Val Camonica Unexpected Run

Val Camonica Unexpected Run

Val Camonica Unexpected Run

Hai presente quando pensi di aver organizzato tutto alla perfezione, ma il diavolo ci mette lo zampino?

Ecco, in questo caso il diavolo aveva l’aspetto del tipico maggio lombardo, ovvero atmosfera instabile e promesse di pioggia a secchiate… almeno così i principali siti meteo preannunciavano per questo weekend.

Incuranti delle premesse, e certi che ci saremmo bagnati, all’appuntamento delle 8.30 davanti alla concessionaria ci presentiamo in una ventina di moto.

Fortunatamente non piove e il cielo non è nemmeno dei peggiori: dopo il briefing di rito partiamo – con qualche minuto di ritardo – in direzione Bergamo: i chilometri in autostrada filano via veloci, dopo circa un’oretta lasciamo l’autostrada per imboccare la tangenziale di Bergamo che si trasforma poi nella SS 42 del Passo del Tonale in direzione Lovere. Guardando in direzione delle montagne, si inizia a capire che probabilmente i meteorologi più pessimisti ci hanno preso…. Il cielo è piuttosto cupo e sembra non promettere niente di buono.

Pace, alla peggio ci copriremo: d’altronde, si sa, il biker non è solubile in acqua… (in altre soluzioni, soprattutto di tipo alcolico, può anche essere, ma questo è un altro discorso…)

Nel frattempo, ci concentriamo sulla strada che da un certo punto in poi costeggia il lago di Endine: le acque sono praticamente immobili e fanno da specchio al contorno di montagne, i cui pendii sono ricoperti di boschi e conferiscono al paesaggio un bel colore verde intenso. Ammiriamo tutto questo in tranquillità, anche perché nel poco traffico di questa domenica siamo preceduti da un autobus la cui velocità non permette grandi sprint.

Chilometro dopo chilometro ci avviciniamo a Lovere, con il cielo sempre più cupo: poco prima dello svincolo per il paese ecco che cadono le prime gocce, provvidenziale la sosta programmata che ci permette di coprirci oltre che di gustare un buon caffè.

Si riparte puntuali alle 11, non prima di essersi impermeabilizzati a dovere… un’altra manciata di chilometri e in men che non si dica raggiungiamo Bienno: per chi non lo sapesse, è annoverato tra i borghi più belli d’Italia ed inoltre è famoso per aver dato i natali al nostro Road Captain Luciano Pedretti….

Parcheggiamo agevolmente davanti alle scuole e ci dirigiamo al locale Ufficio del Turismo, dove una gentile signora ci illustra, donandoci anche una pratica mappa, i monumenti salienti che possiamo visitare in paese.

C’è da dire che le attrattive non mancano: una bellissima chiesa del 1300, ricca di pregevoli affreschi, la Casa degli Artisti, anch’essa affrescata, e persino un mulino ad acqua tuttora funzionante.

Ci si divide in piccoli gruppi e, mentre ancora cade un po’ di pioggia, ci dedichiamo alla visita di questo piccolo ma ben tenuto borgo.

Alle 12.30 ci si ritrova puntuali alle moto, perché va bene l’arte, ma anche lo stomaco vuole la sua parte e si avvertono ormai i morsi della fame.

Per fortuna il luogo scelto per il pranzo è a brevissima distanza, giusto il tempo di risalire una stradina stretta ma praticabile, anche se ben ripida: si può sostare in un ampio parcheggio ai piedi della statua del Cristo Re, ricoperta in lamina d’oro, che domina la vallata; prima di mangiare, tutti in posa per le foto di rito! E per fortuna ha anche smesso di piovere.

Pochi minuti, e prendiamo posto all’interno del bioristoro: sorpresa delle sorprese, è un ristorante vegano! Alcuni mormorii di stupore si levano tra i commensali affamati: qualcuno già pregustava casoncelli e brasato… qualcuno una salamella… lo stupore aumenta e i tre gatti presenti in sala, fiutata l’aria che tira, con passo felpato abbandonano il locale… si faranno accarezzare comunque, ma dopo la metà del pranzo, sai mai……

A dispetto delle premesse il menù è comunque gradevole e cucinato con passione e competenza: i sapori sono ben bilanciati, il brasato lo abbiamo mangiato sì, ma di seitan… insomma possiamo dire di aver provato un’esperienza nuova.

Puntuali si riparte per le ore 15.30, non prima di esserci coperti, data la possibilità di pioggia lungo il percorso. il ritorno avviene lungo la sponda orientale del lago d’Iseo, prima dell’ingresso in autostrada breve sosta per il rifornimento (c’è il sole, e sotto le tute antipioggia si inizia ad avvertire un microclima tipo serra tropicale… ma stoici resistiamo!) e per i saluti in quanto alcuni all’altezza della barriera di Milano tireranno dritto in direzione tangenziale Ovest, mentre una parte del gruppo sceglie di percorrere il peduncolo della Tangenziale nord.

All’altezza dello svincolo per la Milano-Meda mi sgancio anch’io dal gruppo e guido verso casa… un’ultima veloce pioggerellina e sono arrivato: in fondo, abbiamo preso meno acqua (mooolta meno) di quella che avrebbe potuto cadere… ma che m’importa… dopo una giornata così il sole ce l’ho dentro, ed ho un sorriso che mi porterò almeno fino a giovedì!

Luca