto non bellissimo, in questa parte di percorso, ma comunque più che percorribile) e raggiungiamo Vipiteno, subito prima dell’ingresso in città pieghiamo verso sud e iniziamo a risalire in direzione del Passo Pennes a 2211 metri, abbiamo conquistato anche il quarto check point. A questo punto c’è l’ultima discesa da percorrere, per rientrare in direzione Bolzano: arriviamo in concessionaria attorno alle 18, dopo 240 chilometri percorsi tra curve, tornanti e paesaggi mozzafiato. C’è un ultimo sforzo da fare: tornare in albergo e prepararsi per la cena del sabato, organizzata presso la fiera di Bolzano; soddisfatti per la giornata appena trascorsa partiamo a piedi dall’hotel ed in circa 15 minuti raggiungiamo la location prescelta per la serata in compagnia degli altri Chapter.

DAY 3

È già ora di tornare…

La partenza è come d’abitudine fissata per le 9: anche oggi la giornata è meravigliosa ed un cielo sereno ci accompagna nella nostra discesa verso Trento, risaliamo quindi la valle del Sarca passando dai laghi di Toblino e Santa Massenza, continuiamo poi in direzione di Tione di Trento e rientriamo in Lombardia percorrendo la valle del Chiese e raggiungendo così il Lago d’Idro.

La sosta per il pranzo è presso il Ristorante “Villa la pausa”, in posizione panoramica con vista sul lago (e menù redatto sempre dai migliori cardiologi, anche qui abbiamo la possibilità di degustare alcune specialità locali).

Alla ripartenza siamo tutti un po’ malinconici, ben consci che questi tre giorni speciali stanno volgendo al termine: percorriamo la statale fino al casello di Brescia Est, dove imbocchiamo la A4 in direzione Milano.

Al bivio con la Brebemi si staccano dal gruppo i ragazzi di Lodi (Stefano e Stefania, Lucio con Chiara) mentre noi proseguiamo dritti verso il capoluogo lombardo.

Un’ultima sosta in autogrill ci permette sia di dissetarci (ammazza che caldo, oh) che di salutarci… arrivo a casa poco dopo le 17, ho percorso 990 km in tre giorni, come sempre in ottima compagnia, e come sempre dobbiamo ringraziare il nostro fantastico gruppo strada, che ci ha accompagnato e scortato anche in questa fantastica esperienza. Alla prossima.

Luca

 

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Run delle Cime Innevate

Run delle Cime Innevate

Il nome scelto per il run in programma il 23 luglio (proposto da Danilo, Roberto e Gianfranco) è di quelli da non farsi scappare: per noi poveri oppressi dalla caldazza stagnante il pensiero di una giornata al fresco è stato un chiodo fisso durante tutta la settimana precedente.

Così ci si trova alle 8 di domenica mattina, puntuali, sul retro della concessionaria.

Neanche il tempo di togliersi il casco ed iniziare il giro dei saluti di rito, che dalle nuvolette che assediano il cielo di Legnano piovono alcune gocce: qualche minuto scarso di pioggia ed il piazzale è umido come Saigon, per fortuna siamo pronti a partire, ci si incolonna e via, al comando del road Davide Solbiati.

Pochi km ed imbocchiamo la A4 a Marcallo/Mesero, direzione Torino e poi A5 fino a Pont Saint Martin, dove usciamo dall’autostrada e percorriamo la statale puntando verso Aosta: la strada si snoda tra i vari paesi con un piacevole alternarsi di curve e saliscendi, cime rocciose e verdi pendii sfilano via veloci.

Attraversiamo qualche località famosa (Arnad tra tutti, con un pensiero al lardo…) e passiamo ai piedi del forte di Bard, che ci guarda severo dall’alto della rupe su cui è stato costruito: nel corso dei secoli ha visto passare armate a cavallo ed altri eserciti, oggi vede il passaggio dei valorosi del Legnano Chapter (una volta eravamo Mirmidoni, ma questa è un’altra storia…).

Giunti alle porte di Aosta due lunghe gallerie ci permettono di imboccare la strada per Valpelline e quindi, risalendo la vallata, Bionaz e su su (al fresco finalmente…) sino alla diga di Place Moulin, spettacolare opera di ingegneria: alta 155 metri, larga 678 m, può contenere fino a 93 milioni di metri cubi d’acqua immagazzinata a scopo idroelettrico.

Dopo una breve sosta per ammirare la diga e le creste alpine circostanti si iniziano a sentire dei brontolii, non sono tuoni ma i nostri stomaci che segnalano “abbiamo fame!”, veloci quindi si rimonta in sella per scendere un pochino di quota, giusto qualche chilometro di strada e qualche centinaio di metri più in basso per accomodarsi in una graziosa area verde sulle rive del lago Lexert: prato, alberi e tutto quanto necessario per fare un picnic in assoluta tranquillità.

Si sa però che, da buoni motociclisti, non si riesce a star fermi più di tanto… per cui alle ore 15 tutti pronti per il rientro: delle due strade proposte (una più dritta e l’altra più tortuosa) prevale ovviamente la più movimentata, quindi scendiamo nuovamente fino ad Aosta per ritornare lungo la statale fino a Saint Vincent, dove pieghiamo a destra ed imbocchiamo una strada secondaria che si arrampica fino al Col de Joux per poi ridiscendere fino a Brusson e da lì a Verres, sul fondovalle (magnifica la vista del castello che domina il paese), dove imbocchiamo l’autostrada in direzione casa.

A fine giornata il contachilometri, azzerato alla partenza, segna quota 474, una bella cifra per una giornata davvero piacevole in compagnia di bella gente (come sempre), attraversando paesaggi meravigliosi.

Alla prossima.

Luca

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Run Rock on the Beach

Run Rock on the Beach

Ed anche il Rock on the beach è qui, finalmente!!! Il rock show by Fabry Chiarelli – ideato, voluto e realizzato da Paolo Foley – si terrà al Chiosco11 di Savona l’8 e 9 luglio ’23. Il binomio “Rock & Harley” è l’accostamento perfetto, è come il cacio sui maccheroni, è per noi anime rock ed io ho deciso che non posso perdermi quest’occasione in più a Lino piace il mare.

L’incontro in concessionaria è previsto sabato 8 luglio alle 9, partenza 9,30. Siamo in 27 moto scintillanti, esuberanti, con le ruote scalpitanti ed ansiose di fare kilometri, i nostri cavalli chiassosi ma per noi non è rumore bensì musica. Le ladies con moto sono tre, Barbara, Cinzia e Lory – sveglia dalle 3 per  l’agitazione e l’emozione, al suo primo run dell’anno dopo un lungo periodo di assenza – e si posizionano sulla griglia di partenza ed a seguire il resto della banda.

Via, si va verso Savona!! L’emozione ad ogni partenza da Legnano è sempre forte, credo di non abituarmici mai, senti addosso gli sguardi dei passanti, vedo sorrisi e stupore nei loro visi; la mia mano che sorregge il cellulare per la consueta ripresa della partenza è pronta, così come tutto lo speciale Gruppo Strada che ci supporta e protegge, formato da Andrea, Marco, Davide, Teskio (new entry o special guest come racconterò più  avanti). Il Road è Paolo Foley, chiude il gruppo il director Carlo, accompagnato da Laura. Ci dirigiamo verso l’autostrada A4, entriamo a Mesero dove Sara e Manuel ci stanno aspettando. Durante la prima sosta caffè/benza/bisogni, Carlo ci presenta Teskio – un Safety con guida brillante ed attenta – un viso nuovo per qualcuno mentre, per qualche socio di vecchia data, no poiché faceva parte del Legnano già qualche tempo fa, il quale spende anche due parole di augurio di lunga vita al Legnano Chapter. Teskio, che ci ha fatto la cortesia di accompagnarci nel nostro giro solo per il sabato, è famoso per una prodezza: in piedi sulla sella con la moto in movimento e le braccia aperte, in volo d’angelo. Mi ha mostrato il video, non ci credevo.

In autostrada non sono molti i km, il percorso è misto, ben studiato e accontenta tutti; il Road ha previsto una sosta pranzo ad Alba e poi di nuovo in sella, ma stavolta nelle bellissime terre dei vini piemontesi. Barolo, Novello, Monforte d’Alba, Roddino, Cerretta Langhe, Serravalle Langhe, Bossolasco ci deliziano con i loro stupendi paesaggi dai verdi intensi e con le immense distese di vitigni, si rimane senza fiato davanti alla natura!

Una scenetta simpatica ad Alba: mentre si aspettavano gli altri al ritrovo per la ripartenza, Marco posiziona con cura all’ombra il casco di Chierici (lui doveva ancora arrivare), quindi Cinzia gli chiede spiegazioni sul perché non abbia messo anche il suo all’ombra?! Nel frattempo, spunta anche Andrea che si siede sulle gambe di Marco. Risultato è che Cinzia esclama: “Marco ma cosa sta succedendo con Andrea?” e scoppia la risata!!

Si procede quindi verso Cuneo e poi la sp661 fino a Montezemolo, famosa per il miele leggo su qualche cartello, di fatti l’odore si avvertiva nell’aria. Raggiungiamo località fabbrica Montezemolo (alt 754) per una sosta e, nel mentre scendiamo, all’orizzonte vediamo una piazza immersa da moto da strada, con i loro conducenti svestiti dalle loro pesanti tute protettive dato il gran caldo, noi  harleyisti in maglietta e top ma proprio TOP!! Toppissimo!

A questo punto mancano solo 35 km a Savona; il percorso riprende sempre nell’entroterra tra curve e colline ed alle 16 giungiamo a destinazione, “Chiosco11” all’ altezza di una bellissima chiesa “Santo Spirito e Concezione di Savona”. Troviamo ad aspettarci Alberto con Elena, Serena con la piccola Greta, Luca il figlio di Davide e Bellasimo. La location ovviamente si trova proprio sul mare, ci sono ombrelloni e lettini a noi riservati, la spiaggia è molto ampia, c’è un bar e ristorante con cucina, tavolini, birra fresca ed un fantastico albero che ci regala una bella porzione d’ombra; troviamo anche il palco del concerto che si terrà la sera e la band che sta provando col tecnico audio e poi il sig. Dino proprietario del locale, contento di accoglierci.

Ora… libertà – 3 ore – dopo una bella birra ghiacciata e qualche chiacchiera e risata con gli amici. Io e Lino, Toni e Lory ci dirigiamo verso l’hotel a 3 km dal chiosco, per una doccia rigenerante; abbiamo poco tempo perché alle 19 Carlo ci vuole tutti presenti al chiosco e pronti per la festa !!! Nel frattempo, c’è  chi  ha  deciso di  noleggiare l’ombrellone e rimanere direttamente in spiaggia e divertirsi  in compagnia rigorosamente in ammollo. Da una  foto deduco che Sverter sia stato lanciato in acqua vestito con tutta la sedia: ahahah fantastico!!

Ceniamo molto velocemente, siamo irrequieti, tra una portata e l’altra si scappa all’esterno, il caldo e l’afa in sala ristorante benché fosse quasi tutto aperto è insopportabile e poi abbiamo un intrattenitore d’eccellenza là fuori: formiamo un cerchio con le sedie e Teskio inizia con il suo show in italo-siculo, mi sono offerta come traduttrice viste le mie origini, Messina. Inizia un siparietto con Demis e Yasmine riguardo il loro fidanzamento: Teskio voleva convincere Demis a regalarle un diamante incastonato da 1500€, visti i tanti anni di fidanzamento; sosteneva che più sono gli anni, tanto il valore dell’anello deve salire. Si è anche proposto di accompagnarlo alla  Findomestic. Poi è arrivato il turno dei loro nomi, quasi impronunciabili per Teskio, che quindi ha deciso di ribattezzarli Carmelo e Giorgia per comodità; ahahah quanto ridere! Il suo linguaggio prevede l’uso di italiano con cadenza e parole completamente in dialetto senza perdite di tempo in traduzioni, ma la cosa strana è che comunque tutti capivano e si spanciavano dalle risate. Credo ci sia in lui una dote naturale di comunicatore per riuscire a catalizzare l’attenzione in questo modo. Stasera c’è anche una ricorrenza importante Luca Solbiati festeggia i suoi 18 anni e la torta con discorso non può mancare ed a seguire il tunnel umano con annesse pacche sulle sue povere spalle in segno di buon augurio; dopodiché discorso con ringraziamenti al Legnano Chapter, che frequenta praticamente da quando era piccolino.

Sono le 21 ed il concerto ha inizio; Lory parte subito alla prima nota ed io la seguo: il richiamo della musica per noi è forte, scusate .Fabry Chiarelli – professionista del settore con la sua band – intona pezzi dei Queen, Led Zeppelin, AC-DC, Aerosmith ma a me salta all’occhio il batterista, un talento. Il fenomeno Tommy Chiarelli, il figlio di  Fabry che ha solo 13 anni!!! Un prodigio!! La serata rock è nel pieno e appostate sulla panca ci siamo Laura, Sara, Lory ed io; facciamo dei balletti a tempo, in un altro lato Elena e Barbara che si scatenano anche loro e dove ho scoperto in Elena una profonda anima rock: non si è mai fermata in 2 ore di concerto.

Il concerto finisce alle 23,15 col  benestare del sig. Dino che ci ha concesso un quarto d’ora in più.

Adesso finalmente ci aspetta il letto, siamo abbastanza cotti complice anche il gran caldo; invece, una parte di soci si rimette in sella perché hanno scelto di rientrare in notturna  – come da programma – e, da 27 moto, ci ridimensioniamo a 12 .

La domenica mattina è free, ognuno ha la libertà di fare la qualunque. Quindi c’è chi ha deciso di rilassarsi sotto l’ombra del pino al Chiosco11, chi è salito in moto ed ha fatto dei giri sulla costiera ligure come me e Lino sull’Aurelia a 50 all’ora a goderci i vari paesaggi che ci offre la Liguria. Noli, Bergeggi, Pietra Ligure, Finale, Ceriale, Loano, Borghetto Santo Spirito.

L’appuntamento col resto del gruppo è alle 13, pranzo al Chiosco11, dove ci preparano svariati piatti a scelta, veramente buoni e di qualità. Qui ho approfondito la conoscenza con i 4 amici simpaticissimi di Lodi : Chiara e Lucio e Stefania e Stefano.

Un’oretta di pausa post pranzo, il fischietto incombe, prepariamo noi e le nostre moto per il rientro; ci si trasforma da bagnanti in infradito a riders: quindi pantaloni lunghi, scarpe da viaggio e gilet. Il Road ci comunica che passeremo dal Sassello e poi ad Alessandria in autostrada.

Al bivio con autostrada per Piacenza altre 2 moto ci salutano, sono gli amici di Lodi. Il run volge al termine, ultimo stop in area di servizio: è  tempo di saluti ed arrivederci. I Km percorsi – circa 600 – la compagnia e l’organizzazione del Road e Gruppo Strada, sempre e comunque bravi, hanno confermato quanto è bello il Legnano Chapter !!

Grazie e Ri-grazie a tutti!

LCI ❤

Rosanna

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RUN DEI FELLINIANI – RICCIONE CHAPTER

RUN DEI FELLINIANI – RICCIONE CHAPTER

Il nostro Run verso Riccione parte già sapendo che  il meteo  è avverso, ma un ultimo sguardo all’app. dice che dovrebbe iniziare a piovere verso le 14… almeno partiamo asciutti, tempo di tirare fuori la moto e tic tic tic; ok si torna in garage e si parte con antipioggia da subito. Quindi si parte con anticipo, mi fermo a fare benza, e leggo che il nostro caro Road Captain Max Tacchi dice di proseguire al Q8 dopo la concessionaria così aspettiamo gli altri al coperto; in effetti a Busto per un attimo sembrava di essere su un pedalò in mezzo al mare….

Ore 14.35 mancano Demis e Jasmine che ci raggiungeranno ed arrivato anche il nostro ultimo compagno di viaggio da molto lontano, Limbiate – e decise le soste benzina a Arda, Pioppa e Rubicone – partiamo tutti subito in direzione A8. La pioggia ci accompagna fin da subito ma noi del LCI siamo sempre pronti e questa volta il film La Strada, di Fellini, lo giriamo noi in  versione Harley Davidson.

Arrivati in tangenziale subito coda fino a quasi l’imbocco A1, va beh è venerdì a Milano….dopo aver fatto le prime soste benza per la nostra guerriera Cinzia sullo Sportster, ripartendo pensiamo che magari vista ora e meteo, verso Bologna, ci sarà meno traffico… ma è chiaro fin da subito che a noi del LCI pioggia, tempesta, traffico sulle tangenziali, non ci fermano; quindi, il nostro film La Moto va, prosegue scandita dalla precisione del percorso deciso dai nostri officer.

Arriviamo a Cattolica dove stranamente non piove… appena fatto check-in, son già le 22 e ci dirigiamo verso una pizzeria per cenare. Il dopocena – aspettando la nostra coppia di bikers mancanti – si svolge in un bel locale nel centro di Cattolica e dopo aver degustato il famoso cocktail gin mare, che dopo il secondo, inizi a sentire le onde, scopriamo la prima massima, forse per effetto dell’alcool: in una coppia c’è sempre un positivo e un negativo, se no la lampadina non si accende…A un certo punto come d’incanto, appaiono da dietro il tavolo anche la nostra giovane coppia Demis e Jasmine; ora il team è al completo ed è come se fossimo in Ginger e Fred, la gioia e l’allegria di rivedere e riabbracciare con i tuoi compagni del Chapter, ti fa sembrare di essere dentro un film in cui tutti siamo i protagonisti.

Ore 9.30 di sabato mattina, è il giorno de: La dolce vita!  Siamo già tutti pronti e ci dirigiamo verso la concessionaria Motorfan del Riccione Chapter ed appena entriamo nella clubhouse vediamo un’organizzazione da film: per le loro riunioni un tavolo rotondo e sgabelli tutto in tema HD con bancone del bar, macchina popcorn, all’esterno un’altalena con lo sfondo del mare dove facendo le  foto, sembra di essere davvero on the beach; proseguendo ci sono i tavoli ed il palco della band e per finire la ricostruzione della mitica baracca dove è uscita la prima Harley Davidson. Sembra davvero che sia opera del mitico Federico e – tra una piadina con la nutella e uno spritz – gli attori del nostro più bel film siamo noi; la cordialità e gioia di stare tutti insieme nel gruppo viene sempre fuori e ogni volta è come rivivere un Amarcord raccontando dei Run precedenti.

All’ora di pranzo ci rechiamo al Frontemare beach club di Riccione, un’ottima location con DJ set sulla spiaggia, pranzo con pesce a buffet e qui inizia la guerra di Mezzogiorno di fuoco! Si, perché nel rally pack c’erano le pistole ad acqua che ci hanno fatto tornare indietro di parecchi anni; una guerra di tutti contro tutti dove il nostro caro Enrico Fazio è stato preso letteralmente di mira da un ragazzino e qui siamo tornati tutti bambini, come non si vedeva da anni. Anche il nostro Frank ha fatto il “ragazzo immagine” che balla la musica del DJ. A questo punto per qualche ora si dividono le nostre strade perché, dovete scusarmi, ma per me il richiamo del mare è troppo forte e, mentre io decido di fare un pomeriggio in spiaggia tra gli ombrelloni ornati delle bandiere dei rispettivi Chapter (uno spettacolo da vedere), tutti gli altri decidono di fare un giro per le strade panoramiche intorno alla zona. Vi giro il riassunto del nostro Capitano: il giro a San Marino l’ho creato perché è una meta turistica davvero particolare, a pochi km da Rimini.

La vista dall’alto è notevole, peccato che sabato il cielo fosse coperto.

Da lì l’idea era di creare un giro che ci portasse in  riviera facendo un percorso tra le strade dell’Appennino ed Urbino che era a portata di mano.

Il panorama era stupendo, tra tornanti, saliscendi e tanto verde, ideale da ammirarlo in moto, Tavullia è stata un passaggio “obbligato”, terra di motori e piloti ,si respirava la presenza del Dottore ad ogni metro dell’ asfalto.

Un giro prettamente turistico, semplice, ideale per rilassarsi alla guida in assenza di traffico e caos…Un toccasana. ( Max Tacchi)

Una volta rientrati tutti, mentre si parcheggiano bene le moto per farle stare in uno spazio ristretto, scopriamo un’ altra massima degna dei maggiori filosofi: si chiama Sportster perché è facile da spostare!! – ed io che mi chiedevo da anni quale fosse l’origine del nome così longevo –

All’ora di cena ci spostiamo a piedi verso la location Malindi terrazza mare sulla spiaggia; appena arrivati rimaniamo a bocca aperta: immaginate di arrivare a ridosso dell’arenile col tramonto che bacia tutti i tavoli dei Chapter, con le nostre bandiere che nel perimetro ci dicono da dove arriviamo e ci abbracciano per rendere l’idea che questi sono i valori del nostro mondo (e qui entriamo sul set de La dolce vita e penso anche de I Vitelloni).

Man mano che il sole si posa delicatamente sul mare davanti a Noi scorrono delle portate di pesce fresco appena cucinato, degno dei migliori chef, il tutto accompagnato da ottimo Prosecco – per la  felicità di qualcuno – ma tanto per il ritorno non dobbiamo guidare; quindi ancora grazie per l’ottima scelta dell’hotel a due passi e inizia la festa abbomba!!! Tra cori, canti, brindisi balli di gruppo e break dance a cerchio dentro la pista, si scatena la febbre del LCI di sera ed arriva così il momento delle premiazioni dei gruppi e i nostri Officer salgono sul palco per scambiare gli omaggi.

Siamo a domenica mattina e la giornata si preannuncia molto calda, ma a noi la nostra voglia e piacere di stare insieme fa sentire freschi d’estate e caldi d’inverno; non esistono bastoni nelle nostre ruote…

Ci dirigiamo fino a Occhiobello in A14, proseguiamo poi sulla statale dell’Eridania che, secondo me, andrebbe chiamata degli autovelox – uno ogni 5 km, mai visti così tanti – ma la meta per il pranzo ci ripaga di questi rallentamenti; ci fermiamo a Mantova entrando dal ponte sul Mincio in gruppo. Immaginate come se fossimo in parata sul ponte del Mincio con il castello dei Gonzaga che ci aspettava come per darci il benvenuto in questa bellissima città e, subito dopo il ponte, parcheggiamo vicino alle mura storiche e qui ci aspetta Tazio, il cugino di Fazio ( vedi foto),  presso l’antica osteria la Fragoletta, in onore ad una famosa attrice teatrale che lo frequentava. All’interno il locale ci fa rivivere l’appartenenza ad un’epoca passata con mobili antichi e soffitto a cassettoni, come se fossimo ospiti della nobil casa.

Il nostro rientro prosegue ed i nostri officer sembra abbiano il potere di leggerci nel pensiero, perché ad un certo punto, dove il caldo era molto fastidioso, il nostro Capitano decide di fare sosta sulla BreBeMi x reidratarci e prendere un altro caffè. Questo è stato un momento triste poiché ultima sosta e quindi saluti e baci; purtroppo, questi 3 giorni sono volati come ogni momento bello ,un momento trascorso senza pensare ai problemi di tutti i giorni che ognuno di noi ha…condividendo il tutto con chi ha ideato il programma. Quindi, fieri e orgogliosi di stare bene tutti insieme, un grazie di cuore a Max, Frank, Enrico, Marco e Cinzia, Lino e Rosy, Demis e Jasmine, Filippo e Simona, per aver vissuto tutti insieme questo magico film degno di Fellini, un abbraccio ed arrivederci al prossimo Run con sempre LCI nel cuore!!

Marco

 

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